Jonathan Holt.
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Giustiziato. Carnivia trilogy.
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Parte 2.
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Titolo originale: The Traitor. 2015.
Traduzione di: Cecilia Pirovano.
2015. Newton Compton Editori, ROMA.
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Scansionato by il Bilo.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Capitolo trentaquattro.
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Daniele Barbo stava pedinando una donna con il mantello sui marciapiedi stretti che costeggiavano i canali di Carnivia, senza starle alle calcagna ma tenendola sott'occhio. Era solo una precauzione: aveva sfruttato i privilegi da amministratore per rendersi invisibile, come Max.
 lei, disse Max, tramite una modalit di linguaggio privato che solo Daniele poteva vedere. Domino9859.
Sei sicuro?
Certo. In quanto amministratore, Max poteva controllare l'attivit degli utenti di Carnivia quando erano connessi.  lei che ha cambiato le impostazioni delle turbine nel traforo del Frejus. Chi sia nel mondo reale, non ne ho idea, s'intende.
Domino9859 si dirigeva verso la zona di San Polo, oltre il ponte di Rialto. Secoli prima, i padri della citt l'avevano resa un'area dove le prostitute potevano andare in giro a seno nudo, per dimostrare di essere donne e non travestiti; quasi settecento anni dopo, gli effetti di quel decreto determinavano ancora quello che accadeva nel quartiere, nella citt reale come nel suo equivalente digitale. Per i carniviani in cerca di piacere, era il luogo del divertimento per eccellenza.
Era la prima volta che Daniele entrava in Carnivia da quando si era dimesso. Le vie erano pi affollate di quanto ricordava. Dai balconi pendevano cartelloni elettorali e molti venivano trainati nei canali dalle chiatte, con slogan che per lui non avevano alcun senso: Carnivia Libre, Alleanza dei veterani, Rimborsatasse.
Mentre attraversavano la folla, un avatar con un mantello di base senza alcuna modifica e la maschera di un nuovo utente d'un tratto strill: GUARDATEMI! GUARDATEMI! Si tolse i vestiti e rimase nudo, a contorcersi in modo strano. Daniele not che portava una sorta di fascia, su cui si leggeva: IO VOTO LA FLUTTUAZIONE.
Cosa diamine...? mormor Daniele.
 per confondere i novellini, spieg Max. I veterani mettono alla prova gli spec offrendo loro dei distintivi fluttuanti. Se accettano, si ritrovano con uno script fasullo.
Spec? Veterani? Per Daniele erano termini ignoti.
Gli spec sono gli speculatori che si sono iscritti su Carnivia solo nella speranza di fare dei soldi con una fluttuazione delle azioni. I veterani pensano che solo chi come loro era gi membro prima che tu abdicassi possa votare. Ma, stando ai sondaggi, il partito con pi successo  quello dei Rimborsatasse, che offrono un semplice affare: cinque bitcoin per voto, che verranno finanziati con delle tasse sul totale degli utenti dopo le elezioni. Se ci pensi,  una formula piuttosto chiara. Nessuno vuole essere obbligato a pagare le tasse senza prendere mazzette.
Mi avevi avvertito che sarebbe successo, constat Daniele con una certa tristezza. E io non ti sono stato a sentire.
Nemmeno io avrei mai pensato che la situazione sarebbe stata tanto brutta.
Davanti a loro, Domino9859 svolt in un cortile e sal alcuni gradini. La seguirono e si ritrovarono in un'elegante loggia affacciata sul rio con circa sei persone tra uomini e donne che chiacchieravano in piedi.
Sembra una qualche serata, comment Max.
Domino9859 si tolse il mantello e Daniele vide che portava una strana fascia intorno al collo, una specie di collare in ferro. Alla sua destra, un'altra donna era inginocchiata come se stesse supplicando un uomo seduto, a cui porgeva un bastone di legno.
Forse non dovremmo essere qui, scrisse Daniele.
Ciononostante, non riusc a distogliere gli occhi da Domino9859 mentre si sedeva in grembo all'uomo, che prese a sculacciarla con una racchetta. Daniele sent lo schiocco del legno sulla carne e vide la pelle tenera farsi pi rossa a ogni colpo. Solo che non era carne, dovette ricordarsi. Era un gioco di ruolo, non il mondo reale, ma era facile dimenticarsi della differenza.
Tutt'intorno a loro avvenivano scene simili. Due uomini picchiavano a turno un avatar femminile; un'altra donna veniva presa con forza da tre uomini che accompagnavano ogni affondo a una fila di insulti; un'altra ancora veniva colpita con un gatto a nove code e, a ogni impatto delle trecce in pelle, gemeva di dolore in modo molto realistico.
Non ha senso, disse Daniele.
Come molte cose a Carnivia.
No, voglio dire, uno jihadista, o un hacker, non si lascerebbero mai coinvolgere in una cosa del genere.
Be', se vuoi esaminarla senza che lei lo sappia, non avrai mai occasione migliore, osserv Max.
Daniele cambi visualizzazione. La rappresentazione realistica in 3D di avatar ed edifici che vedevano gli utenti normali su Carnivia svan, sostituita da un wireframe e linee di codice. Per la maggior parte della gente sarebbe stato incomprensibile, ma come un musicista riesce a leggere uno spartito e a sentire la musica nella propria mente, Daniele era in grado di visualizzare ogni dettaglio della scena che aveva davanti mentre scandagliava in fretta il codice.
Isolato l'avatar di Domino9859, lo esamin riga per riga. Nel farlo si sent in colpa, molto pi che a guardarla mentre metteva in pratica le sue fantasie sessuali. Il codice racchiudeva la sua intera impronta digitale e, anche se cifrato, era strettamente personale.
Alla fine scov quello che cercava. Una minuscola anomalia, cos piccola che gli sarebbe sfuggita se non l'avesse cercata appositamente. Era un virus, progettato per installarsi nel computer dell'utente e restarci, dormiente e invisibile, fino a quando si sarebbe risvegliato in seguito a un evento specifico o a un comando. Di norma i virus erano legati a botnet, reti di computer violati usati per inviare spam.
Si rese conto di quello che doveva essere accaduto. Domino9859 non era un hacker, ma il suo computer era stato infettato da qualcuno che lo era. In pratica, era diventata il suo intermediario e faceva tutto quello che lui chiedeva senza nemmeno saperlo. E dato che la sua vera identit era mascherata dallo username di Carnivia, non c'era modo di risalire al suo computer nel mondo reale.
Come va?, gli chiese Max in privato.
Ci sono quasi.
Fece una copia del virus per studiarlo in seguito, poi torn alla visualizzazione normale e si rese visibile.
Devo parlarti, disse a Domino9859.
Chi sei?, chiese lei, senza interrompere quel che stava facendo.
Un amministratore. Penso che il tuo computer sia stato infettato da un virus. Se sei pronta a dirmi la tua vera identit, posso mandarti degli strumenti per ripulire l'hard disk...
Si ritrov a parlare nel vuoto. Domino9859 era svanita.
Disconnessa, osserv Max.
Credevo che lei avrebbe apprezzato il nostro aiuto.
Cosa ti fa pensare che sia davvero una donna?
Era vero: a Carnivia, il sesso era una questione di scelta personale. Forse per Domino9859 rivelare la propria vera identit era pi spaventoso che avere un virus nel computer.
 un bel problema, disse Daniele.
Erano anni che le autorit cercavano una scusa per chiudere Carnivia. Fino ad allora, ogni attacco legale era fallito, ma le leggi sul terrorismo erano molto pi draconiane di quelle contro la pornografia e la droga usate in passato contro il sito.
Allora cosa facciamo?
Ecco il tipo di rompicapo che aveva convinto Daniele a prendere le distanze da Carnivia. Lui credeva in modo assoluto nel diritto alla privacy. Per lui e il ristretto gruppo affiatato di hacker che per primi avevano colonizzato Internet, quando ancora ci si connetteva con un modem, era un articolo fondamentale di fede. Ma il principio, cos inappuntabile in teoria, era sempre pi difficile e nebuloso da mettere in pratica.
Di una cosa per era certo. Se si fosse limitato a informare le autorit, avrebbero chiuso il sito, ma ci non avrebbe fermato l'hacker.
Solo lui, Daniele, aveva le capacit per batterlo. E doveva farlo l, nel proprio territorio, in un mondo che conosceva meglio di chiunque altro.
Non che avesse cambiato idea sul fatto di abbandonarlo. Semmai, quella era la conferma che occuparsi di Carnivia non era un lavoro part time. Ma prima di potersi lasciare Carnivia alle spalle avrebbe dovuto affrontare quell'ultima minaccia.
Capitolo trentacinque
Cate entr nel ristorante La Colomba appena dopo l'una. Non era un luogo che di solito frequentava: i clienti erano quasi esclusivamente uomini dai capelli grigi con completi scuri fatti a mano, mentre i camerieri indossavano la livrea e un farfallino nero. Ma ad attirare lo sguardo erano le pareti, non la clientela. Un secolo prima, quello era stato un punto di ritrovo per artisti e a volte i proprietari accettavano un piccolo quadro invece dei soldi. Tra coloro che avevano pagato cos il conto c'erano Picasso, Vedova, De Chirico e Morandi, e le pareti erano ricoperte di inestimabili opere d'arte.
Individu il suo ospite, seduto a un tavolo discreto in un angolo.
Nel vederla arrivare, l'uomo si alz, le diede un bacio sulle guance e con le dita le sfior la schiena, non in una carezza ma nemmeno in un gesto innocente.
Capitano Taddei, disse Vivaldo Moretti, mentre le prendeva le mani e gliele scostava dal corpo per ammirarla dalla testa ai piedi. Se mi permette,  pi bella che mai.
Grazie. Cate portava un vestito nero pieghettato che le arrivava appena sopra al ginocchio. Pur formale, era un po' pi femminile rispetto a quello che indossava di norma al lavoro.
L'uomo le sorrise con affetto - non che si capisse dalla sua espressione, quasi immobile dopo i numerosi lifting, ma dal luccichio birichino nei suoi occhi - e mentre si sedevano fece un cenno al cameriere. Ho ordinato una bottiglia di Valentini. Inutile dire che spero di farla ubriacare un po'.
Vivaldo Moretti era un politico, un pettegolo e un incorreggibile cascamorto. Per tutti e tre quei motivi era un amico improbabile, eppure in qualche modo Cate lo considerava proprio cos.
A un certo punto del pranzo ci avrebbe di certo provato con lei; non era una coincidenza che si incontrassero ogni volta nei ristoranti di hotel sontuosi, e Cate sapeva che lui prenotava sempre una camera, per precauzione. E sapeva anche che, quando avrebbe rifiutato l'offerta, lui sarebbe scoppiato a ridere, avrebbe incassato con grazia e le avrebbe spiegato quale terribile errore stava commettendo; e pure che, semmai un giorno avesse accettato, la stanza sarebbe stata la pi bella dell'hotel. Non riusciva a non farsi piacere quel vecchio mascalzone e, anche se non aveva la bench minima intenzione di cedere alle sue avance, sarebbe rimasta delusa se lui avesse smesso di fargliele.
Moretti era inoltre il politico meno corruttibile che Cate conoscesse. Per quello, oltre che per la sua infallibile capacit di fiutare voci e pettegolezzi nel mondo della politica, era stato una delle prime persone che aveva chiamato per tastare il terreno su Tignelli.
Ordinarono; lui sarde in saor, lei schie e poi una spigola della laguna alla griglia da dividere. Sapendo che la natura stessa dei pettegolezzi prevedeva che si barattassero e visto che non poteva dirlo a nessun altro, di certo non a Holly, Cate si lasci scappare qualche ghiotto dettaglio sulle sue visite nell'ufficio di Flavio.
Allora ha urlato per farsi sentire oltre la porta: Dite al giudice che sto venendo, concluse. E sa una cosa? Era proprio vero.
Moretti rise cos tanto che dovette asciugarsi gli occhi con il tovagliolo. Tuttavia, quando si misero a parlare delle indagini, il suo umore si fece pi cupo.
Quando mi ha chiesto di scoprire se il conte Tignelli avesse ambizioni politiche, disse, mai avrei immaginato che sarebbe stato un compito tanto difficile. In realt, se la richiesta fosse venuta da un'altra persona e non dal mio capitano donna preferito dei carabinieri, dopo qualche conversazione sarei giunto alla conclusione che non ne avesse e avrei abbandonato la ricerca. Ma piuttosto che deluderla ho insistito e, con mia grande sorpresa, ho appreso che in questa citt c'erano ancora dei segreti di cui non ero a conoscenza.
Del tipo?
Quell'uomo si  comprato pi influenza, e in un tempo pi breve, di chiunque altro io abbia mai incontrato, disse Moretti senza mezzi termini. Getta soldi a chiunque, dai consiglieri comunali ai suoi colleghi carabinieri. E non cerca solo il potere a livello locale. A Roma ci sono quattro senatori sotto il suo diretto controllo.
Perch? Cosa vuole?.
Il cameriere venne a riempire di nuovo i loro bicchieri e il politico attese che fossero soli prima di proseguire. Stando alle apparenze, il separatismo.
Il separatismo? Come la Liga Veneta, vuol dire?.
Da decenni ormai la maggior parte dei veneti era favorevole a staccarsi dal resto d'Italia. In una recente votazione a cui avevano partecipato pi di due milioni di elettori, quasi il novanta percento si era espresso a favore dell'indipendenza e il partito separatista della Liga Veneta, o LV, aveva molti sostenitori nel consiglio regionale.
Esatto, conferm lui. Si ha la sensazione che sia finalmente venuto il momento del separatismo. In Scozia  stata una questione molto combattuta; la Crimea c' riuscita, la Catalogna e i Paesi Baschi sperano di essere i prossimi... Dappertutto i movimenti per l'indipendenza stanno guadagnando terreno, mentre la politica convenzionale viene screditata dagli scandali e dall'apatia.
Ma i partiti separatisti in Veneto vogliono tutti cose diverse, obiett lei. La LV vuole uno Stato nuovo completamente indipendente, ma membro dell'Unione Europea. La Lega Nord ci vuole nella Padania. Il Progetto NordEst  libertario, la LVR  repubblicana e il PNV federalista.
Vero. Ma se emergesse un vero leader, qualcuno che riuscisse a unire le varie fazioni, disse lui, cosa accadrebbe?
Ecco il ruolo di Tignelli, comment lei pensierosa. Si vede come il leader, il nuovo Napoleone.
Moretti annu. L'altro grande ostacolo, com' ovvio, sta nella mancanza di un referendum. I sondaggi di opinione sono una cosa, ma una maggioranza alle urne sarebbe tutt'altra. L'articolo 1 dello Statuto delle Nazioni Unite sancisce il diritto all'autodeterminazione dei popoli. Una volta ottenuta una prova schiacciante della volont della gente,  molto pi difficile negarlo. Si sporse in avanti. E io so da fonte autorevole che uno dei senatori di Tignelli proporr proprio un referendum formale e vincolante per la secessione del Veneto, da tenersi in autunno.
Quindi si far?
 questa la cosa curiosa.  ovvio che non si far. Il Veneto non  come la Scozia o i Paesi Baschi, siamo la zona pi ricca d'Italia. Roma sarebbe pazza a permettere un tale referendum, perch i separatisti vincerebbero di certo e il governo perderebbe la maggior parte degli introiti delle tasse. Quindi lo bloccheranno, come fanno sempre quei bastardi.
Cate gli lanci un'occhiata. Da come parla, si direbbe che lei stia con i separatisti.
L'uomo fece spallucce. Come chiunque sia nato nel Nord, mi dispiace vedere che le nostre tasse vengono usate per sostenere le regioni meridionali pi deboli, mentre le nostre scuole e i nostri ospedali non ricevono i fondi di cui hanno bisogno. Ma personalmente, penso che la risposta siano le riforme, per costringere le altre regioni a far quadrare i conti.
Arriv da mangiare. Come molti uomini della sua et, Moretti era un tradizionalista quando si trattava di cucina e i piatti che avevano davanti non avrebbero potuto essere pi veneziani. Le sarde in saor, sardine fredde con aceto, uvette e pinoli, erano una pietanza che si era evoluta per preservare il pesce a lungo prima di congelarlo.
Ai forestieri spesso non piaceva, ma per un veneziano, cresciuto con quel gusto pungente e gelatinoso, era un sapore di casa. Anche le schie di Cate erano un gusto acquisito. I gamberetti grigi pescati ai margini della laguna non parevano granch da soli, mentre la polenta chiara su cui venivano serviti aveva una consistenza che riempiva la bocca e la rendeva quasi appiccicosa. Ma erano freschi e succosi e a ogni morso la salamoia di pesce esplodeva in bocca.
Cate disse, incuriosita: Prima, quando le ho chiesto cosa volesse Tignelli, lei ha detto: Stando alle apparenze, il separatismo. Perch stando alle apparenze?.
Moretti allarg le mani. Sa perfettamente che il suo referendum non ci sar. Dev'esserci sotto qualcos'altro.
Cate riflett un momento. Cosa succederebbe se venisse proposto un referendum e Roma mettesse il veto?
Intende se la gente vedr le proprie speranze accese e poi di nuovo infrante? Certe persone sosterrebbero che Roma stia gi infrangendo l'articolo 1. Senza dubbio ci saranno grandi tensioni.
Il momento buono per dichiarare in modo unilaterale una repubblica indipendente? Con i massoni fedeli a Tignelli pronti ad assumere posizioni chiave?.
Fu Moretti a riflettere. Forse. Ma ci sarebbero comunque grosse sfide logistiche. Per esempio, bisognerebbe convincere le aziende a smettere di pagare le tasse a Roma, e visto che il governo pu prelevare i soldi direttamente dai loro conti corrente....
E se il conte avesse gi una banca?, insistette lei. Una bella banca veneziana?. Fu colpita da un altro pensiero. Scommetto che  per questo che Cassandre ha aperto tutti quei conti. Voleva essere pronto fin dal primo giorno, fin dal momento in cui Tignelli annuncer la sua repubblica indipendente del Veneto, o comunque si chiamer, e dir che c' un conto corrente che aspetta ogni azienda.
Comunque... Hanno gi provato a dividere l'Italia prima e, persino in tempi di crisi, non  una cosa facile. E questo non  nemmeno un momento di crisi, no?
A meno che lui non voglia in qualche modo crearne una. Il cameriere ritir i piatti vuoti e Cate bevve un altro sorso di vino bianco. Era delizioso: fresco, ricco e saporito. Il massone morto, Cassandre, stava leggendo su Internet del Golpe Bianco del 1974. All'epoca il piano era di costringere il governo a dichiarare lo stato di emergenza e usarlo come pretesto per prendere il potere, giusto? Forse aveva visto dei paralleli tra quel colpo e ci che era venuto a sapere dei piani di Tignelli.
Spesso  cos che vanno queste cose, convenne lui. L'istigatore chiede il potere per affrontare questioni urgenti e poi, quando la crisi  passata, si rifiuta semplicemente di restituirlo. La Grecia, la Thailandia, il Pakistan, il Per... hanno seguito tutti uno schema simile. Mi ha detto che Tignelli venera Napoleone?.
Cate annu.
Bonaparte  arrivato al potere con un colpo di Stato che godeva di un certo consenso, il putsch del 18 brumaio, e anche la caduta della Repubblica Veneziana  stata in tutto e per tutto un golpe, tranne che nel nome.
Ha senso. Sta cercando di plasmare questa situazione il pi possibile come quella che ha funzionato per Napoleone. Mi ha detto lui stesso che ha studiato il suo personaggio.
Se  vero,  una questione serissima, comment Moretti, pensieroso. Non solo per il Veneto, ma anche per l'Italia. Senza di noi, immagino che il Paese fallir entro un anno.
Solo in quel momento Cate colse la genialit del piano del conte. Ma certo, l'accordo con la banca. Ne fa parte anche quello.
Quale accordo?
Ha comprato la Banca Cattolica delle Venezie per poco, perch i suoi libri contabili sono gravati da un ammasso di credit default swap all'apparenza privi di valore, scaricati su di loro dalla Banca Vaticana, spieg. Ma non sono pi privi di valore come sembrano. Come ha appena detto lei, se il Veneto diventa indipendente, le possibilit che l'Italia faccia default per il debito pubblico aumenteranno e insieme a loro anche il valore degli swap. Non sta finanziando l'indipendenza per motivi politici, o comunque non solo. Vuole fare in modo che gli frutti una fortuna.
E la crisi che vuole creare ad arte per renderlo possibile? Ha idea di cosa possa essere?
Nessunissima, confess Cate. Ma qualsiasi cosa sia, ho il sospetto che sar qualcosa di plateale. Tignelli non  un uomo che fa le cose a met.
Capitolo trentasei
Sulla parete dell'appartamento di Holly, il grafico si stava allargando.
Decise di rivoltare la situazione e pensare alla parte di Gilroy nell'operazione. Come previsto, su Internet non c'erano riferimenti a lui da nessuna parte. Era passato troppo tempo e per ovvie ragioni la spia aveva tenuto un basso profilo nel corso della propria carriera, senza mai nemmeno comparire sui giornali locali.
Tuttavia, incapp nel nome di Hannah Proost, che era stata assistente amministrativa nella sezione della CIA di Milano - competente, diligente, ma di certo non quello che pensava la maggior parte della gente quando usava la parola spia. Lavorava da pi di vent'anni quando, nel 2003, le era stato chiesto di prestare assistenza a una squadra esterna in arrivo da Langley, la sede centrale della CIA.
Il team era venuto per catturare un imam musulmano radicale di nome Abu Omar dalle strade di Milano. Dopo diverse settimane di pianificazione, l'avevano intercettato in una via tranquilla, l'avevano spinto nel retro di un furgone e portato alla base aerea americana di Aviano. Da l era stato trasferito in Egitto, dove era stato torturato dai servizi segreti per conto della CIA. Era solo una delle decine, forse centinaia, di consegne speciali condotte negli anni successivi all'11 settembre.
A rendere diversa questa era stato un pubblico ministero italiano deciso a incriminare gli agenti della CIA di concorso in sequestro di persona. Visto che quasi tutti i membri della squadra erano rimasti in Italia solo il tempo necessario per portare a termine l'operazione, e in ogni caso avevano usato nomi falsi, la loro condanna in contumacia non fu poi una gran cosa. Per Proost invece, residente in Italia da pi di vent'anni, sposata a un italiano e ora costretta a scappare negli Stati Uniti, senza poter fare visita alla madre malata in Olanda, la situazione era molto diversa. La CIA si era rifiutata di confermare o negare che l'operazione fosse avvenuta, impedendole quindi di chiedere l'immunit diplomatica, e si era rifiutata anche di confermare che il coinvolgimento della donna si fosse limitato a servizi amministrativi e di traduzione. Lei allora si era dimessa per intentare una causa legale contro i suoi datori di lavoro e, di conseguenza, loro le avevano revocato la pensione. Ben presto la sua sola occupazione era diventata rilasciare interviste ai giornalisti.
La storia di Abu Omar era stata passata al setaccio dalla stampa di tutto il mondo fino a quando non era rimasto pi nulla, ma secondo Holly una dipendente che aveva lavorato nella CIA per vent'anni poteva avere informazioni utili sulla sua preda. Contatt un giornalista che l'aveva intervistata di recente e gli chiese di farle avere il suo indirizzo. Per evitare di spaventare entrambi, us la propria email personale.
Nel giro di poche ore, ricevette la risposta della Proost: Parler con lei per 1000 dollari americani.
Holly glieli mand tramite PayPal.
La ringrazio. Non mi piace prendere soldi per farlo, ma  la mia unica fonte di reddito. La prego per di accettare il fatto che non posso e non voglio discutere di nulla che riguardi la sicurezza operativa. Preferisce Skype o Carnivia?
Skype, scrisse Holly. Trovava ancora alquanto sconcertante conversare con gli abitanti mascherati di Carnivia.
Dopo essersi scambiate i contatti, si ritrov a guardare una donna tarchiata di mezza et seduta su un divano in camoscio La-Z-Boy. Accanto a lei era raggomitolato un gatto, su un cuscino su cui era stata ricamata la scritta I cani hanno padroni, i gatti hanno del personale.
Holly si present come una scrittrice che faceva ricerche per un libro sulla CIA in Italia.
Proost storse il naso. Un altro?
Questo parte da una prospettiva diversa, spieg Holly. Sto scrivendo un elogio di uno degli agenti anziani della sezione, Ian Gilroy. Immagino che lei lo conosca.
Ci fu una pausa. Un ritardo nella comunicazione? No, quando parl, il tono della donna era guardingo. Ian Gilroy.  ancora in giro, vero?
Be',  andato in pensione dalla CIA, ovviamente, e lavora part time come professore alla caserma Ederle. Il viso dell'altra donna era privo di espressione. Sto solo cercando di definire meglio il contesto. Che tipo era, che genere di operazioni ha condotto....
Non ci siamo incontrati molto.
Lo so. Holly lanci un'occhiata agli appunti. In base ai miei calcoli, Gilroy  arrivato in Italia verso la fine degli anni Sessanta. A capo della sezione all'epoca c'era Bob Garland. Da quel che ho potuto capire, Garland ha preso Gilroy sotto la sua ala.
Proost scosse il capo. Chiunque gliel'abbia detto, si  sbagliato. Quando sono arrivata, si diceva che Garland e Gilroy fossero rivali, non un mentore e il suo protetto.
Holly aggrott la fronte. Gilroy aveva sempre dato l'impressione che, pur allarmato da certi metodi del suo predecessore, il loro rapporto fosse stato stretto. Quindi Gilroy ha cercato di dare una ripulita e Bob non ha gradito?
Sbagliato di nuovo. A quanto ne so, a Langley c'era una certa preoccupazione per la direzione che avevano preso le cose quando Garland era a capo della baracca. La DC aveva preso l'iniziativa per condividere il potere con i comunisti....
Lo so, il compromesso storico, la interruppe Holly, che voleva concentrarsi su quello che non c'era nei libri di storia. Quale  stata la risposta della CIA?
Be',  andata nel panico. A quanto mi  stato detto in seguito, al settimo piano si  deciso che Garland fosse stato troppo morbido e Gilroy  stato mandato per risolvere le cose.
In che senso, di preciso?.
La donna fece spallucce. Non lo so. Per so che in quegli anni c'erano centinaia di operazioni. I nomi in codice andavano pi volte dalla A alla Z.
 possibile che tra quelle operazioni ci fosse l'infiltrazione nella rete Gladio?.
Una lunga pausa. Anche se lo sapessi, non potrei parlarne con lei.
Holly incamer mentalmente la risposta per analizzarla in futuro. Diciamo per un momento che fosse vero. Quello che ancora non capisco  che, in genere, nello scenario politico italiano i gladiatori venivano considerati a destra, eppure l'unico documento pubblico sulla carriera di Gilroy lo vede coinvolto in un'operazione per infiltrarsi nella sinistra, nelle Brigate Rosse. Perch un agente dovrebbe essere coinvolto in entrambe le operazioni?
Come ho detto, non conosco i dettagli. Ma so che, dopo il fallimento del compromesso storico, per la CIA Gilroy aveva soddisfatto le aspettative, allora Bob  stato fatto andare in pensione.
Dunque in qualche modo, l'ambizione personale e gli obiettivi strategici dell'America si erano sovrapposti. Gilroy aveva ottenuto quello che volevano i suoi superiori e ne aveva approfittato. Ma di cosa si era trattato di preciso? E soprattutto, con quali metodi era stato ottenuto?
Quindi l'America ha agito per far fallire il compromesso storico, comment Holly. E Gilroy  l'uomo che l'ha fatto accadere. Ma perch sarebbe stata necessaria la morte di una persona che ne era venuta a conoscenza?
La morte?, Proost aggrott la fronte. Di chi?
Del maggiore Ted Boland, a Camp Darby. Insieme a un vicino italiano aveva trovato per caso le prove del fatto che una parte di Gladio era diventata una rete di agenti provocatori....
Aspetti un attimo. La donna la fissava. Boland  il suo cognome.
Il maggiore Boland  mio padre.
Oddio, comment con voce debole. Lei  quella Boland.
Quale Boland?, disse Holly, d'un tratto in allerta. Cosa sa di mio padre?
Niente. Proost scosse la testa in modo categorico.
Gilroy ha cercato di farlo uccidere per proteggere l'operazione?  stata la CIA a dargli l'autorizzazione? Se sa qualcosa, qualsiasi cosa....
La donna si sporse verso lo schermo e comparve un messaggio.
Chiamata terminata.
Capitolo trentasette
Daniele aveva passato molte ore a esaminare il virus trovato in Domino9859. Essendo scritto con il linguaggio di programmazione specifico di Carnivia, qualsiasi informazione che potesse permettergli di rintracciare il creatore era criptata. Tuttavia, c'era una parte in chiaro. Quando aveva progettato la cifratura, Daniele aveva deliberatamente escluso le cifre. In qualsiasi codice, i numeri scritti in cifra erano facili da penetrare, perch non c'era modo di nascondere il fatto che continuassero a seguire le regole immutabili della matematica. Per quel motivo, la maggior parte dei sistemi crittografici richiedevano al mittente di scrivere i numeri in lettere, come cinque, venticinque e cos via.
Nascosto nel profondo del virus c'erano i numeri 10-12-1437.
Daniele credeva che dovessero avere un significato. Il virus Stuxnet, per esempio, conteneva il numero 06-24-2012, una parte delle istruzioni perch cominciasse a cancellarsi il ventiquattro giugno 2012.
Era probabile che anche 10-12-1437 facesse parte delle istruzioni ma, in questo caso, perch il virus si attivasse. Anche se non era cifrato, l'hacker era riuscito in qualche modo a mascherarlo.
A meno che...
Daniele and su Internet e fece una breve ricerca. L'unica cosa che sapeva per certo dell'hacker era che fosse un musulmano radicale.
Ben presto scopr che, mentre ogni anno nel calendario occidentale cominciava con l'anniversario solare della nascita di Cristo, quello musulmano era un calendario lunare e, al momento, segnava l'anno 1437. E come mese Dhu l-Hijja, il dodicesimo. Si trattava del mese pi fortunato e propizio dell'anno, il periodo del hajj, il pellegrinaggio a La Mecca, e indicava anche la fine del Dhu l-Qa'da, il mese della tregua.
Se le ultime sei cifre erano il mese e l'anno, allora 10 era il giorno?
Il decimo giorno di Dhu l-Hijja, scopr, aveva un significato particolare nel calendario musulmano, perch segnava la celebrazione della Id al-adha, il giorno del sacrificio.
Che quell'anno cadeva l'undici settembre, l'anniversario dell'attacco al World Trade Center.
Ecco la data zero del virus. Doveva essere quella.
Era tra una settimana esatta e, forse per coincidenza, appena poche ore prima delle elezioni previste in Carnivia.
Daniele era sicuro che l'attacco al Frejus fosse stato solo un test. Ma nel giro di una settimana, gli utenti di Carnivia infetti dal virus si sarebbero trasformati in un esercito di zombie, con i computer controllati dall'hacker.
Stava ancora riflettendo sulle conseguenze quando sul suo schermo comparve Max.
Come va?, chiese Max.
Male. Tu?
Ho contato i virus. Erano abbastanza sicuri che Domino9859 non fosse l'unico utente a essere stato infettato, ma non avevano modo di sapere quanto fosse diffuso il problema. Daniele aveva chiesto a Max di prendere un campione casuale di trecento avatar ed esaminarli, per vedere se qualche altro fosse infetto.
E?
Nel mio campione di trecento, ne ho trovati cinquantadue.
Daniele fiss lo schermo. Pi del diciassette percento! Gli pareva a malapena possibile. Facendo una proporzione tra il numero trovato da Max e quello di utenti registrati, risultava che, anche con una stima prudente, circa mezzo milione di carniviani erano stati infettati.
Com' potuto succedere senza che noi lo sapessimo?
 quel che ho pensato anch'io. Allora li ho ricontati.
E?
E quando ho finito erano cinquantotto. Cresce di continuo, Daniele. In un modo che non abbiamo ancora capito, il virus si sta diffondendo tra i computer degli utenti.
Deve farlo tramite i rapporti sociali, dentro Carnivia. Ogni interazione tra i carniviani, per quanto breve, comportava un piccolo scambio di codice. Il virus doveva avere un minuscolo meccanismo per replicarsi che si attaccava a ogni tasto dell'utente infetto. In pratica, l'hacker stava usando ogni carniviano compromesso per reclutarne altri. Una parte di Daniele non riusciva a non ammirare tale abilit.
Non era un semplice attacco denial of service quello che aveva in mente l'hacker. Mettendo insieme i pezzi - l'attacco al traforo del Frejus, gli slogan jihadisti, il virus sofisticato, la data - la conclusione possibile era una sola.
Quella era una guerra cibernetica e il suo sito, Carnivia, era il campo di battaglia.
Capitolo trentotto
Flavio aveva lavorato fino a tardi e Cate aveva preparato un risotto alla sbirraglia, con pezzetti di pollo e carote, che doveva essere mescolato a ogni mestolo di brodo caldo altrimenti non sarebbe venuto cremoso.
Poi erano andati di corsa a letto e avevano goduto l'uno dell'altra prima che tornassero le guardie del corpo.
Solo dopo aver fatto l'amore, mentre erano sdraiati con le gambe intrecciate e lui le accarezzava la spalla con le punte delle dita, lei gli aveva detto quello che aveva scoperto, e cio che a quanto pareva l'obiettivo del conte Tignelli era l'indipendenza del Veneto, tanto per i propri interessi personali quanto per il suo credo politico.
Per Vivaldo sostiene che dev'esserci sotto qualcosa di pi di un semplice referendum proposto e poi negato. Quello potrebbe anche far arrabbiare i veneti, ma non basterebbe certo per farli separare da Roma. Sempre secondo lui, Tignelli far qualcosa per provocare uno stato di emergenza. Esit. L'avvocato Marcello ha detto che l'interesse dell'AISI per Cassandre era legato al terrorismo. Potrebbe essere quello il pretesto, un attacco terroristico?
Pensavo che per te anche l'AISI facesse parte della cospirazione massonica.
S, be', forse mi sono sbagliata, ammise Cate. Pi cose scopriamo su Tignelli e pi sembra che stia cercando di staccarsi dal governo di Roma, non di ingraziarselo.
Non abbiamo ancora nessuna prova, la mise in guardia. D'altro canto, probabilmente ora abbiamo abbastanza per indagare su Tignelli per l'omicidio di Cassandre. Aveva un movente chiaro per stringere quel patto con la Banca Cattolica e dunque per sbarazzarsi di chiunque si fosse messo in mezzo. Le lanci un'occhiata.  difficile. Non da ultimo perch devo essere assolutamente certo che i miei sentimenti personali non abbiano alcun ruolo nella mia decisione.
Capisco. Eccitata dal tocco distratto della sua mano sul braccio, Cate si gir e prese ad accarezzargli la pancia, sentendo i muscoli sotto la pelle.
Ci dormir su, decise lui. E ti far sapere subito domattina.
Per tutta risposta, lei gli diede un bacio sul mento e risal lungo la mascella fino al lobo. Sentiva che anche lui si stava eccitando e spost la mano verso il basso. Come per protesta, il suo telefono sul comodino vibr e si illumin. Con un grugnito, Flavio lo prese.
Sono qui, disse, con gli occhi sullo schermo. Merda.
Cate non aveva bisogno di chiedergli di chi parlasse. Nella loro relazione, le guardie del corpo avevano il ruolo della moglie: dovere e sicurezza lo reclamavano lontano da lei.
Flavio mise i piedi a terra. Mentre prendeva la camicia, lei gli accarezz la schiena, per il semplice piacere di toccare la sua pelle per qualche secondo in pi.
Le disse, sottovoce: Quando ho detto di dover essere certo che i sentimenti personali non siano un fattore....
S?
Funziona in due sensi, sai. Cio, ovviamente avverto una certa pressione di vedere le cose dal tuo punto di vista, ma avverto anche l'esatto contrario, un bisogno di stare lontani dall'orlo del baratro. Di tenerti al sicuro. Se decidessimo semplicemente di ignorare quello che ti ha detto Vivaldo Moretti... Nessuno potrebbe mai biasimarci per aver lasciato perdere.
Lo so, sussurr lei.
Potremmo essere ad Amsterdam nel giro di un paio di mesi.
Cate non disse nulla. Non gli disse che non avrebbe pi avuto rispetto di lui se avesse lasciato perdere le indagini in quel momento, perch non era vero. Confidava che lui avrebbe fatto la cosa giusta e, in una situazione come quella, chi poteva dire quale fosse?
Il punto  che in entrambi i casi non devo lasciarmi influenzare. Si alz e si chin per salutarla con un bacio. Ti far sapere subito domattina.
Capitolo trentanove
Il grafico di Holly aveva generato una serie di figli.
Le torn in mente una cosa che le aveva detto Carole Tataro nella stanza delle visite della prigione. Aggiunse:
La prego non mi venga a dire che io sono peggio di chi sta dall'altra parte dello spettro politico.
E poi:
Faceva lo stesso a destra, con Gladio? Proost si  rifiutata di rispondere.
VICOLO CIECO?
Ma si accorse che non era un vicolo cieco, o quasi. L'Internet comune non si era rivelato particolarmente utile, ma lei aveva accesso a qualcosa di molto pi potente.
Quella sera tardi and alla caserma Ederle. Ma di rado una base militare era tranquilla, persino dopo mezzanotte. L'ufficiale al cancello le disse che era bello rivederla e nel breve tragitto dal parcheggio all'edificio in cui si trovava la sua sezione, l'ufficio di collegamento con il pubblico, incontr diverse altre persone che la riconobbero.
La cosa principale, per, era che il suo capo, Mike Breedon, non c'era. La scrivania era pi o meno come l'aveva lasciata mesi prima, spoglia e ordinata, a eccezione della pila di posta accumulata.
Infil il suo tesserino CAC nel lettore accanto al computer e lo accese. Dopo aver inserito il codice di autorizzazione, effettu l'accesso a NIPRNet, l'intranet del dipartimento della Difesa, e a CREST, lo strumento di ricerca negli archivi della CIA. Dato che le informazioni che cercava avevano pi di venticinque anni, sperava di potervi avere accesso senza difficolt.
Digit Gilroy, Ian.
Per un momento, comparve solo Ricerca in corso.
Poi:
ERRORE. Nessun risultato con quel termine.
Aggrott la fronte e prov su SIPRNet, l'equivalente sicuro dell'NSA. Niente nemmeno l.
Come ultima risorsa, effettu il login su JWICS, il Joint Worldwide Intelligence Communications System, cio il sistema di interconnessione tra computer per trasferire dati riservati. Se SIPRNet non conteneva materiale segreto e poteva essere consultato da quattro milioni di alleati fidati in tutto il mondo, JWICS era riservato ai soli americani.
Gilroy, Ian. 798 risultati. Restringere il campo di ricerca?
Digit operazioni e scese a settantaquattro documenti. Clicc sul primo:
ERRORE. Nessuna autorizzazione per accedere a questo materiale. Contattare il proprio amministratore di rete o la catena di comando.
Torn indietro e digit personale, localit, di base a.
54 risultati.
Apr il primo documento e vide una semplice nota dell'ufficio della CIA in cui aveva lavorato Gilroy nel 1974. Clicc sul successivo. La stessa informazione per il 1979.
Le venne un'idea. Torn sull'Internet normale e stabil una cronologia delle atrocit e degli assassini che avevano contraddistinto gli anni di piombo. Poi sottoline dove erano avvenuti.
19 novembre 1969. Il poliziotto Antonio Annarumma fu assassinato nel corso di una sommossa dei dimostranti di estrema sinistra a Milano. Ne segu un immediato disgusto pubblico e molti cronisti denunciarono la sinistra.
12 dicembre 1969. Quattro diverse bombe furono piazzate a Milano e Roma, uccidendo 16 persone e ferendone 90. Le Brigate Rosse furono inizialmente accusate di quella che venne battezzata la strage di piazza Fontana, ma in seguito la polizia ammise che non c'erano prove a loro carico.
Nel 1969 il giovane Ian Gilroy, da poco arrivato in Italia, era stato di base nella sezione di Milano dove, stando a JWICS, era stato assegnato all'Operazione Ametista. Entro la fine dell'anno tuttavia, gli stessi documenti mostravano dei viaggi regolari a Roma, per l'Operazione Cavalloni. Le date corrispondevano al periodo immediatamente precedente all'attentato di piazza Fontana.
31 maggio 1972. Strage di tre poliziotti a Peteano, in provincia di Gorizia. Anche se degli omicidi furono accusate le Brigate Rosse, pi di dieci anni dopo un attivista di destra ammise di aver piazzato l'esplosivo.
Nel 1972 Gilroy era stato di base a Venezia, dove aveva gestito l'Operazione Pendolo. Ogni riferimento a tale operazione cessava di colpo alla fine di maggio.
28 maggio 1974. Bombe a piazza della Loggia, Brescia. 8 morti e 100 feriti.
Di nuovo, nel maggio del 1974 la sezione di Venezia era stata in fermento per l'Operazione Smeraldo.
Gilroy era stato di base in citt durante l'estate del 1977, quando Daniele Barbo era stato rapito dalle Brigate Rosse. Poi, l'anno successivo, si era trasferito a Roma.
16 marzo 1978. Il leader della Democrazia cristiana Aldo Moro fu rapito dalle Brigate Rosse a Roma.
Erano solo coincidenze? Oppure indicavano qualcosa di pi sinistro?
Dopo la fine della guerra fredda e la chiusura forzata della rete Gladio, anche le Brigate Rosse si erano placate. Fino a una decina di anni dopo, quando erano rinate all'improvviso. L'ultimo omicidio commesso da loro risaliva appena al 2003. Poco dopo, Gilroy era andato in pensione.
Si trattava di nuovo di una coincidenza che i terroristi compissero omicidi sul territorio italiano proprio mentre l'America chiedeva ai suoi alleati di unirsi in una guerra mondiale al terrorismo?
Avvert un formicolio per l'entusiasmo. Non avr ancora le prove, ma sto mettendo insieme il quadro.
Si appoggi allo schienale e riflett, poi prese di tasca una chiavetta USB e scaric tutto.
Comparve un messaggio.
AVVISO DI SICUREZZA.  possibile scaricare materiale riservato solo se espressamente autorizzati dal proprio superiore. In nessuna circostanza tale materiale deve essere portato al di fuori delle strutture approvate dall'NSA.
Clicc su Continua.
Era solo il peso inconsistente della chiavetta nella sua tasca a farla sussultare mentre tornava alla macchina? In ogni ombra le sembrava nascosta una sagoma, intenta a osservarla; ogni telecamera di sicurezza pareva voltarsi verso di lei. Fece un salto sentendo un clacson alle sue spalle, ma era solo un gruppo di uomini che lasciavano la base a tutta velocit e su di giri per una licenza notturna.
Uscita dai cancelli, svolt a destra e percorse con calma viale della Pace, con gli occhi fissi sullo specchietto retrovisore. Non c'era nessuno a seguirla, ma sentiva comunque rimbombare nella mente la poesia preferita del padre:
Il narciso della presente stagione
non sapr mai, certamente, per qual caso,
per qual mutamento o improvviso gelo
per l'altro del passato anno;
e con baldanzoso contegno,
e scarsa saggezza crede
che i suoi sette giorni
abbiano perpetua durata.
Che fosse un avvertimento? Una profezia? Oppure solo una frase ovvia: la saggezza  accompagnata dalla paura?.
Arrivata nel centro di Vicenza, lasci la macchina al solito posto, in un parcheggio multipiano sotterraneo. Nell'uscire dall'abitacolo, ud dei passi che si avvicinavano dietro di lei, con le suole di gomma che strisciavano sul cemento grezzo. Si volt, nel panico, e con la mano afferr in automatico lo spray al peperoncino che, dopo l'accaduto nelle cave di Longare, portava sempre con s.
Hai qualche monetina?.
Era solo un giovane mendicante e Holly scosse la testa. Lui si insinu nel suo spazio personale, mormorando altre richieste, ma indietreggi in fretta quando lei gli mostr lo spray. Tuttavia, appena si incammin verso il suo palazzo, l'adrenalina le pompava ancora nelle vene.
Entr e trov il corridoio tranquillo, anche se la porta dell'appartamento a piano terra dove viveva Alberto, il tuttofare, era aperta. Sent delle voci. Mentre premeva il bottone del minuscolo ascensore, l'uomo usc di corsa in corridoio, raggiante, con in mano un bicchiere di grappa.
Ah, signorina Boland! C' qualcuno che aspetta di vederla.
Nessuno l'aveva mai aspettata l per farle visita, figuriamoci a quell'ora della notte. Stava per dirgli che doveva essersi sbagliato, quando dietro di lui comparve una figura alta e snella.
Buonasera, Holly, disse Ian Gilroy. Spero non ti dispiaccia, ma era il modo pi semplice per parlarti.
Nel minuscolo ascensore che saliva barcollante fino al quinto piano, Holly tenne lo sguardo fisso sulla parete per non incontrare quello dell'uomo. Cap che lui la stava esaminando con aria pensierosa, ma Gilroy decise di non dire nulla prima di essere nell'appartamento.
Scrut il grafico con un guizzo degli occhi e inarc per un attimo le sopracciglia, ma quando si volt verso di lei non fece commenti.
Perch  qui?, gli chiese senza preamboli.
Holly, rispose lui in tono gentile, capisco come mai sospetti di me.
Cosa intende?
Hai fatto dei controlli. Forse ti stai chiedendo se io abbia qualcosa a che fare con ci che  accaduto a tuo padre. I suoi occhi azzurri candidi incontrarono quelli della ragazza, senza battere ciglio. In effetti, capisco perch tu possa pensare che sia cos.
Appoggi la bottiglia di grappa sul tavolo.  ora che ti dica la verit, Holly. Stammi a sentire e poi potrai decidere se sono davvero il mostro che pensi.
Alla fine Holly acconsent a bere con lui. Sedettero sul piccolo terrazzo affacciato sui Colli Berici, davanti ai quali luccicavano le luci della citt.
Quello che sto per dirti  prettamente confidenziale, esord lui. Nel 1968 sono stato mandato in questo Paese per la prima volta. I miei ordini erano semplici: impedire ai comunisti di arrivare al potere. La CIA pensava che l'Italia presentasse nuove sfide che richiedevano un nuovo approccio... Mi avevano detto che, se fosse diventato necessario, avrei persino avuto una copertura politica per spodestare il comandante della sezione, Bob Garland.
In altre parole,  arrivato qui per toglierlo di mezzo.
Annu. Tuttavia, la cosa strana  che non ho dovuto farlo. Al contrario,  stato come se Bob fosse galvanizzato dal mio arrivo e ha risposto con una serie di iniziative, nuove operazioni, progetti con autorizzazioni speciali... Avevo gi il mio bel daffare solo per distoglierlo dai pi estremi. A essere sinceri, sarebbe bastato pochissimo perch il nostro operato in Italia prendesse la stessa strada che aveva seguito in Grecia e in Sud America. Di certo non c'era nessuno a Washington che cercasse di tenerci a freno.
Rimase in silenzio un momento, a raccogliere i pensieri. Ben presto, ho capito che le Brigate Rosse sarebbero state un bel problema. Erano violente, ben organizzate e disciplinatissime. Ero determinato a danneggiare la loro influenza... Ed  stato allora che mi  capitata tra le mani una risorsa di nome Mariano Cardillo.
Cardillo aveva un talento naturale per la vita nell'ombra: pareva quasi che per lui fosse una droga. Era anche un pericoloso attivista di estrema destra che venerava il potere e la violenza, le uniche cose in cui credeva, anche se parlava di ristabilire l'onore e il prestigio della Chiesa cattolica. Era stato reclutato nella rete Gladio nel solito modo, dalla NATO, e aveva ricevuto un addestramento paramilitare, ma non avrebbe mai avuto la pazienza di aspettare che i carri armati comunisti attraversassero le Dolomiti prima di passare all'azione.
Infatti, di sua spontanea iniziativa aveva deciso di infiltrarsi tra il nemico. Io l'ho conosciuto in veste di simpatizzante di basso livello delle Brigate Rosse, un anarchico part time che aiutava a costruire bombe, a contrabbandare armi e quel genere di cose. Pensavo di sfruttarlo, ma con mia sorpresa, durante la nostra prima e diffidente conversazione, ho capito che lui era interessato a usare me.
Tutto da solo, era riuscito a ottenere la fiducia dei leader delle Brigate Rosse e ora voleva il mio aiuto per arrivare dritto al cuore dell'organizzazione, da dove, mi aveva assicurato, poteva aiutarmi a distruggerla del tutto.
Era quasi troppo bello per essere vero. Per diversi mesi ho nutrito dei sospetti, mi aspettavo una trappola. Ma lui si  sempre dimostrato fedele a quel che diceva. Si era scelto il nome di battaglia di Paolo. La guard per vedere se si ricordasse che era il nome di uno dei rapitori di Daniele. Poi, soddisfatto, prosegu: E in quelle vesti, con un piccolo aiuto da parte nostra,  risalito in fretta tra le fila dei terroristi. L'unica difficolt era quella perenne con gli agenti doppiogiochisti: fino a che punto sfruttare le loro informazioni, se nel farlo si potrebbe far saltare la loro copertura? L'ironia di queste situazioni  che pi sono preziose le informazioni della risorsa, meno si tende a rischiare di usarle.
Quindi non avete fatto nulla?
Oh, abbiamo fatto quello che potevamo. Questo non  un elaborato mea culpa per essere rimasto in disparte, Holly. Ma era chiaro che avremmo dovuto essere furbi, se volevamo distruggere le Brigate Rosse e al tempo stesso proteggere l'identit di Paolo.
Soprattutto, per, dovevamo impedire il compromesso storico di Moro. Fece una smorfia. La strategia che abbiamo escogitato era bella; bella ma, sono io stesso a dirlo, terribile. Avevamo capito che, se solo fossimo riusciti a convincere Mosca che con il compromesso storico avrebbe perso il controllo del PCI, che sarebbe passato alla DC, allora sarebbero stati gli stessi sovietici a ordinare alle Brigate Rosse di bloccarlo in ogni modo possibile. E credevamo di avere in Paolo il nostro mezzo per farlo succedere.
E cos  stato. Paolo ci aveva riferito alcune ghiotte informazioni secondo cui il compromesso storico era visto come un complotto da parte dei moderati; alcune prudenti opinioni trapelate dalla Democrazia cristiana hanno rafforzato quell'illusione e, nel giro di pochissimo tempo, ci siamo ritrovati nella posizione fortuita di avere un agente nel cuore dell'organizzazione terrorista che ormai perseguiva esattamente i nostri stessi obiettivi tattici.
Un'organizzazione terrorista come risorsa?, comment lei, ironica. Cosa poteva andare storto?.
Gilroy annu. Il problema, com' ovvio, era che non c'era assolutamente nulla che potesse distogliere Paolo dai suoi secondi fini di destra. Ogni azione che intraprendeva, per quanto barbara, aveva l'effetto di impressionare i suoi presunti capi a Mosca per la sua brutalit, i colleghi delle Brigate Rosse per la sua purezza ideologica e la CIA per la sua utilit come doppiogiochista. In pratica, Bob e io avevamo perso il controllo della situazione. Paolo ha fatto quello che aveva deciso, mentre tutti noi siamo stati semplici spettatori.
E il rapimento di Daniele?
Ne abbiamo sentito parlare per la prima volta quando ne abbiamo letto sui giornali.
Allora  per questo che si sente in colpa per Daniele. Senza di lei, non avrebbe mai subto nessuna mutilazione.
L'uomo chin il capo.
E cosa c'entra mio padre in tutto questo? A che punto  entrato in gioco?
Dopo l'assassinio di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse, per me era ormai chiaro che Paolo doveva essere fermato a ogni costo. Fece spallucce. Un cinico potrebbe dire che avevamo raggiunto il nostro obiettivo: con la morte del suo principale artefice, anche il compromesso storico era sfumato. Ma giuro che se Paolo ha ricevuto l'ordine di fare una cosa del genere,  venuto da Mosca, non da noi. In ogni caso, abbiamo unito le forze per arrestarli tutti, anche Paolo. Ma chiss come gliene era giunta voce ed  rientrato nella rete Gladio da cui era venuto. C'erano un sacco di ufficiali di frontiera italiani, agenti dei servizi segreti e cos via pronti ad aiutarlo. L'hanno fatto sparire, prima in Argentina, credo, e poi in Giappone.
Ma non  rimasto nascosto a lungo; come ho detto, il terrore era come una droga per lui e, mentre l'America e la Russia potevano anche ritenersi soddisfatte che la proposta di condivisione del potere fosse fallita, per Paolo e gli altri fascisti era stato solo un trampolino. A un certo punto  tornato e ha ripreso le sue vecchie attivit all'interno di Gladio, solo che ormai faceva come gli pareva per rivendicare le sue atrocit in nome delle Brigate Rosse o di un gruppo terrorista di destra.
E poi Andreotti ha rivelato l'esistenza di Gladio.
Gilroy annu. Per loro  stato un inconveniente, da cui per, come ha scoperto tuo padre, non avevano intenzione di lasciarsi intralciare. Ben presto hanno trovato dei modi per riunirsi, infiltrandosi nelle fratellanze massoniche esistenti o creandone di nuove illegali. Io sapevo quello che stava accadendo, anche prima che tuo padre scrivesse quel memorandum - avevo cercato di rintracciare Paolo sin da quando era tornato in Italia - ma  stato con il suo rapporto che ho capito per la prima volta che avevano preso il controllo di una loggia a Camp Darby.
Dunque quando pap  venuto da lei....
Quello che ti ho detto, che l'ho semplicemente ringraziato e ho trasmesso il rapporto ai miei superiori, era una bugia, Holly, si limit a dire.
Lo sapevo.
Alz una mano. Aspetta. Credo sia a questo punto che sei saltata alla conclusione sbagliata. Perdonami, ma quando hai tirato fuori la questione, ho pensato fosse meglio per tutte le persone coinvolte se avessimo lasciato stare il passato.  stato egoista da parte mia; ho dato la priorit al mio senso di colpa rispetto al tuo diritto di conoscere la verit. Esit. Il fatto  che ho chiesto a tuo padre di vedere cos'altro potesse scoprire.
Holly lo fiss. L'ha reclutato? L'ha rimandato in quel covo di vipere...?
Mi dispiace, disse lui. Ho commesso un errore di valutazione. Devi capire... Quello di cui parlava aveva la firma di Paolo, era la stessa identica struttura delle Brigate Rosse, solo in una loggia massonica invece che in una cellula terrorista. E non potevo usare nessun altro.
La ragazza riflett un momento. Cos'ha fatto esattamente?
I gladiatori credevano gi che, in quanto ufficiale della NATO, tuo padre simpatizzasse per la loro ideologia. Ho pensato che, se si fosse mostrato sufficientemente entusiasta, avrebbe potuto avvicinarsi ai capi, e a qualsiasi ufficiale italiano o della NATO fosse loro complice. Poi saremmo intervenuti noi e li avremmo catturati tutti insieme, non solo Paolo, ma l'intera rete.
Lui sar andato dal signor Boccardo, il vicino che gli aveva dato l'allarme, e gli avr chiesto di infiltrarsi insieme nel gruppo.
Gilroy annu. Stava ottenendo dei risultati. Ne abbiamo parlato al telefono, con le dovute precauzioni, ovviamente, ma lui sembrava fiducioso. Ha lasciato intendere di essere riuscito a tenere una specie di registro con nomi, date, dettagli: tutte quelle piccole cose che permettono a un agente dei servizi segreti di mettere insieme quel che sta davvero succedendo. Sfortunatamente, ha avuto l'ictus prima che potesse consegnarmelo.
Nel rapporto parlava di un certo Cesare.
S. Immagino che fosse lo stesso Paolo, oppure una sua invenzione per far credere di essere in contatto con un'autorit superiore e ancora pi potente. Se qualcuno avesse messo in dubbio i suoi ordini, gli sarebbe bastato dire che Cesare era d'accordo.
Holly rimase in silenzio, a ripensare alla faccenda.
Quindi vedi, prosegu lui in tono dolce, non  solo per Daniele che mi sento in colpa, ma anche per te. Lo ammetto, quando ho visto l'opportunit di sostenere la tua domanda di trasferimento in Italia, l'ho colta al volo. Volevo fare ammenda, nonch vedere che tipo di persona era diventata la figlia di Ted. Non avrei mai immaginato che saremmo diventati amici.
Se davvero siamo amici.
Quello che le aveva appena detto Gilroy pareva vero. Di certo nessuno avrebbe potuto inventare una storia che corrispondesse cos bene ai fatti, fin nei minimi particolari. Eppure c'era qualcosa che la tratteneva dal credergli.
Senza dubbio vorrai altre prove, Holly, aggiunse lui, leggendole nella mente. E credimi, ho chiesto ai miei contatti di allora di trovare qualcosa, qualsiasi cosa, che possa convincerti. Ma  passato troppo tempo. E temo che pi persone ripensino alle attivit che credevano ben nascoste nella generazione passata, pi possano decidere che uno di noi o entrambi stiamo meglio fuori dai giochi.
Holly riflett. Ha detto che mio padre ha tenuto una specie di registro.
Giusto, credo di s.
Gli disse, in tono dolce: Vuole che io lo cerchi, vero? Non vuole solo convincermi. Anche dopo tutto questo tempo, vuole ancora sapere cosa  successo.
S.
Annu piano. E lo far. Se  possibile trovare quegli appunti, li trover. E poi sapremo la verit.
Capitolo quaranta
In Sicilia, Tareq fu svegliato dagli squilli del telefono. Lo prese subito. Le persone che avevano il suo numero si contavano sulle dita di una mano e nessuna di loro l'avrebbe usato se non per un'emergenza.
Quando controll lo schermo, si aspettava di vedere un numero che iniziava per 00 218, il prefisso della Libia. Ma, stranamente, non si leggeva niente. Nemmeno Privato o Sconosciuto, semplicemente nulla.
Pronto?, disse, esitante.
La voce che rispose parlava inglese, ma in un tono meccanico e uniforme.
Devi-andartene-immediatamente.
Era un convertitore da testo a voce. Chi lo stava chiamando non parlava ma digitava. Chi sei?
Un-amico. Sei-stato-tradito.
Il professore?  stato lui?.
Segu una lunga pausa, in cui Tareq sent il clic dei tasti di un computer. Poi la voce disse: Chi-ti-ha-reclutato-lavora-per-gli-infedeli. Hai-un-piano-di-fuga?.
La mente di Tareq era un vortice di domande. Il comandante era un traditore? Poteva essere vero? Ma sapeva che nella guerra invisibile che stavano combattendo, gli uomini potevano essere mossi da molti interessi, leciti o meno. Disse solo: S, ce l'ho.
Usalo. Si ud un clic e la voce spar.
Capitolo quarantuno
Era impossibile dormire.
Dopo diverse ore, Holly ci rinunci e risal in auto. Nell'oscurit appena prima dell'alba, il ponte della Libert era deserto. Le luci della citt brillavano nella lieve foschia marina, in un alone simile a carta da lucido, attraverso il quale il profilo di Cannaregio era appena distinguibile.
Lasci la macchina al Tronchetto e si avvi a piedi a Ca' Barbo, a una decina di minuti di distanza. A quell'ora Venezia era come un labirinto di Escher, senza anima viva: pi di una volta si ritrov la strada bloccata da un canale che, chiss come, faceva una curva davanti a lei.
Tir il campanello in ottone accanto alla cassetta della posta a forma di testa di leone. Con sua sorpresa, la porta si apr quasi all'istante. Daniele indossava i soliti vestiti da giorno: maglietta, sneakers e jeans. In mano reggeva una forchetta.
Cosa vuoi?, le disse. Stavo pranzando.
Daniele, sono le quattro di notte.
Non a San Paolo, ribatt lui, come se fosse logico.
Cosa c'entra San Paolo?
Niente. Sto solo illustrando che il tempo  un'invenzione dell'uomo. Immagino che tu voglia parlarmi.
Be', di certo non sono venuta fin qui per sentirti parlare delle invenzioni dell'uomo.
Non c' niente di cui discutere, Holly. Non stiamo pi insieme.
Lo so, sbott lei spazientita. Ma ci non significa che non possiamo pi parlare.
Lui esit. Allora sar meglio che entri.
La condusse nella vecchia cucina dal soffitto a volta nella parte posteriore dell'edificio. Sebbene lei sapesse che Daniele era un cuoco eccellente, capace di seguire alla lettera ricette complesse, quel giorno stava mangiando un piatto agrodolce a base di pasta fredda, peperoni fritti, pomodori, zucchine e fettine di pesca.
Nel guardarlo mangiare, Holly si accorse di avere fame e prese una forchetta. So che hai sempre pensato che fossi pazza a fidarmi di Ian Gilroy, gli disse tra un boccone e l'altro. E, se me lo avessi chiesto sei ore fa, ti avrei detto che probabilmente avevi ragione. Ma ora non ne sono pi tanto sicura.
Gli raccont la conversazione avuta prima con l'uomo e il viso di Daniele si rabbui.
 quello che fa lui, le disse. Come ho capito molti anni fa, il talento di Gilroy sta nel raccontare storie. Storie brillanti, scintillanti che in qualche modo ti offrono qualsiasi cosa tu voglia al mondo. Nel tuo caso, sa che vuoi credergli, perch l'alternativa  impensabile.
Quel discorso era cos poco da lui che Holly si limit a guardarlo, incuriosita.
L'ho visto gettare la sua polvere magica negli occhi di mio padre, le spieg. Non sto dicendo che per i miei genitori sia stato facile dopo il mio rapimento ma, chiss come, ogni conversazione iniziava con Ian Gilroy dice che..., oppure Ian  d'accordo che.... E dopo la morte di mio padre, Gilroy  diventato il principale amministratore fiduciario della Fondazione. L'aveva convinto che fosse l'unico modo per evitare che io vendessi la sua collezione d'arte. Ma se non avesse avuto quella leva, avrebbe trovato un'altra bugia, ne sono sicuro.
Ti ho sentito accusarlo una volta. Mi aveva chiesto di aspettare dietro uno schermo a casa sua, quando tu sei venuto a parlargli. Voleva che sentissi di persona quanto eri irragionevole.
 stato lui a spingerci insieme, vero?, disse Daniele con aria triste. Tu e io... faceva solo parte del suo piano.
No, ribatt lei, in tono fermo. Ho preso quella decisione da sola. E, a ogni modo, non me ne pento. Il punto  che sto cercando di capire se c' un modo per provare se la versione degli eventi di Gilroy sia giusta o meno. E mi pare che tu sia l'unico a potermi aiutare.
Io? Come?
Dipende tutto dal tuo rapimento. Se Paolo era davvero la mente, come sia Gilroy sia Tataro affermano, allora forse tu hai visto qualcosa che corrobori la loro storia.
Scosse il capo. Sai che non ricordo niente del rapimento. Non dopo i primi giorni, almeno.
Ed  strano, non credi? Ho fatto delle ricerche su Internet sulla perdita di memoria in seguito a un trauma psicologico, ed  quasi sempre temporanea.
Credimi, i miei hanno provato di tutto. Mi hanno trascinato da un dottore all'altro per anni. La maggior parte  giunta alla conclusione che fosse legata al mio.... Esit. Al mio altro problema.
Ma  un'altra cosa, disse lei. Quando ho parlato con Carole Tataro, mi ha detto che faceva dei giochi con i numeri con te. Ha detto che eri un po' strano, vulnerabile, ma non autistico.
I miei erano convinti della stessa cosa, che il rapimento avesse in qualche modo scatenato, o comunque peggiorato, qualunque cosa non andasse in me.
Ma non capisci le conseguenze?, insistette lei. Se quello che hai non fosse autismo ad alto funzionamento ma una condizione dovuta a un trauma che lo rispecchia... L'autismo vero  incurabile, ma una condizione che ne imita i sintomi in teoria potrebbe essere reversibile. Diverse ricerche parlano di bambini, per esempio, negli orfanotrofi dell'Europa dell'Est, che mostravano comportamenti autistici ma che sono cresciuti senza alcuna differenza dagli altri normali.
Alcuni di loro, la corresse. Chi  stato tolto da quell'ambiente ancora da piccolo. Ho letto anch'io quegli studi, ma ammesso che una volta potessero applicarsi a me, ormai non  pi rilevante.
Ho fatto delle ricerche e c' una tecnica relativamente nuova che si chiama EMDR, Eye Movement Desensitisation and Reprocessing, cio la desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari. Nessuno sa esattamente perch o come funzioni, ma funziona. Gli studi hanno mostrato che, unita all'ipnosi,  il trattamento pi efficace che ci sia per l'amnesia postraumatica. Esit. Ho gi parlato con padre Uriel, disse, riferendosi allo psichiatra che in passato aveva trattato sia lei sia Daniele. La conosce.
Mi piacerebbe aiutarti, davvero. Ma al momento non ho tempo. Si pass una mano tra i capelli e, per la prima volta, Holly si accorse che era esausto. Ci sono stati dei... problemi. Con Carnivia. Una specie di virus. Ci sto andando a fondo, ma  difficile.
In realt, stava minimizzando le dimensioni del repulisti che lui e gli altri amministratori stavano effettuando. Aveva scritto un pezzo di software per rimuovere il virus, ma era un'operazione che doveva essere fatta su base individuale, un utente alla volta. E un numero sempre maggiore di utenti veniva infettato di continuo. Era una lotta tra il virus e i maghi, che al momento stavano perdendo.
Se ci fosse almeno una possibilit di curare il tuo problema, non vorresti provarci?
Perch dovrei voler essere come tutti gli altri? Sono felice come sono.
Non saresti come tutti gli altri, insistette lei. Saresti sempre Daniele, sempre brillante e strano. Chiss, magari saresti semplicemente pi te stesso. Forse saresti capace di cose ancora pi grandi di adesso.
Daniele rimase un attimo in silenzio. Non aveva mai preso in considerazione l'idea che una cura potesse sbloccare le sue abilit invece di reprimerle. E quello che aveva scritto il professore del MIT era vero: il suo lavoro migliore era parte del passato. Doveva fare qualcosa di diverso se voleva ottenere un risultato diverso.
Holly, che aveva colto quell'esitazione, aggiunse: Daniele, significherebbe molto per me se almeno ci provassi. Devo scoprire cosa  successo a mio padre, e al momento non sto arrivando da nessuna parte.
Molte persone pensavano che Daniele Barbo fosse insensibile a tali appelli emotivi, ma lei non ci aveva mai creduto. Quel ragazzo avr anche provato emozioni diverse da quelle degli altri, ma le provava comunque.
Va bene, le disse infine. Far un tentativo. Dopotutto, non ho niente da perdere.
Capitolo quarantadue
Erano le cinque e mezzo di mattina quando il telefono di Cate si mise a suonare. Lo cerc a tastoni e vide il nome di Flavio sullo schermo. S?
Ho autorizzato un mandato, disse lui. Porterai il conte Tignelli in caserma per interrogarlo.
Con quali accuse?, chiese lei, mentre cercava un taccuino.
Associazione a delinquere finalizzata all'omicidio, associazione a delinquere finalizzata a rovesciare lo Stato, organizzazione di un gruppo illegale e associazione a delinquere finalizzata alla manipolazione dei mercati finanziari. Gli rinfacceremo tutto e lo costringeremo a combatterci su ogni fronte.
Non te ne pentirai, comment lei, prendendo appunti.
In realt, ho il sospetto di s. Ma sono anche sicuro che sia la cosa giusta da fare. E Cate? Sta' attenta ai carabinieri che porterai con te. Preferirei che Tignelli non sapesse nulla finch non busserai alla sua porta.
Non appena termin la conversazione, Cate chiam Aldo Piola. Anche lui rispose immediatamente, con la stessa speranza e attesa nella voce come quando lei aveva risposto a Flavio.
Cate? Cosa c'?
Devo mettere insieme una squadra senza nessun massone. Gli spieg il problema, con il telefono incastrato sotto l'orecchio mentre si vestiva.
Vediamoci a San Zaccaria tra mezz'ora. Controlleremo la lista di Hapadi e quella di Cassandre e le incroceremo con gli agenti disponibili. Nel frattempo, che ne dici di Panicucci?  bravo e giurerei che non  il tipo attratto dalla massoneria.
Buona idea. Lo chiamo adesso.
E Bagnasco? Possiamo stare abbastanza sicuri che non appartenga a nessuna loggia. Come a te, le manca il requisito principale.
Sar anche una donna, comment Cate, ma non ho nessunissimo dubbio che sarebbe al telefono con suo zio ancora prima di salire in barca.
Segu un silenzio. Per me ti sbagli, ma  la tua operazione. La decisione spetta a te.
Grazie. E poi, pens lei, voleva fare in fretta, e sulle imbarcazioni non c'era spazio per un'agente con il mal di mare.
Quando la squadra di dodici uomini si allontan tra il rombo del motore dal molo di Rio dei Greci, Venezia era ancora avvolta dalla foschia. Pi tardi sarebbe svanita, ma per il momento dava alla citt un'assoluta trasparenza inconsistente, con l'acqua e la pietra che si mischiavano in modo uniforme nel grigio freddo e velato.
Non accesero le sirene e, quando furono vicini a La Grazia, Cate diede ordine di spegnere anche i lampeggianti blu. Controll l'orologio. Le sei e venti. Era improbabile che la servit dormisse ancora, ma se fossero riusciti a prendere Tignelli a letto, tanto meglio.
Nell'assicurare le imbarcazioni, not che mancava la lancia. Mentre i carabinieri si riversavano sul prato immacolato verso la casa, l'unico segno di vita era un irrigatore, che girava come un'antenna radar sull'erba verde lussureggiante.
Suoniamo il campanello o buttiamo gi la porta?, chiese Panicucci.
Tutte e due.
Non ce n' bisogno, disse il carabiniere in prima fila, e spinse la porta.  gi accostata.
All'interno, nella grande casa regnava un silenzio totale. Un ritratto di Napoleone li fissava dall'alto con aria altezzosa mentre giravano per l'imponente ingresso.
Conte Tignelli?, grid Cate. Nessuno aveva ancora risposto al campanello.
 possibile che non ci sia nessuno?, domand Piola, tranquillo.
Aveva ragione. Mentre si sparpagliavano nelle stanze a piano terra, capirono che n Tignelli n i suoi dipendenti erano in casa.
Capitano?.
Un carabiniere la stava chiamando. Cate segu la voce nella sala da pranzo. Sul tavolo c'era un pasto leggero: della frutta, qualche fetta di prosciutto e di carpaccio, una bottiglia chiusa di prosecco in un secchiello per il ghiaccio. Quando si avvicin, alcune mosche si alzarono a svolazzare in cerchio sopra la carne, in un ronzio arrabbiato. Prese la bottiglia dal secchiello e la tocc. Era a malapena fredda e il ghiaccio si era sciolto da tempo.
Mi pare strano che abbiano lasciato in giro il cibo, aggiunse inutilmente il carabiniere.
Cate osserv di nuovo la tavola. Era apparecchiata per due, ma nessun piatto era stato toccato. D'un tratto ebbe un brutto presentimento. Cercate al piano di sopra, ordin. In ogni stanza. Sottotenente Panicucci, venga con me. Usc di corsa e percorse il vialetto di ghiaia che attraversava il giardino.
Panicucci la raggiunse. Dove andiamo?
Alla peschiera, gli rispose, ansando.
Anche gli enormi bacini di acqua di mare parevano deserti. Guardando nel pi vicino, Cate riusc appena a distinguere le forme argentate e ondeggianti delle anguille, accalcate intorno a qualcosa sotto la superficie. Percorse l'antico muro in pietra per guardare meglio. Quando fu proprio sopra al punto in cui erano radunate, trov un sasso e lo lanci in acqua.
La massa di anguille si separ per un attimo e comparve il volto di un uomo. Un viso devastato, lacerato, circondato da code tremolanti, come Medusa... Mentre osservava, denti aguzzi affondavano nelle guance di Tignelli e altri si facevano sotto, con le bocche che si richiudevano sulle labbra e sul mento, tirandoli per staccarne dei pezzi.
Si volt. La paratoia, url a Panicucci. La apra!. Il carabiniere cap e ubbid di corsa. Cate cerc altri sassi, ma non ce n'erano. Imprecando, salt nell'acqua, fredda e un tantino viscosa, se per le anguille o per il cadavere non riusc a capirlo. Le bestie pi piccole schizzarono via, ma quelle grosse erano aggressive e sfruttarono lo spazio lasciato libero dalle altre per avvicinarsi ulteriormente al loro pasto. Cate le cacci con le mani e con i piedi. Una lunga e sottile usc da una manica di Tignelli, mentre un'altra sbuc dall'orlo dei pantaloni. Un movimento sotto la camicia, all'altezza del petto, indicava che ce n'era un'altra in preda al panico; un attimo dopo, guizz fuori dal colletto aperto, sinuosa e argentea come una cravatta annodata, e spar. Il livello dell'acqua stava scendendo, quindi Panicucci doveva aver aperto la paratoia. Lei prosegu a colpire l'acqua, gridando in veneziano. Solo pi tardi si rese conto che avrebbe anche potuto risparmiare il fiato, perch le anguille non potevano sentirla. Ben presto la massa in movimento spunt in superficie nella poca acqua rimasta e poi scivol via, risucchiata nell'altro bacino.
Ai suoi piedi, il viso depredato e lacero del conte Birino Tignelli, mancato conquistatore di Venezia, emerse come un incubo dall'acqua sempre pi bassa.
Ha fatto bene, comment Hapadi. Un'altra oretta e avrebbero distrutto qualsiasi indizio sulla causa della morte. Ma non si aspetti comunque troppo dall'autopsia.
Cate annu. Indossava una tuta bianca in microfibra invece dei vestiti bagnati. Malgrado la cautela del dottore, era chiaro che Tignelli fosse stato assassinato: i due fori di proiettile sul suo petto non lasciavano dubbi.
Una seconda squadra della scientifica stava esaminando la cappella dell'ex convento, in cui avevano scoperto una serie di bandiere con il simbolo identificato da monsignor Calergi come la carit, insieme ad altri aggeggi massonici. Era probabile che Cassandre fosse stato ucciso l dentro: le lampade ultraviolette avevano rivelato delle deboli tracce di sangue sul pavimento in pietra.
Chiunque avesse ucciso Tignelli, pens Cate, era ricorso a un metodo molto pi sicuro per assicurarsi che non restasse alcuna prova.
Dobbiamo parlare, capitano.
Alz lo sguardo. Aldo Piola era a una decina di metri di distanza e, alle sue spalle, spuntava l'elegante figura slanciata del colonnello Grimaldo dell'AISI.
Immagino sia venuto per toglierci anche questo caso, gli disse con una certa amarezza, mente si avvicinavano al retro della casa.
Al contrario, rispose Grimaldo. Ma ho delle prove che credo possano esserle utili.
Che tipo di prove?
Un'intercettazione. Prese un minuscolo registratore e un paio di auricolari interni. Forse  meglio se usa questi. La qualit non  ottimale.
Cate se li infil e premette Play. Ud un'interferenza, poi la voce del conte. Pronto.
Allora parl qualcuno in modo molto simile a un robot. Buonasera-conte-Tignelli. Dobbiamo-vederci.
Chi parla?
Una-parte-interessata. Qualcuno-che-conosce-i-suoi-piani.
Non ho alcun interesse a discutere con lei i piani che potrei avere, rispose in tono brusco Tignelli.
Allora-falliranno.
Il conte si fece pi cauto. Se ha qualcosa da dirmi, allora lo faccia.
Questo-telefono- viene-intercettato-dai-servizi-segreti-italiani. Sar-da-lei-tra-un'-ora.
Da solo?.
Era chiaro che Tignelli avesse chiesto se l'ospite sarebbe arrivato senza accompagnatori, ma la voce non aveva interpretato la domanda allo stesso modo. S. Solo-lei. Mandi-via-il-personale. Si ud un clic e la conversazione si concluse.
Cate si tolse gli auricolari. A che ora  stata fatta?
Ieri sera alle nove.
E non avete fatto nulla?
Ero impegnato in un'altra operazione in quel momento. Mi hanno avvisato solo stamattina. Accenn alle squadre di investigatori. Ma pare che lei mi abbia battuto sul tempo.
Davanti agli occhi strizzati di Cate, l'uomo sospir. Capitano, so bene che ha supposto che l'AISI fosse in qualche modo coinvolta nei piani del conte Tignelli, ma sono qui per assicurarle che non  cos. E le prometto anche una piena collaborazione in quella che ora diventer un'indagine congiunta.
E cosa le fa pensare che io abbia supposto una cosa del genere?
L'avvocato Marcello ci ha autorizzato a intercettare anche il suo telefono, oltre a quello di Tignelli, spieg Grimaldo in tono pratico. Insieme a quello dell'avvocato Li Fonti. Vede, all'inizio anche noi nutrivamo dei sospetti su di lei. Considerando quello che ci aveva detto Cassandre, non volevamo correre rischi.
E cosa vi aveva detto, di preciso?. Scacci dalla mente il pensiero che chiunque avesse intercettato lei e Flavio aveva sentito anche i particolari pi intimi della loro relazione.
Come lei stessa ha rapidamente intuito, Alessandro Cassandre era un opportunista senza scrupoli. Aveva scoperto perch Tignelli pensava che i credit default swap all'apparenza senza valore della banca sarebbero diventati preziosi e aveva deciso di ingraziarsi l'organizzazione del conte per cercare di trarne ulteriori profitti. E poi, quando le sue malefatte finanziarie sono state scoperte dal presidente del consiglio di amministrazione della banca, ha deciso di salvarsi la pelle venendo da noi e proponendo di tradire Tignelli e tutti gli altri cospiratori. Inutile dire che non ci ha offerto la sua collaborazione per motivi puramente patriottici. Voleva l'immunit penale, oltre a un sostanzioso pagamento.
Avete accettato?.
Grimaldo scosse il capo. Gli abbiamo detto che doveva arrivare pi vicino ai cospiratori prima di poter anche solo parlare di un accordo. Alla fine pare che Tignelli abbia scelto di non fidarsi di un alleato tanto arrivista.
Cosa succeder ora ai piani di Tignelli per l'indipendenza del Veneto?
Grazie a lei, abbiamo la lista di nomi che era nel computer di Cassandre, quasi di certo i suoi compagni massoni. Li raduneremo e ci assicureremo che capiscano che questa impresa non deve andare oltre. Esit. Sfortunatamente, alcuni aspetti dei piani di Tignelli non sono cos facili da eliminare.
Qualcosa nel tono cupo di Grimaldo le fece aggrottare la fronte. Perch no?
Il colpo separatista, se cos possiamo chiamarlo, non ci sar, ma gli avvenimenti che aveva pianificato per scatenarlo... sono un'altra questione.
Quali avvenimenti?
Stava progettando un'atrocit, disse Grimaldo tranquillo. Un attacco terroristico a Venezia. La sua intenzione era di sventarlo in anticipo, in modo da usarlo come pretesto per affermare che Roma non era pi in grado di proteggere la citt. Sarebbe stato il segnale perch il consiglio regionale dichiarasse lo stato d'emergenza, seguito a breve da un referendum locale sull'indipendenza.
Potete impedirlo?
Pensavamo di s, era questa l'operazione in cui ero impegnato la notte scorsa. Avevamo un nome, un musulmano radicale che al momento studia in Sicilia. Cassandre gli aveva trasferito dei soldi, secondo le istruzioni di Tignelli. Ma quando abbiamo mandato una squadra ad arrestarlo, siamo arrivati con qualche ora di ritardo. A quanto pare qualcuno gli ha fatto una soffiata.
Dove pu essere andato?
Non lo sappiamo.  possibile che abbia lasciato il Paese illegalmente, e in quel caso non rappresenterebbe pi una minaccia. Ma fino a che non lo sapremo per certo, manterremo il livello massimo di allarme.
Ci sono altre piste?
Solo una. Poco prima che se ne andasse, un insegnante dell'istituto dove studiava il ragazzo  stato ucciso. La polizia del posto l'ha definito un crimine d'odio, ma di certo  una coincidenza straordinaria che una delle poche persone che potesse aiutarci a identificare il terrorista sia morta.
Capitolo quarantatr
Daniele prese un taxi fino all'Istituto Beata Cristina l'Ammirabile, la clinica privata nel profondo della campagna veneta dove stava padre Uriel. Era la regione in cui si coltivava l'uva per il prosecco, e ogni centimetro libero di terra era coperto di file ordinate di vigne.
L'istituto, un ex monastero, era cos nascosto che, se non fosse stato per un discreto cartello sul ciglio della strada, non si sarebbero visti i cancelli in metallo. Su entrambi i lati del lungo vialetto, uomini con vesti marroni da monaco e donne con tonache blu lavoravano le vigne dell'istituto o si muovevano avanti e indietro tra gli edifici sparsi. Ma un occhio attento avrebbe notato che erano le suore ad essere affaccendate, mentre gli uomini avevano l'aria svogliata di chi assume farmaci. Le prime erano infermiere e i secondi pazienti. Come psichiatra, padre Uriel lavorava soprattutto con quel piccolo ma ben noto sottogruppo di preti che aveva commesso abusi sessuali. Credeva che alcuni di loro potessero essere curati e, cosa pi importante, che tutti potessero essere redenti. L'ospedale non era tanto nascosto solo per evitare controversie. Per lui, la meditazione, la confessione e la preghiera erano utili almeno quanto la psicoterapia e le medicine.
Padre Uriel trattava anche pazienti con altri disturbi e, per un certo periodo, aveva lavorato con Daniele per sviluppare la sua capacit di mostrare empatia.
Sono contento che tu sia venuto a trovarmi, disse quando Daniele fu accompagnato nel suo ambulatorio.  passato un po' di tempo, vero?.
Daniele fece spallucce. Non vedevo perch proseguire con le nostre vecchie sedute.
Perch la terapia non funzionava?, chiese lo psichiatra. E, dopo una brevissima pausa: Oppure perch funzionava?
Perch ho capito che la sua definizione di funzionare non corrispondeva alla mia, rispose Daniele in tono freddo.  troppo tardi per me per cambiare quel che sono, ma se ricordando ci che mi  successo durante il rapimento posso trovare la risposta ad alcune domande, allora  diverso.
Padre Uriel lo fece sdraiare, poi gli sistem delle cuffie con la copertura in spugna nelle orecchie e due piccoli dispositivi a forma di uovo nelle mani.
Quando senti un clic nell'orecchio sinistro o una pulsazione nella mano sinistra, voglio che guardi a sinistra, gli spieg. Quando il clic e la pulsazione vengono da destra, guarda a destra. Per cominciare guider io il movimento dei tuoi occhi, ma poi continuerai da solo. Se a un certo punto il processo si fa troppo doloroso o traumatico, lo interromper e ti poter in un luogo sicuro nella tua mente dove nessuno potr farti del male. Hai capito?
S.
Bene. Ora concentrati sull'estremit della mia biro. Padre Uriel sollev una penna a sfera retrattile e la schiacci due volte. Voglio che irrigidisci e poi rilassi ogni parte del corpo, a partire dalle dita dei piedi. Irrigidisci... e rilassa. Ecco.
Una volta rilassato tutto il corpo, con la mente sgombra e fisicamente in letargo, Daniele rivolse tutta la sua attenzione sull'estremit della penna.
Ora sposter la penna a destra, disse padre Uriel con voce calma e bassa. E a sinistra... Bene. Ora voglio che pensi a un ricordo sensoriale del tuo rapimento. Quando all'epoca, a sette anni, stavi nella stanza dove ti tenevano... Potrebbe essere un'immagine, un suono, qualsiasi cosa.
Ricordo le linee tra i mattoni sulla parete, Daniele si sent dire. Ricordo il disegno che creavano. Io di solito contavo gli spazi tra ogni mattone.
Quanti ce n'erano?. Padre Uriel continuava a muovere la penna da un lato all'altro. Sui palmi, Daniele avvertiva le pulsazioni leggere e ritmiche dei dispositivi e il suono che si spostava da un orecchio all'altro, regolare come un metronomo.
Quattrocentodiciassette.
Bene. Cosa riesci a sentire quando sei in quella stanza?
Delle capre. Ci sono delle capre fuori. A volte sento anche il loro odore. Siamo in campagna, in un posto sperduto.
Chi ti tiene l?
Conosco i nomi di tre persone. Claudio, Paolo e Maria. Claudio dovrebbe avere il comando ma gli altri due discutono di tutto con lui prima di prendere le decisioni.
Da quanto sei l?
Una settimana. Quando mi hanno portato qui hanno detto che non sarebbe durato cos a lungo. I miei genitori devono solo mandare i soldi e loro mi lasceranno andare. Adesso Maria dice che non ci vorr ancora molto. Lo ripete da giorni.
Padre Uriel abbass la penna, ma gli occhi di Daniele non smisero di andare da sinistra a destra, di continuo.
Chi ti piace di pi tra i tuoi rapitori? Di chi ti fidi?
Claudio sembra a posto. Di Paolo non sono sicuro. Maria  carina. A volte viene a sedersi con me.
Di cosa parlate?
Di quello in cui credono e per cui combattono. Sono contrari ai ricchi come mio padre. Vogliono una societ in cui sono tutti uguali, in cui nessuno pu essere migliore di qualcun altro in base alla famiglia da cui viene.
Ti far fare un salto avanti di una settimana, Daniele. Cosa succede ora?
Stanno litigando.
Per cosa?
Perch i miei non hanno ancora pagato. Claudio  arrabbiato. Mi grida contro: Che razza di moccioso sei? Perch non ti rivogliono?. Sussult. Lui... lui... lui... lui....
 tutto a posto, Daniele. Non ti piace che ti si urli contro, lo capisco. Cos'altro dice Claudio?
Dice che mi uccideranno, strill. Ebbe un sobbalzo e lasci cadere i dispositivi, inarcando la schiena. Alz le mani e si strapp le cuffie, nel panico.
Sei in un luogo sicuro ora, disse padre Uriel, attento a non rispecchiare con la propria voce lo stress di quella di Daniele. Un luogo calmo e tranquillo dove non possono farti del male.
Pass altri cinque minuti a tranquillizzarlo prima di farlo uscire dalla trance.
Non ha funzionato, disse Daniele in tono categorico, mettendosi a sedere.
Al contrario, comment padre Uriel. Sta funzionando benissimo, per essere la prima seduta.  solo che tu hai delle aspettative esageratamente alte.
Capitolo quarantaquattro
Scesa dal volo Alitalia per Palermo, Cate fu accolta dall'inconfondibile odore della Sicilia. L'ultima volta che ci era stata, diversi anni prima, era primavera e c'era un'aria pregna di zagara, il fiore delle arance, e boccioli di mandorle. Ora, il sole era alto nel cielo, la pista ardeva di un bianco accecante e le montagne in lontananza brillavano e si fondevano nella foschia dovuta al calore, ma l'odore era altrettanto inebriante: un misto pungente di gelsomino, agrumi, esalazioni degli aerei e l'odore speziato, africano degli alberi di carrubo.
Un sovrintendente della polizia del posto la aspettava all'interno del terminal. Salve, sono Turi Russo, si present, con un saluto laconico.
Solo quando furono in macchina, diretti verso la citt, l'uomo sollev la questione del motivo della visita.
Sinceramente, non capisco perch i carabinieri si interessino di questo caso. Un automobilista si immise nel traffico davanti a lui senza alcun preavviso: Russo fece dei gestacci di rabbia e suon il clacson, ma non cerc di farlo fermare. Figuriamoci l'AISI.  un crimine d'odio, tutto qui. L'abbiamo risolto nel giro di un giorno.
Risolto? Vuol dire che avete arrestato qualcuno?
No, ammise il poliziotto. Intendo che abbiamo concluso l'indagine e sistemato le scartoffie. Ma non avrebbero potuto esserci segnali pi chiari. La vittima era musulmana e, quando l'abbiamo trovata, aveva la carotide tagliata appena sotto la trachea. Gli hanno reciso anche la giugulare, da entrambi i lati. Le lanci un'occhiata per vedere se avesse capito.
E allora?
 il metodo che usano i macellai halal per uccidere gli animali, le disse brusco. Ergo, un crimine d'odio. Non che ci sia da stupirsi. Al momento Palermo  una polveriera razziale. Ufficialmente il tasso di disoccupazione  al venticinque percento, ma in realt  molto pi alto. Nel frattempo non ce la facciamo pi a ospitare arabi, albanesi, zingari... senza contare i mulignane.
Cosa?.
Russo scoppi a ridere. Non avete questa parola su al Nord? Le melanzane.  cos che chiamiamo gli africani. Senegal, Gabon, Costa d'Avorio, Somalia, Liberia... non abbiamo bisogno di leggere i giornali, sappiamo dove c' una guerra civile a seconda del colore dei clandestini che sbarcano. Dovremmo impedirgli di arrivare, ma finch i politici non decideranno di agire sul serio, come dovremmo fare?.
Per quanto fosse irritante il razzismo di Russo, in realt la sua opinione non era molto diversa da quella che a volte Cate sentiva di sfuggita nel bar dei carabinieri a campo San Zaccaria.  stato rubato qualcosa?
A quanto ne sappiamo no.
E i computer?.
Russo la guard di traverso.  questo che interessa all'AISI, vero?
Il suo nome  saltato fuori nel corso di un'altra indagine, aggiunse lei con fare noncurante. Sa com'. Bisogna controllare ogni pista.
In realt, l'omicidio del professore, Jabbar Riaz Karimi, era l'unica traccia dell'AISI. Avevano scoperto che, poco prima di morire, l'uomo aveva cercato online informazioni che collegassero il disastro nel traforo del Frejus ai jihadisti. Non trovando granch, aveva aggiunto un nome - Hafeez Bousaid - e le parole furto d'identit.
In poco tempo avevano verificato che in effetti quel nome apparteneva a un passaporto rubato. Nel frattempo, Grimaldo aveva informato Cate che le agenzie che indagavano sull'incidente del Frejus cominciavano ad accarezzare l'idea che potesse essersi trattato di un attacco cibernetico.
Tuttavia, niente di tutto ci doveva essere rivelato a Russo a meno che non fosse del tutto indispensabile. La polizia italiana aveva una lunga lista di precedenti quando si trattava di finire dal lato sbagliato delle indagini: Grimaldo era determinato a limitare la conoscenza delle informazioni al minor numero possibile di persone.
Mi serviranno il fascicolo e le fotografie della scena del crimine, disse a Russo. E mi piacerebbe esaminarla di persona.
Nessun problema. Ho le carte nel bagagliaio, quindi andremo direttamente l.
Malgrado le sue parole, Cate ebbe il sospetto che il poliziotto avesse fatto una deviazione per portarla nel vero centro di Palermo, cos pu vedere com' davvero qui. Aveva ragione: ne rimase sbalordita. A Venezia, come nella maggior parte dell'Italia, il centro storico era il cuore culturale della citt e della vita notturna, dov'erano concentrati i negozi pi eleganti. A Palermo, il centro era una fatiscente medina che si espandeva con forma irregolare, un suk africano insediato in palazzi mezzo decrepiti, dove la musica nera e le file di bancarelle di fortuna avevano scacciato ogni parvenza di Italia.
Non potrei fermarmi qui, le disse Russo mentre percorreva piano la strada. Di solito veniamo in un convoglio di tre macchine. Accenn a un vicolo. Probabilmente solo poche centinaia di clandestini vivono qui stabilmente, gli altri restano giusto il tempo di avere il permesso di soggiorno e poi se ne vanno.
Cate lo guard di traverso. Come fanno a ottenerlo?.
Lui fece spallucce. Vogliono andare tutti a nord, dove ci sono i soldi, e noi non li incoraggiamo a restare, mettiamola cos. Se ci significa chiudere un occhio sugli ufficiali che gli vendono i permessi, cos sia.
Vi danno molti problemi?.
Russo scoppi a ridere. Non proprio... Gli africani dicono che questa zona  tranquilla. Sa perch?
No. Non le pareva per nulla cos.
Perch nessuno viene a disturbarli. Nessuno chiede i documenti, nessuno della compagnia elettrica controlla attentamente da dove prendono la corrente, nessuno li insegue quando rubano un portafoglio o un cellulare a un turista. E allora, anche se alle tre di notte pu essere un po' rumoroso, per quel che importa a loro,  tranquillo. Suon il clacson per far spostare un gruppo di giovani dalla pelle scura, che si divisero languidamente, senza staccare gli occhi dalla macchina. C' un detto qui: fatti i cazzi tuoi, capisce?
Certo, rispose lei.
Anche quando viene ucciso uno di loro, non si aspetti che qualcuno vada alla polizia a dire se ha visto qualcosa. Sono troppo impegnati a farsi i cazzi loro.
Attraversarono la citt fino a una zona che Russo chiam Zen. Cate pens che fosse sarcastico, fino a quando vide i cartelli che dicevano Zona Espansione Nord. Era meno claustrofobico del centro, ma pi sconfortante, con caseggiati di molti piani coperti di graffiti e circondati da discariche e pile di rifiuti puzzolenti.
Che lei ci creda o no, per gli immigrati questa  una zona relativamente buona, spieg Russo mentre scendevano dall'auto e si facevano strada tra la spazzatura. A onor del vero, lo sciopero degli spazzini non  colpa loro, ma del comune.  saltato fuori che ci sono pi persone pagate per controllare la raccolta della spazzatura che netturbini. Qualcuno ha cercato di intervenire e cos hanno subito organizzato uno sciopero. Ed eccoci qua, si possono avere le mani pulite o le strade pulite. Non tutte e due.
Al quinto piano di uno dei palazzi - Russo non si preoccup nemmeno di vedere se l'ascensore funzionasse - trovarono una porta sigillata con il nastro della polizia. Se non altro non l'hanno portata via, comment lui tutto allegro mentre prendeva la chiave.
All'interno, Cate fu sorpresa di scoprire un appartamento gradevole anche se malmesso. Gi solo la vista, verso il mare a nord, avrebbe compensato la mancanza di comodit. In corridoio c'erano delle tute in microfibra e dei guanti, insieme a un registro della polizia. Cate si infil una tuta mentre Russo segnava entrambi i loro nomi. Not che lui non se ne mise nessuna.
 l che abbiamo trovato il corpo. Indic il balcone. Quando siamo andati dagli inquilini del piano di sotto, il sangue colava sul muro esterno fino alla loro cucina, eppure hanno detto di non aver visto n sentito nulla.
Cate osserv le fotografie nel fascicolo. Era proprio come gliel'aveva descritto lui, anche se la colp il fatto che, dalle macchie di sangue, pareva che il corpo fosse stato spostato sul balcone mentre sanguinava ancora.
And nel punto esatto in cui l'avevano rivenuto, rivolto verso il mare. Era all'ombra in quel momento. Quindi Jabbar Riaz Karimi era morto guardando verso sudest, pens.
Prese il cellulare e controll su Google Maps.
Mentre moriva era rivolto verso La Mecca, disse, mostrandogli il risultato.  stato l'assassino a sistemarlo cos, non in una direzione a caso, ma in quella esatta. Pensa ancora che sia stato un crimine d'odio?.
Lui fece spallucce. Ok, allora sar stato un altro musulmano, uno praticante che gli serbava rancore, ma non fa alcuna differenza. Chiunque sia stato aveva dei guanti e ha ripulito tutto quello che potesse incriminarlo. Quel bastardo sfacciato ha persino controllato su Internet.
Cosa intende?, chiese lei, stupita.
Quando  arrivata la scientifica, ha trovato il tablet della vittima acceso su una pagina che spiegava come ripulire le scene del crimine.
Non portava i guanti, disse lei, piano.
Come?
Guardi. Riprese il cellulare. Quando l'ho usato un attimo fa per cercare da che parte fosse La Mecca ho dovuto togliere i guanti, perch altrimenti il touch screen non funziona. A un certo punto deve essersi tolto i guanti per usare il tablet. Magari dopo l'ha ripulito, ma potrebbe comunque essere rimasta un'impronta parziale o sbavata.
Bene, disse Russo a denti stretti. Lo far controllare di nuovo dagli specialisti. Lei scosse il capo. Lo porter con me a Venezia. Meno gente lo tocca, meglio . E ora sar meglio che vada a vedere l'istituto tecnico.
L'istituto occupava poco pi di una decina di aule in un edificio cadente del comune
Gli iscritti erano perlopi non italiani: cinesi, mediorientali e qualche africano.
Cate parl con uno degli studenti di Jabbar Karimi, trovando conferma all'impressione che si era gi fatta: l'insegnante era un uomo mite e pio, bravo nel suo lavoro. Aiutava persino alcuni studenti a trovare lavoro una volta finito il corso, tramite il fratello che lavorava in una societ di consulenza per la selezione di professionisti informatici.
Nell'aula di Karimi c'era un tecnico al lavoro sui computer. Quando Cate gli chiese cosa stesse facendo, l'uomo le spieg che uno studente aveva scaricato un software gratuito di nome Boot and Nuke e aveva completamente cancellato i dischi rigidi di ogni singolo apparecchio collegato alla loro rete.
Cate cap che la pista si stava facendo fredda. L'assassino si era introdotto in quel luogo e poi se n'era andato in modo altrettanto furtivo, senza lasciare una sola traccia. Era insolito: la maggior parte della gente si lasciava dietro qualcosa. Quell'uomo era molto fortunato, o molto furbo.
Si volt verso Russo. Di recente c' stata qualche strana attivit nei paraggi, qualcosa che potrebbe essere legato all'opera di un hacker?
No, rispose lui subito. Poi aggiunse: Be'....
Cosa?
Probabilmente non  nulla, ma... la settimana scorsa un manager qui a Palermo si  quasi schiantato con la sua BMW. Se n' uscito con una storia da pazzi sul fatto che il computer di bordo si  guastato di colpo, ha fatto spegnere il motore e ha bloccato il volante mentre andava a sessanta all'ora.
Aveva risvegliato l'interesse di Cate. La macchina era connessa a Internet?
Come fa a saperlo? A quanto pare era uno degli ultimi modelli, con un collegamento a banda larga incorporato. Comunque, gli agenti l'hanno considerata una storia ingegnosa per evitare di essere accusato di guida pericolosa e hanno inoltrato il caso al pubblico ministero. Ne ho sentito solo perch ci stavano scherzando su in mensa.
Proprio come al Frejus, pens lei. Si sta esercitando su piccola scala, per perfezionare la tecnologia. Mi faccia sapere se succede ancora qualcosa del genere, va bene? E sar meglio parlare con il fratello del morto, quello che lavora per la societ di consulenza.
Capitolo quarantacinque
Livia? Livia Boccardo?.
Mentre i ragazzini sciamavano fuori dalla classe chiacchierando tra loro, l'insegnante alz lo sguardo. S?. Poi, dopo un momento: Minchia! Holly Boland? Non ci credo!.
Sono proprio io, le assicur Holly, divertita tanto dal fatto che la sua amica d'infanzia fosse diventata un'insegnante quanto dalla volgarit che aveva appena profferto davanti ai suoi allievi. Hai dieci minuti? Potremmo prenderci un caff al volo.
Livia controll l'orologio. Tra un minuto devo andare a fare da supervisore a una classe di conversazione. E il caff  imbevibile qui. Ma possiamo sederci fuori.
Perch ci sono dei bambini a scuola?, s'inform Holly.
Oh,  una scuola estiva. Il comune  quasi fallito, allora affitta l'edificio scolastico durante le vacanze. La maggior parte degli insegnanti  contenta di guadagnare qualche extra, e poi di solito questi ragazzi stranieri si comportano bene. Non hanno i problemi di droga dei nostri.
A Pisa ci sono problemi di droga?
Ci sono in tutta Italia. Ma dimmi, cosa ci fai qui? L'ultima volta che ti ho sentita, studiavi all'universit in America.
Ora vivo a Vicenza. Le raccont di aver seguito le orme del padre nell'esercito. In realt, volevo parlarti dei nostri genitori. Sto facendo qualche indagine sul periodo in cui... in cui sono successe tutte quelle brutte cose.
Perch?, disse Livia brusca. La condusse in un piccolo parco giochi e prese un pacchetto di sigarette.
Restando il pi vaga possibile, Holly le spieg che stava considerando la possibilit che i due uomini fossero stati messi in pericolo dal loro coinvolgimento con la massoneria. So che tuo padre  morto in un incidente d'auto, ma mi chiedevo se non ci fosse stato qualcosa di sospetto.
Livia scoppi in una risata vuota. Puoi dirlo forte.
In che senso?
Mia madre ha detto a tutti che era stato un incidente d'auto perch voleva che lo pensassimo noi bambini, ma prima di morire, mi ha confessato che in realt non era andata cos. Pap  stato ritrovato con la gola tagliata, sulla spiaggia di Tirrenia.
Holly la fiss a bocca aperta. C'erano troppe somiglianze con la vittima di Cate per essere una coincidenza.
Voleva proteggerci dalla verit, ma penso fosse anche convinta che fosse una cosa da tacere. Cos ha fatto finta che fosse stato un semplice incidente d'auto.
Ma lui era massone, vero?.
Livia annu. Quando ho svuotato l'appartamento dei miei ho trovato alcune delle strane vesti che indossava.
Vivi ancora nello stesso appartamento, allora?.
Livia cacci fuori il fumo. S. L'87A. Perch?
Ho idea che mio padre tenesse un registro o qualche appunto, delle prove di quello che aveva scoperto insieme al tuo. Potremmo dare un'occhiata da te? Nel caso sia l e tu non l'abbia mai visto?.
Livia fece spallucce. Se vuoi. Vieni tra un'ora, cos pranziamo insieme.
Se Holly fosse stata l per un motivo diverso, pranzare a casa di Livia sarebbe stata un'occasione di svago. Si era scordata la straordinaria capacit dei pisani di mettere insieme del cibo per un pasto improvvisato. Il pane del giorno prima, sbriciolato e ammollato nell'acqua, e un paio di pomodori tagliati grossolanamente, conditi con sale e olio proveniente da una bottiglia senza etichetta e con l'aggiunta di qualche foglia di basilico, ed ecco una panzanella, mentre dal frigo comparve un foglio di carta oleata con una decina di fette di prosciutto crudo. Ovviamente c'era anche del vino rosso, del Sangiovese, sempre conservato in una bottiglia senza etichetta. Livia se la faceva riempire insieme a quella dell'olio dal tabaccaio in fondo alla strada. Non gli chiedo mai da dove viene,  un segreto di Stato. Ma  sempre eccellente.
Mentre mangiavano, recuperarono il tempo perduto. La maggior parte dei loro vecchi compagni di scuola viveva ancora in citt o nei dintorni. Alessia Abbado  diventata lesbica, vive con un'istruttrice di fitness. Tiziano ed Elide si sono sposati e Tommaso Mazzi e Sofia Trentino sono stati insieme cinque anni, poi lui  scappato con una divorziata australiana. Non per la prima volta, Holly si ritrov a chiedersi come sarebbe stata la sua vita ora se fosse rimasta invece di arruolarsi nell'esercito. Tornando in Italia aveva creduto di tornare a casa, ma la verit era che, per un pisano, qualsiasi posto al di fuori della Toscana era un Paese straniero.
Allora, cos' che stiamo cercando?, chiese infine Livia. Una scatola per scarpe? Un fascicolo? Un baule di carte?
Non lo so, confess Holly. A occhio e croce, direi una cartellina o un taccuino, ma potrebbe essere di tutto.
Ok, rispose Livia dubbiosa. Possiamo provare in un paio di posti.
L'appartamento era cos piccolo che dopo una ventina di minuti li avevano esauriti.
Cos' successo alla foto che era appesa l?, domand Holly, col dito puntato verso una nicchia.
Ci sono stati i ladri. Non hanno preso molto, ma hanno spaccato tutto.
Quando?.
Livia riflett. Dev'essere stato poco dopo la morte di pap. Me lo ricordo perch hanno preso alcune cose sue... la mamma era davvero sconvolta.
Che tipo di cose?
Cose personali dalla sua scrivania, mi pare che mi abbia detto. Non mi ricordo bene.... Si interruppe. Pensi che possa esserci un collegamento?
Non so, ma  una coincidenza, non ti pare? Lui viene ucciso e l'appartamento svaligiato?
In questo caso, dobbiamo supporre che abbiano trovato quello che cercavano?
Be', non sono tornati. Quindi o l'hanno preso, o si sono convinti che non fosse qui. Credo che non lo sapremo mai.
Capitolo quarantasei
Ian Gilroy scivol all'interno della cupa chiesa dei Santi Apostoli a Cannaregio e si guard intorno. L'uomo che doveva incontrare non era ancora arrivato; ma d'altra parte non si aspettava di vederlo. Lui si presentava sempre a un appuntamento mezz'ora prima della sua risorsa.
Nell'attesa, inser alcune monete nel dispositivo che regolava le luci nella cappella laterale e dalle tenebre emerse La comunione di santa Lucia di Tiepolo. Stava ancora esaminando il dipinto quando la porta della chiesa si apr brevemente. Per un momento, controluce rispetto al chiarore dell'esterno, si vide una figura esile e dalla schiena curva. Gilroy controll l'orologio. Anche l'altro uomo era in anticipo.
Attese alla balaustra dell'altare. Il nuovo venuto lo salut con un cenno del capo e poi, per un tacito consenso, si voltarono tutti e due verso il quadro.
Immagino che conosca la storia di santa Lucia, disse infine Gilroy. Era una giovane nobildonna benestante che aveva fatto voto di castit e povert. L'uomo al quale era stata promessa trov da ridire su entrambi, ma soprattutto sul secondo, e per punirla la fece rinchiudere in un bordello. Quando lei oppose ancora resistenza, lui le fece cavare gli occhi. Ecco, li pu vedere laggi, sul piatto in primo piano.
L'altro uomo si limit a grugnire.
Il sottotenente Holly Boland sta cercando i registri del padre, aggiunse Gilroy.
 una mossa saggia?
Ho ritenuto fosse meglio lasciarle vedere cosa riesce a trovare. Se davvero esiste qualcosa, lo porter da me. Poi decideremo cosa fare. Fece una pausa. Il punto , generale, che nel frattempo non deve succederle nulla. Il risultato peggiore sarebbe che le capitasse un incidente e lasciasse una pista mezzo battuta che un pubblico ministero diligente potrebbe seguire. Un incidente che  quasi avvenuto in Sardegna, a quanto ho capito. Non deve ripetersi. Parl in tono calmo, ma era impossibile non cogliere la rabbia nella sua voce.
L'altro uomo fece spallucce. Stava ficcando il naso.  fortunata a non averlo perso.
Nessun incidente, insistette Gilroy.
Benissimo, acconsent l'altro uomo in tono languido. Niente finch non avr trovato i documenti o non avr deciso che non esistono. Ma non oltre. Parlando di pubblici ministeri, immagino abbia sentito che Flavio Li Fonti sta indagando sull'altra questione... Non troveranno niente, se ho ben capito.
C' sempre qualcosa, ma dubito che sia qualcosa di risolutivo. Abbiamo preso delle misure.
Allora non abbiamo nulla da temere. L'uomo che Gilroy aveva salutato come generale si allontan, impaziente. Era un titolo di cortesia, perch era in pensione da molti anni ormai. Un tempo, era stato uno degli uomini pi potenti all'interno della rete Gladio.
C' sempre qualcosa da temere, generale, riecheggi nell'aria la voce suadente di Gilroy. Ogni anno che passa i tribunali italiani sono sempre meno clementi e meno influenzabili. Chi non ha un passaporto straniero o l'immunit diplomatica dovrebbe ricordarselo bene.
Il generale si blocc, poi si volt e torn indietro. Mi sta minacciando?
Lasci stare la Boland. Mi creda, abbiamo dei buoni motivi per non volere della pubblicit indesiderata in questo momento.
La ragazza potrebbe essere meno affidabile di quanto lei pensi. Nonch meno utile.
Gilroy torn a guardare il dipinto di santa Lucia. Si ricorda l'ultima parte della storia?, chiese a voce alta. Dopo averle cavato gli occhi, cercarono di portarla a forza nel bordello. Ma chiss come, lei era diventata cos forte che nemmeno dieci uomini riuscirono a farla spostare. Fece una pausa. Non sottovaluti mai il potere di una donna determinata, generale.
Capitolo quarantasette
Il fratello di Jabbar Karimi, Aslam, aveva un ufficio vicino Taormina. Cate conosceva la citt solo di nome: una calamita fotogenica per turisti, arricchitasi grazie ai visitatori in arrivo da tutto il mondo.
Russo si era rifiutato di accompagnarla, ma se non altro le aveva prestato una macchina. Prese l'autostrada da Palermo, poi la abbandon e si inerpic su strade pi piccole fino a un altopiano roccioso a diverse centinaia di metri sul livello del mare. Su entrambi i lati c'erano pacifiche coltivazioni di arance e limoni, punteggiate dai vecchi tronchi nodosi di ulivi ben potati. Quasi in ogni piazzola di sosta c'era un contadino, seduto all'ombra a vendere meloni e angurie dal retro di Api Piaggio traballanti. In lontananza, nonostante il calore estivo, il cono massiccio dell'Etna era ricoperto di neve.
Non era riuscita a mettersi in contatto con Aslam: il suo telefono era spento e in ufficio non rispondeva nessuno. Quando arriv all'indirizzo, nei sobborghi di Giardini Naxos, scopr come mai. La societ consisteva appena in un container abitabile, chiuso a chiave. Le finestre erano sbarrate; vi sbirci attraverso e vide due scrivanie con dei computer, un grosso condizionatore a parete e una grande cartina del mondo.
Allora  venuta alla fine.
Si volt. Un uomo dalla pelle scura sui trent'anni le si stava avvicinando. Signor Karimi?, domand.
Lui si ferm e aggrott la fronte.  il morto.
Lo so. Mi dispiace per la sua perdita. Sono appena arrivata da Palermo, dall'appartamento di suo fratello. Sto collaborando con la polizia locale....
Aspetti un attimo, la interruppe. Mi sta dicendo che anche Jabbar Karimi  morto?
S, disse lei. Anche rispetto a chi? Jabbar era suo fratello, no?.
L'uomo scosse la testa. Io non sono Aslam Karimi, sono il suo socio. Aslam  morto in un incidente d'auto due giorni fa. Finch non me l'ha detto lei, non sapevo che anche suo fratello fosse morto.
Si occupano di assunzioni nel ramo delle tecnologie informatiche, raccont a Flavio al telefono quella sera. Nello specifico, mettono personale qualificato sulle navi. Le grandi navi da crociera che visitano Taormina fanno tappa a Giardini Naxos. Per la maggior parte, le assunzioni non avvengono nemmeno faccia a faccia. Esaminano le qualifiche di una persona, controllano le referenze e poi inoltrano il CV alle compagnie marittime.
Hai qualche idea sul nome che sta usando adesso il nostro sospetto?
Nessuna. Era Aslam Karimi a occuparsi di tutte le raccomandazioni che gli passava il fratello e indovina? Anche il suo computer  stato ripulito. Il suo socio sta contattando tutti i clienti per vedere se aveva proposto qualcuno negli ultimi giorni, ma ci vorr un po' per avere una risposta.
Quindi...?
Quindi pare che il colonnello Grimaldo avesse ragione e che il nostro uomo abbia gi lasciato il Paese.
Cosa farai ora?
Torno a Venezia. La polizia qui pu seguire le piste rimaste. E poi mi manchi.
Lui rise piano. Mi chiedevo se me l'avresti detto.
Be',  vero, protest Cate. Ma sapeva che una parte di lei aveva opposto resistenza ad ammettere, a se stessa come a lui, quanto le mancasse la sua presenza. Aveva svolto il proprio lavoro, ma per tutto il tempo che era rimasta in Sicilia aveva avvertito un dolore sordo al cuore. E a te?
A differenza tua, non ho problemi ad ammettere che sono innamorato, rispose divertito, ma poi si fece pi cupo. Sai, comincio a pensare che dopotutto forse c'era qualcosa di vero nelle pazze fantasie della tua amica.
Le ci volle un momento per capire che si riferiva a Holly. Ah s?
La morte di Tignelli... Non  stato un semplice omicidio, Cate.  stato un raid. Nel fango hanno trovato tracce di due gommoni rigidi militari e impronte profonde di stivali con lo stesso battistrada, e sono state usate delle cariche esplosive per mettere fuori uso il sistema di sorveglianza. C' un'immagine parziale di una telecamera di sicurezza appena prima dell'esplosione, in cui si vedono quattro uomini con dei passamontagna neri che corrono verso la casa.
In altre parole, un'operazione militare?
Pare proprio di s.
E chi  stato?
Non ci sono ancora indizi. Nel frattempo, stiamo convocando tutti i nomi della lista di Cassandre, e indovina un po'? Nessuno ammette di aver preso parte alla loggia di Tignelli, anche se su alcuni di loro abbiamo trovato dei biglietti da visita con il simbolo della carit. Ma in confronto a quello che  successo a Cassandre e al conte, un interrogatorio duro da parte di un pubblico ministero  come una passeggiata nel parco. Non sto dicendo che la tua amica abbia ragione e che dipenda tutto da una colossale cospirazione che va avanti da cinquant'anni, ma sembra che ci siano un sacco di persone che pensano di poter semplicemente serrare i ranghi e rifiutarsi di parlare con noi.
Sta' attento, gli disse, con la voce pregna di ansia.
Lo sono sempre. Ma sai, Cate, abbiamo solo la legge. Davanti alla corruzione, al crimine organizzato, all'ingerenza delle potenze straniere, ai politici che si riempiono le tasche, ai burocrati che pensano solo a salvaguardare la propria pensione e ai governi che sono peggio di tutto il resto messo insieme... La legge non sar perfetta, ma  l'unica cosa che abbiamo.
Solo se la gente come noi combatte perch sia cos.
S, convenne lui. Non sto cambiando idea sul fatto di andarcene, Cate. Questa sar la mia ultima indagine, ma non mi tirer indietro. E poi... Amsterdam.  una promessa.
Amsterdam, sussurr lei. Cominciava a sembrarle sempre pi un talismano, un luogo mitico di pace e protezione. O forse era una parola magica, da invocare nei momenti di pericolo.
Capitolo quarantotto
Di nuovo a Vicenza, Holly si vers un bicchiere di vino e riflett sulle varie opzioni che aveva. Sul tavolino c'era un biglietto che aveva trovato nella cassetta della posta.
Ti ho procurato del tempo. Non so quanto.
Gilroy. Ma tempo per cosa? Le varie piste non portavano a nulla.
D'un tratto si accorse di non aver parlato della faccenda con la persona pi ovvia. Controll l'ora. In Florida era ancora sera presto.
Ciao mamma, disse quando la donna le rispose. Chiacchierarono per qualche minuto e poi Holly introdusse il motivo della telefonata.
Sai quel documento che ho trovato nel baule di pap? Non so se te l'ho detto, ma penso che fosse legato alla morte del signor Boccardo. Pap ha mai parlato di aver lavorato con lui? Di un'indagine o un piano che stavano seguendo insieme?
Oh, Holly, comment la madre, in tono grave. Non ti sei immischiata in quella storia, vero?.
Drizz le orecchie. Quale storia?
Tuo padre ha detto che al signor Boccardo era capitato qualcosa di brutto, che forse non era stato un incidente d'auto come dicevano. Non conosco i dettagli, ma dopo la sua morte lui passava tutto il tempo al lavoro. Ha detto che cercava di scoprire cosa fosse successo... Controllava i nastri, cos diceva.
Nastri? Quali nastri?
Non lo so. Non parlava di lavoro a casa, come tutti gli uomini della sua unit. Anche quando si ritrovavano, usavano solo sigle e nomi in codice - Autodin e OL9, e qualcosa che si chiamava tropo e che si rompeva sempre.
Ed  stato allora che ha cominciato a bere?
Credo di s. Non riusciva a dormire e bere era l'unica cosa che lo aiutava a rilassarsi.
Ha mai portato qualcosa a casa? Dei quaderni o dei registri?
Non che io sappia.
Potrebbe esserci qualcosa del genere tra le sue vecchie cose dell'esercito?
I bauli? Ho dato tutto quello che era rimasto ai tizi della raccolta differenziata. Sono passati un paio di settimane fa, hanno bussato alla porta e mi hanno spiegato che c'era un'offerta speciale. E quando gli ho detto che lui era un veterano, mi hanno fatto anche un po' di sconto. Tu avevi detto che avevi preso tutte le cose importanti, quindi....
Non preoccuparti, mamma. A ogni modo, non pensava che suo padre avesse conservato un secondo documento a casa, figuriamoci una scatola di nastri o altre prove. Dimmi una cosa, per:  successo qualcosa di particolare nei giorni subito prima dell'ictus? Qualcosa di diverso dal solito?
Be', non ricordo di preciso...  passato molto tempo. Ma ricordo che aveva smesso di andare cos tanto al lavoro. Aveva detto.... La voce della donna si era fatta pensierosa, come se per la prima volta in quel momento le stesse tornando in mente. Aveva detto che doveva prendere una decisione.
Su cosa?
Non lo so. Ma qualsiasi cosa fosse, c' voluta una bottiglia di whisky. Dopo l'ictus, non ci avevo pi pensato.
Pensi che magari avesse scoperto chi aveva ucciso il signor Boccardo?
Magari. La madre pareva dubbiosa. Ma non credo che fosse una faccenda tanto grossa, no? Sarebbe semplicemente andato alla polizia. Non ci sarebbe stato bisogno di una bottiglia.
Certo, rispose Holly. Avrebbe sporto denuncia. Era fatto cos.
C'era un solo crimine che avrebbe potuto angosciare suo padre, pens: un crimine commesso dai suoi compatrioti.
Come se le avesse letto nel pensiero, sua madre disse: Holly, promettimi....
Cosa, mamma?
Se ha fatto qualcosa, qualcosa di sleale, promettimi che tu non commetterai lo stesso errore.
Non sono sicura che abbia commesso un errore, le rispose. Forse  stato l'unico a scoprire la verit. Ed  per questo che faceva cos tanta paura.
Capitolo quarantanove
Come prima, Daniele, lo istru padre Uriel, quando sentirai un clic nell'orecchio sinistro e una pulsazione nella mano sinistra, guarda da quella parte. Quando il clic e la pulsazione saranno a destra, guarda a destra. Pronto?
Pronto, rispose Daniele. La sua voce pareva provenire da molto lontano.
Per qualche momento, padre Uriel guid il suo sguardo con l'estremit della penna. Era stupito che Daniele fosse un soggetto tanto facile da ipnotizzare. Tutti gli studi suggerivano che le persone con la sindrome di Asperger, vale a dire l'autismo ad alto funzionamento, erano quasi immuni all'ipnosi, probabilmente perch la loro mente era tanto analitica. Il fatto che Daniele non rientrasse nella categoria lo spingeva a chiedersi se ci fosse qualcosa di vero nella teoria per cui la condizione del ragazzo fosse pi complessa.
Dove sei ora?, gli chiese piano.
Nella stanza. La stessa stanza in cui sto sempre. La voce di Daniele aveva assunto l'intonazione aggressiva di un bambino.
Cosa sta succedendo?
Stanno gridando. Paolo e Claudio. Non contro di me stavolta, ma su di me. Paolo dice che devono fare qualcosa. Spostarsi. Chiedere meno soldi. Qualsiasi cosa pur di risolvere la situazione. Moriremo se restiamo qui, dice. E poi....
Cosa c', Daniele?
Ha una pistola, sussurr lui. La agita verso Claudio. Ho paura. E poi viene verso di me. Mi prende per i capelli e mi tira la testa all'indietro. Dice... Dice che devono limitare i danni e sparargli. Parla di me. E Claudio dice: Bene, fallo allora. Poi... Poi....
S?
Maria grida a tutti e due di stare zitti. Claudio esce, infuriato. Maria si avvicina a Paolo e gli prende la pistola. Gli d un bacio. All'inizio penso che lo stia abbracciando, ma si sdraiano per terra e cominciano a fare la lotta. Fanno la lotta e si baciano.
E poi, Daniele?
Lei dice: Non davanti al ragazzino. Vanno nell'altra stanza, ma lasciano la porta aperta e io li vedo ancora. Si tolgono i vestiti. Fanno la lotta e si baciano di nuovo. Di colpo, Daniele si svegli. Scopano, disse, disgustato, con la sua voce normale. Come animali.
Ricordi altro?.
Daniele riflett, poi scosse il capo. Avverto delle ombre, qualcosa che vedo solo di sfuggita, ma  come se fossero ai margini del mio campo visivo. Quando cerco di afferrarle, spariscono.
Padre Uriel not la sinestesia usata dal ragazzo, oltre al fatto che pareva molto stanco. Come ho detto all'inizio, possono volerci diverse sedute prima di vedere l'efficacia dell'EMDR. Stai facendo dei buoni progressi.
Mi ha anche detto che questo era l'unico trattamento, ribatt Daniele. Ma non  cos, vero? Ho fatto qualche ricerca, ed esiste anche l'ECT, la terapia elettroconvulsivante o elettroshock.
L'uomo scosse la testa. Quella  considerata l'ultimissima risorsa nel mondo della psichiatria. Dare una scossa elettrica al cervello per provocare una crisi  come colpire con un martello un computer guasto....
I dottori non capiscono nemmeno come funziona l'EMDR.
Ma  una tecnica sicura. Mentre gli studi che puoi aver trovato sull'ECT e sull'amnesia sono poco pi che congetture. Visto che i pazienti che subiscono l'elettroshock mostrano quasi sempre una perdita temporanea della memoria, si teorizza che i ricordi bloccati possano tornare insieme agli altri. Ma finora  stato testato solo su una manciata di soggetti. La maggior parte delle commissioni etiche non  pronta a rischiare i potenziali svantaggi.
Daniele lo osserv con aria tranquilla. Se non mi far l'elettroshock, ci penser da solo.
Cosa vuoi dire?
Nel web invisibile ci sono dei siti dove si trovano tutte le informazioni. Anche se non vorrei dovervi fare ricorso. Preferirei farlo qui, in un ambiente medico.
Padre Uriel era cos arrabbiato che riusc a malapena a rispondere. Pensi di essere il primo paziente a fare dei giochetti mentali con me? Da qui sono passati uomini che avevano commesso atti malvagi oltre la tua comprensione. Non puoi manipolarmi, Daniele.
Non sto cercando di manipolarla, rispose lui in tono piatto. Ma sono determinato a provare ogni trattamento esistente.
Capitolo cinquanta
Holly prese di nuovo la macchina, diretta verso sud. Di solito quel viaggio le risollevava il morale, con le pianure del Po che lasciavano spazio alle alte montagne oltre Bologna e le piccole citt fortificate abbarbicate sui loro fianchi ripidi per proteggersi. Ma quel giorno vi fece appena caso. Pensava alle parole della madre. Autodin e OL9 e qualcosa che si chiamava tropo e che si rompeva sempre.... Avevano fatto riaffiorare ricordi mezzo dimenticati: conversazioni meno caute del solito tra suo padre e i suoi amici perch avvenute solo in presenza dei bambini.
Quando arriv a Camp Darby, nascosto tra i pini assonnati che si allungavano tra Pisa e il mare, al cancello mostr il suo tesserino CAC. Sa dove andare, signora?, le chiese il soldato di guardia in tono gentile.
Al centro di riciclaggio. Dritto fino alla spiaggia, poi a sinistra dopo i silos dei missili, giusto?
S, signora, le rispose, con il saluto militare.
Il centro di riciclaggio era un vasto hangar tra i pini. Cinque camion erano allineati con cura, ognuno parcheggiato con un angolo di quarantacinque gradi rispetto all'edificio.
Cosa vuole?, strill una voce sospettosa. Si volt e vide una figura brizzolata e zoppa che le andava incontro con passo pesante e severo, e i bottoni dell'uniforme tirati sul pancione. Al sergente maggiore Kassapian mancava circa un anno alla pensione, ma gestiva il centro di riciclaggio con rigore vecchio stampo. Signora, aggiunse, ripensandoci.
Sergente maggiore? Sono io, Holly Boland.
Be', lo so. La fiss con uno sguardo che conteneva l'accenno di un sorriso. Allora, cosa vuole?
Scavare un po' nella sua zucca, maggiore.
Lui grugn. Se avessi qualcosa nella zucca, sarei ancora qui?
Stiamo parlando di fatti avvenuti tanto tempo fa. Penso non ci sia nessun altro dei tempi di mio padre a cui chiedere.
No, nessuno, conferm. Accenn alle montagne di carta alte una decina di metri sparpagliate all'interno dell'hangar. Non vorr mica portarsi via un po' di quelle scartoffie, vero? Perch l'ultima volta che l'ha fatto sono finito nei guai.
Quello che cerco non  l dentro, gli assicur. Il fatto  che non so dove possa essere. Sto cercando dei registri, forse dei nastri, che mio padre ha messo in un posto sicuro.
L'uomo riflett un momento, ma Holly ebbe l'impressione che non stesse tanto scandagliando la propria memoria quanto dibattendo se dirle o meno qualcosa.
Scosse la testa. Non mi viene in mente nulla.
Lei disse curiosa: Cosa faceva di preciso qui a Darby mio padre? So che era a capo di un'unit che aveva a che fare con Autodin. Un nome in codice, presumo. Ma cos'era esattamente?.
L'uomo storse il naso. I ragazzi di oggi, pensate di sapere tutto ma non sapete niente. Autodin non era un nome in codice, era l'Automatic Digital Network, cio un sistema di comunicazione sicuro per tutte le forze armate americane. Quando ancora non c'erano le email e i computer erano grandi come un camion,  cos che facevamo girare le informazioni.
Come funzionava?.
L'uomo fece spallucce. Con le microonde, mi hanno detto. Non quelle dei forni, ma quelle che rimbalzano nel cielo. Se volevi mandare un telegramma sicuro, lo portavi al capanno e un operatore lo digitava al computer. Non c'erano satelliti n Internet allora, quindi passava tutto per il tropo.
Cos'era? Immagino che facesse parte dello stesso sistema.
Annu. Il troposcatter era il trasmettitore, quello che collegava tra loro ogni parte. Ogni base aveva un capanno e delle antenne.
Quindi mio padre avrebbe avuto accesso a tutti i telegrammi mandati da e a Washington? Anche quelli di altre basi?
Certo, dovevano passare da qui, rispose lui cauto. Qui c'era il capanno di inoltro dell'intero Paese. Ma non sto dicendo che lui li controllava. Perch avrebbe dovuto? Erano perlopi segreti.
Le tornarono in mente le parole della madre. Controllava i nastri, cos diceva. E la CIA? Anche loro usavano la stessa rete?
Certo. C'era un solo Autodin, e a gestirlo era l'esercito.
Ecco perch mio padre  stato coinvolto nella rete Gladio, comment lei pensierosa. Sovrintendeva al loro addestramento per le comunicazioni operative. Suo padre aveva ricoperto una posizione unica nel cuore della rete mondiale di comunicazioni clandestine degli Stati Uniti. Se avesse cominciato a scavare, di certo non gli sarebbe mancato il materiale in cui farlo. Cos' successo al sistema Autodin?  ancora in uso?.
Kassapian scosse il capo.  stato smantellato nel 2000. La maggior parte dei nostri si  stupita che fosse durato tanto, ma era stato costruito per resistere. Ormai lo si usava soprattutto per il backup, ma alla fine non valeva pi la pena di tenere in attivit la squadra di manutenzione.
Allora  andata anche l'attrezzatura?.
L'uomo esit di nuovo. Quasi tutta. Ci sono alcune cianfrusaglie in un hangar.
Posso dare un'occhiata?.
Si gratt la testa. Non vedo perch no. La accompagno.
Holly sarebbe volentieri andata a piedi, ma lui mont al volante di una pulitissima jeep dell'esercito.
Qui si fa perlopi stoccaggio degli armamenti, le raccont mentre guidava, indicando gli edifici lunghi e bassi che si estendevano a perdita d'occhio, mezzo nascosti tra i boschi. ICBM e munizioni da tenere al fresco. In questo momento abbiamo in frigo ottomila tonnellate di materiale altamente esplosivo. Ridacchi di fronte alla sua reazione. Dopo un po' ci si abitua. Se succede qualcosa qui, si calcola che l'esplosione sarebbe pi grande di Hiroshima. Ma non accadr, ci sono tante procedure che ci escono dalle orecchie.
Quanti ce ne sono?, gli chiese, allungando il collo per guardare.
Di hangar? Centoventiquattro. Si ricorda la guerra del Golfo? Tutti i missili e i proiettili sono usciti da l. Oltre a camion, razioni, materiali da costruzione, tende... La sfida  di essere in grado di mandare una squadra di cinquemila uomini in qualsiasi parte del mondo nel giro di quarantotto ore, con tutto il necessario per combattere una guerra. Fino alle mutande pulite. Eccoci. Si era fermato accanto a un hangar. Lasci il motore acceso, scese e apr le porte abbastanza da far passare la jeep.
All'interno, il pavimento reclinava verso il basso. Su entrambi i lati c'era una serie di container, alcuni coperti da teli. Kassapian si ferm e accese delle luci - file parallele di neon si fecero strada nell'oscurit come segnali luminosi lungo una pista d'atterraggio. L'uomo rimont sulla jeep e si avvi verso il retro dell'edificio.
Si fermarono accanto a una serie di bassi armadietti in metallo, alti come un uomo. Solo guardandoli con pi attenzione Holly vide che erano pezzi di vecchie attrezzature informatiche, con fili penzoloni dopo essere state strappate brutalmente da ovunque fossero state. Alcuni armadietti erano deformi e danneggiati, eppure chiss come le scatenarono un ricordo, un flashback di una vecchia visita sul luogo di lavoro del padre.
Sbatt le palpebre e il ricordo svan.
Non  qui, disse, frustrata. Qualsiasi cosa avesse trovato mio padre, l'avrebbe messa in un posto pi sicuro. Non ce n' nessun altro?.
Kassapian non rispose e si morse il labbro. Holly pens che anche prima aveva esitato. C', vero? Un luogo sicuro, a cui mio padre aveva accesso.
Be', c' il vecchio C3, ammise lui. Non dovevamo parlarne all'epoca, ma immagino che ora non ci sia niente di male.
C3? Un centro di Comando, Controllo, Comunicazioni?.
Sul viso largo dell'uomo comparve un accenno di sorriso. Allora non si  dimenticata tutto quello che le ha detto suo padre.
Non tutto. Ma dov'? Non qui intorno, giusto?. Nel corso della guerra fredda, i C3 erano situati in bunker a prova di bomba, diversi metri sottoterra.
L'uomo scosse il capo. Non qui, no. Il mare  troppo vicino e comunque volevano che fosse ben lontano dagli armamenti.
Uscirono dal campo e si diressero verso nord, sulla strada lungo la costa. C'erano moltissimi vacanzieri che mangiavano gelati e si portavano appresso bottiglie d'acqua. Era strano pensare che i turisti in costume camminassero incuranti a meno di due chilometri da ottomila tonnellate di materiale altamente esplosivo.
Ricordo che mio padre mi aveva portato in una stazione radio qui in zona, strill Holly oltre il rumore del vento mentre si immettevano in autostrada. C'erano appena un paio di capanni e delle enormi parabole. Ha detto che Marconi aveva mandato da l le prime trasmissioni radio.
Il sergente maggiore annu. Coltano. Le principali antenne per il tropo erano l, ma ora sta cadendo a pezzi.
Dopo una ventina di minuti, presero l'uscita per Pietrasanta e si inerpicarono quasi subito tra le montagne. Un camion li super rombando in direzione opposta, con il cassone pieno di pietre bianche. Marmo, spieg Kassapian, accostando per lasciarlo passare. Di buona qualit, a quanto pare. Michelangelo veniva qui quando voleva qualcosa di speciale.
Alla fine svoltarono su un sentiero senza alcun cartello che andava dritto verso il fianco ripido della montagna. Un tempo era stata una cava, ma ora solo una torretta di controllo militare, nascosta con discrezione rispetto alla strada, stava a indicare quale fosse il suo scopo pi recente.
Non so perch abbiano messo sotto naftalina questo posto, invece di smantellarlo come Soratte e West Star, comment l'uomo. Ogni qualche mese viene qualcuno ad assicurarsi che non siano entrati i tassi, ma ormai  a bassa manutenzione. Le pietre l sotto contrastano l'umidit. Forse  per questo che non l'hanno chiusa, o forse se ne sono solo dimenticati.
Davanti a loro c'era un hangar simile a quelli di Camp Darby, posto contro la montagna. Tuttavia, quando Kassapian estrasse una chiave e fece scorrere un poco la porta sui binari, Holly cap che la costruzione serviva solo a nascondere il vero ingresso del bunker, un disco rotondo di ferro a prova di esplosione e alto come un camion.
Malgrado il contrappeso, per aprirlo dovettero spingerlo entrambi con tutte le loro forze. Prendiamo la jeep, disse poi il sergente maggiore. Altrimenti ci vuole un po' ad andare in giro.
Risal sul veicolo e attese che lei lo raggiungesse. Per un momento, per, Holly rimase in piedi, a sbirciare incerta nella bocca scura del tunnel.
Che succede?.
Sono terrorizzata, avrebbe voluto dirgli. Non posso farlo. Si accorse di tremare. Proprio in una struttura sotterranea, con un ingresso molto simile a quello, un uomo con un'uniforme militare americana l'aveva spogliata e torturata, sul piano fisico, mentale e sessuale.
Kassapian grugn. Lei  un'ufficiale dell'esercito americano, vero, Boland? Perch le vedo bene le stellette sulle sue spalle. Non c' niente di cui aver paura laggi, se non qualche ragno. Si alz e si avvicin a una scatola di fusibili. Forse questo la aiuter. Le luci davanti a loro si accesero.
Mi scusi, sergente maggiore. Mi serviva solo un momento. Risal sulla jeep.
Pi si addentravano nella montagna, pi le luci si facevano frequenti. Superarono altre porte blindate a distanza di qualche metro le une dalle altre. Faceva freddissimo.
Era del tutto autosufficiente, s'intende, comment Kassapian. Aveva il suo impianto idroelettrico, le fognature, tutto quanto. E sopra di noi c' quasi un chilometro di roccia. I russi avrebbero potuto mandare Camp Darby all'altro mondo con una bella bomba atomica e questo posto sarebbe rimasto funzionante. Accenn a un tunnel laterale contrassegnato come ROOSEVELT DRIVE da un cartello mezzo staccato. Laggi ci sono i dormitori. Le gallerie delle talpe, cos li chiamavano. Duecento cuccette per seicento uomini.
E le famiglie? C'era posto anche per loro?.
Scosse la testa. Non c'era posto per chi non era necessario.
Holly pens a suo padre. Avrebbe potuto farlo, se gli fosse stato ordinato di recarsi laggi in caso di crisi nucleare? Avrebbe potuto dire addio alla moglie e ai figli - a lei - con fare deliberatamente noncurante, senza far capire loro che qualcosa non andava, per poi ritirarsi oltre le porte a prova di esplosione e aspettare che le radiazioni mortali avessero ucciso ogni essere vivente in superficie?
Probabilmente s. Un ordine era un ordine. E quale sarebbe stata l'alternativa? Morire con la propria famiglia invece che combattere il nemico sarebbe stata la peggiore negligenza.
Kassapian si ferm e spense il motore. Da qui in poi si cammina.
Attraversarono una porta a prova di esplosione pi piccola e superarono una nicchia con l'indicazione come DECONTAMINAZIONE/DOCCE. Alcuni contenitori in metallo aperti sul davanti contenevano file di tute e maschere contro le radiazioni. Il soffitto ormai era poco pi alto di quello di un sottomarino. Holly avvert un attacco di claustrofobia e le budella agitarsi per il panico.
 tutto nella tua mente. Come ha detto lui, sei un'ufficiale dell'esercito americano. Affronta la situazione.
Alle pareti c'erano altri cartelli mezzo staccati: MENSA su un lato e LATRINE sull'altro. Con sua gran sorpresa, c'era persino un piccolo barbiere con due poltrone e i rasoi elettrici ancora appesi in ordine ai ganci in metallo. A quanto pareva, persino durante un conflitto nucleare l'esercito americano non poteva tollerare i capelli lunghi.
Qui dentro, disse il sergente maggiore e apr una porta con la scritta COMANDO. All'interno, una galleria di osservazione si affacciava su una stanza con il soffitto altissimo. La parete pi lontana era dominata da un'enorme cartina del mondo, su cui erano indicate le citt principali e le basi americane. Di fronte a essa stavano quattro lunghe scrivanie, ognuna con dodici posti, tutti dotati di un pesante telefono di bachelite. Alcune scrivanie avevano degli schermi radar e dei vecchi monitor incorporati. Persino le sedie le ricordavano la sua infanzia: solide e dai braccioli larghi, richiamavano la presenza fisica di guerrieri grossi e massicci.
L'operatore Autodin sedeva l, ma l'attrezzatura era qui dentro. Dove stava suo padre.
Kassapian apr un'altra porta e accese la luce. La stanza era all'incirca di sei metri per nove, stipata delle stesse attrezzature informatiche che Holly aveva visto nell'hangar di stoccaggio. Ma se quelle erano smontate, abbandonate e con i cavi penzoloni, queste erano state lasciate in ordine, pronte per essere usate. Holly si aspettava quasi che il sergente maggiore premesse un altro interruttore e tutti i ripetitori, i mangianastri e gli schermi catodici si mettessero silenziosamente in moto, riempiendo il locale del brusio tranquillo e deciso del combattimento.
Funziona ancora?, s'inform.
L'uomo fece spallucce. Credo di s. Se riesce a capire come si accende questa macchina del cavolo.
Su una scrivania c'era una pila ordinata di manuali operativi. Holly prese il primo e lo apr.
Le strutture del circuito Autodin sono costruite secondo il protocollo ROSSO/NERO, per cui le linee di dati non criptati (ROSSO) sono fisicamente separate dai circuiti criptati (NERO). Un tipico circuito di dati  connesso dall'Unit di Accumulo e Distribuzione al pannello ROSSO nel Controllo Tecnico.
Non ci avrebbe mai capito niente. E poi pareva che ci volesse un piccolo esercito di tecnici per far funzionare quell'apparecchio.
Una porta con la scritta RICERCA NASTRI conduceva a una piccola nicchia laterale, con le pareti ricoperte di scaffali di bobine, nastri e floppy disc.
Questa  la camera di sicurezza, spieg Kassapian, seguendola all'interno. Un po' come la cartella dei Messaggi inviati, ma probabilmente con una capacit di memoria di gran lunga inferiore. Si faceva in automatico una copia di ogni messaggio cos, se andava perso, l'operatore poteva ritrovarlo qua sotto e mandarlo di nuovo.
Holly osserv le lunghe file di scatole. Alcune avevano delle etichette con i nomi di missioni di molto tempo prima. Operazione Fuoco d'Angelo, Operazione Croce di Montagna, Operazione Mare Libero...
 questo il luogo pi sicuro, no?, chiese, quasi a se stessa. Sicuro da un attacco nucleare ma, soprattutto, da chiunque venisse a cercare. Le persone che sapevano dell'esistenza di questa struttura si contavano sulle dita di una mano. Se mio padre doveva tenere nascosto qualcosa,  qui che l'avrebbe portato.
Kassapian fece spallucce. Magari.
Holly continu a scrutare sugli scaffali. Operazione Strada Incavata, Operazione Mare Aperto.
E poi la vide.
Operazione Terra Isterilita.
E, come se suo padre fosse l alle sue spalle, ud la sua voce, che recitava i versi di Kipling:
Citt, troni e potenze
durano, agli occhi del tempo,
un po' pi a lungo dei fiori
che muoiono ogni giorno:
ma come spuntano poi nuove gemme
per rallegrar nuove persone,
cos dalla terra battuta e isterilita
risorgono le citt.
Prese la scatola. All'interno c'erano una bobina di nastro magnetico e sei floppy disc da otto pollici.
Qualsiasi cosa suo padre avesse voluto osservare a costo della sua stessa vita, ora lei ce l'aveva tra le mani.
Stavano tornando alla jeep quando Holly ud un fragore attutito riecheggiare nei corridoi. Kassapian le rivolse un'occhiata di traverso. Dei tassi, probabilmente.
Un altro rumore, pi forte questa volta. Un tasso che apre le porte in acciaio? Io non credo. Acceler il passo. C' un altro modo per uscire?.
L'uomo fece spallucce. In teoria. Queste gallerie passano attraverso la montagna.
Perch in teoria?
Nessuno avr usato le uscite secondarie da un bel pezzo. Magari le hanno saldate quando hanno chiuso questo posto. Agit la mano con fare sprezzante in direzione del rumore. Probabilmente qualcuno ci ha visto dalle telecamere di sicurezza e ha pensato fosse meglio venire a controllare. Ci parleremo.
Udirono l'ennesimo rumore, poi un altro ancora. No!, disse lei. Non posso correre questo rischio.
Il sergente maggiore aggrott la fronte davanti a tanto nervosismo. Dovremmo farci dare il permesso se vuole portare via quei dischetti. Bisogner firmare qualcosa.
Holly lo guard. Sui sessant'anni, non si limitava di certo in fatto di pizza e birra. Era troppo orgoglioso per ammetterlo, ma non era in condizione di combattere. Avrebbe preferito l'opzione pi facile e seguito le regole.
Sergente maggiore Kassapian, disse lei, in tono disperato, che uomo era mio padre?
Be'..., riflett. Ted era affidabile. Uno dei migliori.
Ha nascosto questi dischetti perch non voleva che nessun altro li trovasse. E adesso ce li ha sua figlia. Pensa che se fosse qui, vorrebbe che andassimo a parlare con chiunque ci sia laggi? Oppure direbbe: Provate a uscire dall'altra parte?.
L'uomo sospir. Sono troppo vecchio per cacciarmi in situazioni del genere.
Allora ne stia fuori, disse lei, e si diresse alla jeep. E ho la netta sensazione che il modo migliore per farlo sia di uscire da qui prima che chiunque sia ci trovi.
Percorsero un altro lungo tunnel. Essendo rimasto in disuso per molto tempo, l'aria era stantia e delle ragnatele sfioravano il viso di Holly.
Alla fine raggiunsero un'altra porta a prova di esplosione. Non pareva chiusa a chiave, ma non riuscirono ad aprirla nemmeno in due.
Usiamo la jeep, propose lei.
Kassapian scosse il capo. Non posso rischiare di graffiare il paraurti.
Nel profondo delle gallerie alle loro spalle si ud il rombo di un veicolo. Mi dispiace se le faranno una ramanzina, sergente, disse Holly, mentre saltava al posto di guida. Dia la colpa a me, ok?.
Gir la jeep verso la porta e diede gas. Le ruote posteriori girarono a vuoto e dal tubo di scappamento usc del fumo oleoso.
Se proprio deve farlo, almeno lo faccia bene, strill Kassapian oltre il frastuono, con un cenno. Metta la trazione integrale e poi la prima.
Holly obbed e riprov. La porta ruot sui cardini arrugginiti e si apr.
Le donne al volante. Le ragazze al volante. Mi manca un anno alla pensione, e guarda in cosa vado a cacciarmi, borbott mentre saliva accanto a lei. Vale a dire, se non mi toglieranno la mia cavolo di pensione.
Alla base, Holly rimont sulla propria auto e lasci Kassapian a lamentarsi con le sue montagne di carta a brandelli, non prima per di averlo messo in imbarazzo con un grosso abbraccio.
Se lo stava immaginando, oppure la guardia che stava passando il suo tesserino per farla uscire dal cancello principale ci stava mettendo qualche momento in pi del necessario? Forse aveva girato la testa un attimo perch sul suo schermo era comparso un messaggio, per poi voltarsi di nuovo verso di lei e farle il saluto militare, con espressione impassibile?
Ripercorse la strada lungo la costa verso casa, tenendo d'occhio lo specchietto retrovisore. Prese la A12 verso La Spezia e poi la A15 verso l'interno.
Vari costantemente la velocit, per poter capire se qualcuno la stesse seguendo. Pi volte le parve di essere pedinata, ma poi l'altra macchina si allontanava o la superava.
Il che significava che era solo paranoica o che a seguirla erano dei professionisti. Non che dei veri professionisti avessero bisogno di pedinarla. Sapeva che non avrebbe mai potuto vedere i droni partiti da Sigonella o Aviano, che solcavano il cielo a tremila metri d'altezza, e ancora meno i satelliti Atlas V e Delta IV, in orbita a diversi chilometri di altezza.
Nei pressi di Venezia, si ferm in una stazione di servizio e prese il cellulare. Con sua sorpresa, Daniele rispose subito.
Posso venire da te? C' una cosa che devo farti vedere.
Ok.
Lui termin la conversazione senza salutarla e, questa volta, di certo non fu solo la sua immaginazione a sentire un'eco della voce di Daniele debole come un sussurro, che rimbalzava dall'altra parte del mondo: il rumore dei satelliti su una linea scollegata.
Capitolo cinquantuno
Daniele la ascolt, aggrottando la fronte di tanto in tanto. Quando Holly concluse, lui allung la mano. Dammi il telefono.
Glielo pass e lui tolse la batteria.
Anche il tesserino CAC.
Li avvolse entrambi nella carta stagnola e si avvi al frigorifero, dove li sistem nello scomparto freezer. Vieni con me.
Di sopra, scolleg la televisione, poi and al computer e apr il router.
Cosa stai facendo?
Spengo il Wi-Fi. Fa' lo stesso a casa tua. E procurati dei cellulari usa e getta, ci sono dei chioschi a Santa Lucia dove puoi comprare delle SIM prepagate senza che ti facciano domande. Hai mai lasciato il cellulare incustodito?.
Holly riflett. Non credo.
Be',  gi qualcosa. Ma in realt comunque non serve pi il cellulare fisico. L'NSA ha uno spyware che si chiama DROPOUT JEEP e gli consente l'accesso remoto a ogni applicazione del tuo iPhone. Possono accendere la videocamera e attivare il microfono anche se non stai telefonando, e leggere le tue email e i messaggi o persino localizzarti tramite il GPS.
Allora sar meglio che non ne compri un altro.
N un Android o un BlackBerry. Se  uno smartphone,  probabile che sia da stupidi prenderlo.
Cosa pu esserci di tanto importante per loro su quei dischetti?
Non lo so. Se avessi un floppy drive potrei leggerli, ma sfortunatamente non ne vedo uno da decenni.
Non c' modo di procurarcelo?
Proviamo su eBay. And al PC e fece una ricerca. Ce ne sono in giro ancora alcuni di seconda mano, le rifer. Sono straordinari i prezzi che hanno questi vecchi aggeggi.
E il nastro?
Per quello potrebbe essere pi difficile, per immagino che i floppy contengano le stesse informazioni. Avr fatto una copia con ogni supporto, per sicurezza. Ma tieni presente che il materiale magnetico si deteriora nel tempo. I dischetti potrebbero essere compromessi o il loro contenuto potrebbe essere criptato. Non abbiamo certezze.
Daniele le pareva diverso dall'ultima volta che l'aveva visto: il suo modo di parlare era pi fluente e lo sguardo meno evasivo. La cosa la colp. Come vanno le sedute con padre Uriel?, gli chiese.
Lui fece spallucce. L'ho convinto a farmi l'elettroshock.
Lo fiss a bocca aperta. Non  una pratica piuttosto... barbara?
Solo nei film, rispose lui con calma. Ormai viene fatto con l'anestesia, e ci vanno piano con la corrente.
Non mi pare comunque una terapia a cui si dedica di solito padre Uriel.
Non lo . Non le spieg come era riuscito a persuadere lo psichiatra.
Devo andare. Holly and alla finestra. Guard la calle sotto di s e vide un mendicante in un portone, con il cappuccio calcato in testa. Un drogato, a quanto pareva.
Le torn in mente il giovane nel parcheggio multipiano vicino a casa sua.  lo stesso ragazzo, disse, piano.
Chi?.
Glielo indic. Non potrei dimenticarlo, gli ho quasi spruzzato in faccia lo spray al peperoncino.
La guard. Puoi restare qui se vuoi. In realt, mi piacerebbe.
Holly esit. Certo, non le andava di stare da sola e, dopo aver affrontato la propria paura all'ingresso del bunker, ora si sentiva pi pronta per quella proposta rispetto agli ultimi mesi. Ma per esperienza sapeva anche che con Daniele non si poteva sempre fare affidamento su deduzioni o supposizioni. Tanto per essere chiari, se resto... mi stai chiedendo di venire a letto con te?.
Lui riflett. Penso che ti farebbe bene se accettassi.
Holly scoppi a ridere. Conosci delle frasi grandiose per rimorchiare, sai?.
Daniele pareva confuso. Perch? Mi sbaglio?
No, disse lei. Probabilmente hai ragione.
A poco pi di sei chilometri di distanza, a Mestre, Cate aveva male al braccio a furia di mescolare olio d'oliva e merluzzo a pezzi. Aveva gi preparato le seppie in nero, tagliate a fettine sottili e cotte nel proprio inchiostro con cipolla, vino bianco e aglio. Ormai ribollivano a fuoco lento da quaranta minuti, quasi da quanto rimestava il baccal.
Chiss cosa voleva dire, si chiese, il fatto che stesse cucinando per Flavio i due piatti che per lei meglio incarnavano la cucina veneziana della sua infanzia.
Certo, il baccal non veniva dalla laguna ma dall'arcipelago norvegese di Lofoten, nel circolo polare artico, dov'era catturato e poi appeso a essiccare alla fresca brezza estiva. Ma i veneziani erano commercianti sin da quando erano pescatori, e non c'era pietanza pi tradizionale in citt del baccal mantecato. L'aveva gi fatto bollire nel latte per ammorbidirlo e ora doveva amalgamarlo con l'olio di oliva, una goccia alla volta, come se stesse facendo la maionese. Di solito usava uno sbattitore elettrico, ma le donne pi tradizionaliste come sua nonna insistevano che un cucchiaio di legno fosse meglio.
Avrebbe detto a Flavio di aver usato lo sbattitore, cos non si sarebbe aspettato che lo preparasse sempre con un cucchiaio. E poi, se avesse pensato che le era venuto tanto bene con lo sbattitore, non l'avrebbe assillata perch lo facesse nel modo che richiedeva pi tempo.
Sorrise al pensiero di ingannarlo cos in fatto di cucina. La vita insieme - non riusciva ancora a usare la parola matrimonio - sarebbe stata un continuo scontro tra i loro caratteri ma anche un incontro di volont. Si accorse di assaporare la prospettiva di scontrarsi con lui quasi quanto non vedeva l'ora di lasciarsi amare. E di quanti uomini lo si poteva dire?
Guard l'orologio: era mezzanotte passata. Flavio le aveva telefonato prima per avvisarla che avrebbe lavorato fino a tardi. Sta andando bene, le aveva detto. Ho sviluppato qualche pista parallela. Questa va dritta al cuore del potere, Cate. Ci sono delle persone importantissime che avevano un buon motivo per assicurarsi che Tignelli fallisse.
A Roma?, aveva chiesto lei, in tono dolce. Da quando aveva scoperto il cadavere devastato nella peschiera, mangiucchiato dalle anguille, si era posta la domanda pi importante per un investigatore: cui bono? Chi traeva i vantaggi maggiori dalla morte di Tignelli? E la risposta, di certo, era da cercare dove Vivaldo Moretti le aveva detto, nel corso del pranzo al ristorante La Colomba. Se Tignelli fosse riuscito a togliere la ricchezza del Veneto dalle casse italiane, il Paese avrebbe dichiarato bancarotta. Dubitava che un ministro o un ufficiale governativo avessero dato un ordine diretto su una simile questione, ma l'omicidio di Tignelli aveva tutti i segni tipici di un sovvertimento da parte dello stato profondo, l'alleanza indistinta e mutabile tra politici, servizi segreti, industriali e impiegati venduti per i quali potere e corruzione erano due facce della stessa medaglia. Con un unico proiettile, l'Italia era stata salvata, ed era forse proprio quella la vera ironia: l'intera massa corrotta era stata difesa dal mancato ripulitore che, comunque, non era n meglio n peggio degli altri.
Non proprio. Non posso parlarne al telefono. Ti racconto quando ci vediamo, le aveva promesso.
Metter il cibo in tavola a mezzanotte e dieci, non un minuto pi tardi.
Lui aveva riso. Allora sar meglio che non faccia tardi, no?.
Di solito il baccal veniva servito con della polenta abbrustolita o del pane, ma quella sera aveva deciso di farlo alla maniera istriana, accompagnato da fettuccine, acciughe a pezzetti e una manciata di briciole di pane. Sua nonna preparava sempre quel piatto la vigilia di Natale, quando festeggiavano prima del gran giorno.
Apr una bottiglia di Tocai freddo e assaggi un'ultima volta il pesce. Perfetto, pens con soddisfazione. Il telefono vibr e, con un'occhiata allo schermo, vide che lui le aveva mandato un messaggio.
Sar da te tra due minuti.
Canticchiando, riemp una pentola di acqua per la pasta e poi and alla finestra. La macchina di Flavio aveva appena imboccato la sua via. Cate lo osserv mentre scendeva ed ebbe un sussulto al cuore. Lui si chin per parlare con la guardia del corpo e diede un colpo al tettuccio della macchina per indicargli di partire pure.
Sembra pieno di energie, non stanco, pens lei.  stata una giornata buona. Ma mentre il pensiero si formava nella sua mente, la strada fu illuminata da un gran bagliore. All'inizio non cap cosa l'avesse provocato - un lampo? Il flash di una macchina fotografica? - ma, mentre ci pensava, ud il rumore: un boato dovuto alla pressione, come l'acqua che schizza fuori da una trivellazione, che la colp alle guance e al plesso solare, seguito da una brillante fiammata arancione che si lev verso l'alto dal tettuccio divelto della macchina, come una medusa selvaggia e mostruosa. Cate si accorse a malapena del metallo che volava in aria fischiando. Tutt'intorno, le finestre si ruppero, liquide come cascate: il vetro davanti a lei and in frantumi per un pezzo di asfalto che sfrecci oltre la sua testa, conficcandosi nella parete alle sue spalle. Per strada le auto finirono le une sopra le altre, alla rinfusa. Per un attimo pens che dovesse esserci stato un incidente, una collisione, ma quando il denso anello di fumo nero si dirad, vide che i veicoli posteggiati in fila erano solo stati sbalzati via dalla forza dell'esplosione. Dove prima c'era Flavio, dove c'erano la macchina, le guardie del corpo, tutto: il mio amore, la mia vita, adesso c'era solo un cratere. Alcuni detriti piovevano ancora dal cielo rimbalzando sui tettucci delle macchine e sugli edifici; dopo di che, nel silenzio fischiante delle sue orecchie momentaneamente sorde, rimase solo la cenere grigia e bella, che copriva leggera l'intera scena come fiori di ciliegio che cadono dall'albero per il forte vento.
Capitolo cinquantadue
E poi, subito dopo, ci fu un gran caos. La strada si riemp di gente, corsa gi dal letto per dare una mano. C'erano almeno una decina di feriti, soprattutto negli appartamenti a piano terra, raggiunti nel sonno da frammenti di vetro. Partirono gli antifurti delle auto e poi arrivarono le sirene: i carabinieri, la polizia, i vigili del fuoco e le ambulanze.
Cate non si ricordava di aver sceso di corsa le scale. Si ritrov a vagare per la strada avanti e indietro, stordita, in cerca del suo corpo, o di quel che ne restava, qualsiasi cosa. Si concentr su quel compito come se ne andasse della sua vita. Devo stringerlo. Trov una scarpa Corvari da uomo, con la suola appena usurata, sbalzata via dall'esplosione. E poi, dopo qualche minuto, vide la sua gamba, curva sotto una macchina parcheggiata, con il piede scalzo. Si pieg per tirarli fuori, aspettandosi il peso del corpo, ma la gamba usc senza problemi, attaccata al nulla, e lei si sedette, sorpresa.
La stringeva ancora, cullandola come se fosse un bambino, quando arrivarono i soccorritori e con delicatezza cercarono di levargliela.
No!, strill, o ci prov almeno. Aiutate prima i feriti. Dalla sua bocca non usc nulla. Ma forse a non funzionare erano le sue orecchie, non la voce, perch vide muoversi la bocca dell'uomo che diceva che si stava gi occupando di un ferito: lei.
Si lasci pulire il sangue di un taglio sotto l'orecchio di cui non si era nemmeno accorta e si lasci mettere una fasciatura provvisoria. Chiuse gli occhi, invasa da un immenso senso di stanchezza e stordimento.
 morto.  morto.  morto.
Il dolore la colp come una martellata e con la sua enormit spazz via quel che restava dell'adrenalina. Quando dieci minuti pi tardi tornarono a prenderla per portarla in ospedale, lei era ancora attaccata alla gamba, ondeggiando avanti e indietro, come se volesse farla addormentare. Continu a stringerla a quel modo fino al pronto soccorso, quando alla fine perse i sensi.
A un certo punto della notte vennero per la sua dichiarazione. Due carabinieri, un colonnello e un sottotenente donna. Cate non li conosceva, ma loro sapevano chi era lei, e che Flavio Li Fonti era stato il suo amante.
Lo stava aspettando, le chiesero in tono gentile ma fermo. Era gi venuto prima nel suo appartamento. Quanto spesso. Quanto si era trattenuto. Volevano date e orari, ma il dolore e lo shock avevano annullato ogni sua capacit di ricordare.
Dopo si addorment. Al suo risveglio, ringrazi l'infermiere per averle dato qualcosa, ma l'uomo scosse la testa. Non le ho dato niente.  solo la natura che fa il suo corso.
Si sentiva gli arti e il cervello in pappa.
Per mezzogiorno le dissero che poteva andarsene. Ma non nel suo appartamento, ovviamente ancora sigillato: una squadra della sezione esplosivi stava cercando dei frammenti. Sperava che qualcuno avesse spento l'acqua della pasta. Ormai doveva essere evaporata tutta.
Al pensiero della cena che non avrebbe mai pi fatto con lui - al pensiero delle centinaia, migliaia di cene che non avrebbe pi cucinato n condiviso - alz il viso al soffitto e gua come un cane.
Gli infermieri la lasciarono sfogare e, quando si calm, le chiesero cortesemente se avesse qualcuno con cui stare.
Non aveva nessuno.
C' una persona che la aspetta, le dissero. Un carabiniere. Non  voluto entrare prima, insieme agli altri.
Era Aldo. Lei si strinse al suo petto robusto e pianse ancora, finch, cos come erano venute, le energie la abbandonarono e croll di nuovo.
Puoi venire con me, se vuoi, si offr lui, con gentilezza.
Lei scosse il capo. No. Avvert la vaga sensazione che non fosse giusto. Grazie, ma devo stare da sola.
Capitolo cinquantatr
Holly accompagn Daniele all'Istituto Beata Cristina l'Ammirabile. La suora alla reception li indirizz in un ambulatorio, dove diedero a Daniele un camice operatorio e gli inserirono una flebo nel dorso della mano. Solo allora comparve padre Uriel, cupo in volto.
Come sapete, ho seri dubbi su questa procedura. Tuttavia, ho consultato la mia commissione etica e hanno deciso che, quando un paziente minaccia di farsi del male, allora  ragionevole concedergliela, purch comprenda appieno i rischi che comporta.
Holly rivolse a Daniele un'occhiata confusa. Non le aveva detto nulla sul fatto di farsi del male, ma ora il ragazzo annuiva con aria calma.
Padre Uriel prese a spiegare quali fossero i rischi. In seguito all'attacco convulsivo, potresti soffrire di indolenzimento muscolare. Potresti subire la dislocazione della mascella o delle spalle. Potresti sentirti disorientato o confuso fino a una settimana. Pi nello specifico,  molto probabile che soffrirai di un'amnesia, che potrebbe durare qualche ora o qualche giorno. Nei casi pi estremi, per mesi. Si interruppe. Potrebbero sopraggiungere anche effetti collaterali pi significativi. Prima di tutto, l'attacco potrebbe diventare permanente, quello che chiamiamo stato epilettico. In questo caso, il rischio di mortalit  intorno al venti percento. In secondo luogo, potrebbe influenzare il tuo cervello in altri modi, pi imprevedibili. Un piccolo numero di pazienti sottoposti a elettroshock sviluppano problemi cognitivi....
Aspetti un attimo, si intromise Holly, allarmata. Con problemi cognitivi intende danni cerebrali?
Sta cercando di farci paura, disse Daniele, calmo. Non preoccuparti. Ho fatto delle ricerche sui rischi. Prese il modulo per il consenso dalle mani del padre.
E sei sicuro di volerlo fare?, chiese Holly.
Qualsiasi cosa mi sia capitata in quella stanza, devo farla finita. La guard e si sforz di sorriderle. Una parte di me  ancora bloccata, Holly. Voglio essere libero.
Lo condussero via su una sedia a rotelle. Anche se Daniele le aveva detto che non funzionava pi come nei film, Holly non pot fare a meno di immaginarselo su una sedia elettrica, con un pezzo di gomma tra i denti e il corpo scosso dagli spasmi, mentre la corrente gli mandava in sovraccarico il cervello.
Per distrarsi un po', usc e accese il telefono. C'erano due messaggi di Aldo Piola. Aggrott la fronte: non parlava con l'ex amante di Cate da molti mesi, da quando lui era stato a capo della squadra che l'aveva salvata nelle cave di Longare.
Ti prego, chiamami.  urgente.
Fece il suo numero. Aldo? Cosa c'?
Non hai sentito?
Cosa?. La paura le chiuse lo stomaco. Cate sta bene?
S, ha preso un colpo in testa, ma solo superficiale. Per Flavio  morto. L'hanno fatto saltare in aria sotto l'appartamento di Cate e lei ha visto tutto.
Oddio... Dov' adesso?
Non lo so. Qualcuno deve stare con lei.
La trover, gli promise. Chiuse la conversazione e torn dentro.  gi in sala postoperatoria?, domand all'infermiera.
La suora scosse la testa. Non ancora.
Holly era combattuta. Daniele si aspettava di trovarla al suo risveglio, ma a prendersi cura di lui c'erano infermieri e dottori, mentre Cate vagava per le strade di Venezia confusa, da sola.
Pu riferirgli un messaggio da parte mia quando si sveglia?.
Cate and alla sua scrivania a campo San Zaccaria. Not le occhiate sorprese dei colleghi, ma le ignor.
Il sottotenente Panicucci le si avvicin. Capitano...  sicura di dover stare qui?
Dove altro dovrei stare?, ribatt lei in tono secco. Voglio un aggiornamento completo. Su tutto. Controll le email. Con sua sorpresa, ce n'erano pochissime: era passata una sola notte da quando le aveva guardate. Un intervallo di tempo tanto breve, eppure pareva un'eternit. L'ultima volta che le ho controllate, pens, lui era vivo.
Di colpo le parve impossibile che fosse morto.
'Fanculo!, strill. 'Fanculo! 'Fanculo a tutto!.
La parte del suo cervello che aveva sofferto della commozione cerebrale cercava di farle continuare la sua vita normale, ma la semplice verit era che adesso non aveva pi nulla di normale. Niente sarebbe pi stato lo stesso.
Ha ragione, disse a Panicucci, sconfitta. Non dovrei stare qui.
Holly la trov seduta su una panchina sulla riva, a fissare la laguna. A un centinaio di metri di distanza, una gigantesca nave da crociera scivolava piano verso il Tronchetto, svettando sulle pilotine e con i ponti superiori illuminati dai flash delle macchine fotografiche. Cate la osservava senza vederla.
Dovevamo sposarci, sussurr a Holly mentre si sedeva.
Lo so. Holly le prese la mano e rimasero sedute a lungo, in silenzio, in un luogo che le parole non potevano raggiungere.
Capitolo cinquantaquattro
Nel periodo seguente, Holly si divise tra i suoi amici, nel tentativo di prendersi cura di loro come meglio poteva. Daniele, disorientato e chiuso in se stesso dopo l'elettroshock, e Cate, che passava da uno stato letargico a uno maniacale mentre si sforzava di assimilare la morte del suo uomo.
Purtroppo, Daniele non si era ricordato nulla del suo rapimento. Anzi, pareva essersi dimenticato persino perch si era sottoposto a quel trattamento o le conversazioni avute con Holly nei giorni che l'avevano preceduto.
E, se si ricordava di essere andato a letto con lei quella notte o della lunga conversazione sussurrata che ne era seguita, non lo dava a vedere.
Un'inchiesta sulla morte di Flavio fu aperta e immediatamente sospesa. La moglie era rientrata da Londra, dove viveva con i figli, e in un'intervista a un giornale aveva detto di voler restare in Italia per sempre. Cate non aveva alcun desiderio di incontrarla.
Venne convocata dall'altro pubblico ministero, Benito Marcello, che esord dicendole quanto fosse dispiaciuto per la sua perdita. Poi le chiese di firmare la trascrizione della dichiarazione che aveva rilasciato agli investigatori nelle ore successive all'esplosione.
Cate prese il foglio e lo lesse. Dalla dichiarazione, e dal rapporto che la accompagnava, era chiaro che l'avvocato Li Fonti aveva fatto visita al suo appartamento pi spesso e con pi regolarit di quanto concesso dai protocolli di sicurezza. A quanto pareva, una delle guardie del corpo aveva protestato al riguardo con il collega appena pochi giorni prima della strage, dicendo che avrebbero dovuto segnalare la situazione ai loro superiori. Era l'uomo morto insieme a Flavio.
Stando al rapporto, l'esplosione era partita da un cassonetto per la raccolta della plastica nella sua strada, dove erano state rinvenute tracce di esplosivo C4. Una fila di cassonetti simili era stata usata per creare una specie di piazzola di sosta tra le auto parcheggiate: un posto logico dove accostare per lasciare scendere una persona.
Danno la colpa a me, pens Cate.
Ma, con uno shock improvviso, cap che avevano ragione. Non solo Flavio aveva rivisto i protocolli di sicurezza per lei, ma i loro messaggi e le telefonate erano stati pieni di appuntamenti e luoghi.
Cosa farai ora?.
Torno a Venezia. La polizia qui pu seguire le piste rimaste.
E poi, ancora peggio:
Metter il cibo in tavola a mezzanotte e dieci, non un minuto pi tardi.
Allora sar meglio che non faccia tardi, no?.
E infine, quando la macchina aveva imboccato la sua strada: Sar da te tra due minuti.
Ho aiutato a ucciderlo, pens. Ho partecipato quanto chi ha messo la bomba.
 una sfortuna, disse Marcello, che un uomo consapevole del rischio di essere ucciso da una spietata organizzazione criminale si sia permesso di diventare tanto disattento. Le scrut il corpo. Ma forse non  inspiegabile. Un uomo si stanca di certi limiti, di stare solo, e si lascia coinvolgere in situazioni imprudenti, persino spericolate.
Nel capire cosa stesse cercando il pubblico ministero, il senso di colpa si trasform in rabbia. Aspetti un attimo. Organizzazione criminale? Sta dicendo che  stato ucciso dalla mafia?.
Parve sorpreso. Certo. Lo seguivano da anni.  proprio per questo che aveva delle guardie del corpo. La guard con aria interrogativa. A meno che lei non abbia altre prove di cui l'inchiesta dovrebbe tenere conto.
Questa va dritta al cuore del potere, Cate. Ci sono delle persone importantissime che avevano un buon motivo per assicurarsi che Tignelli fallisse.
E prima, quando lei l'aveva chiamato dalla Sicilia:
Non sto dicendo che la tua amica abbia ragione e che dipenda tutto da una colossale cospirazione che va avanti da cinquant'anni, ma sembra che ci siano un sacco di persone che pensano di poter semplicemente serrare i ranghi e rifiutarsi di parlare con noi.
Cate scosse il capo. Niente.
In base alle procedure esistenti, devo trasferire alla DIA l'indagine sulla morte dell'avvocato Li Fonti, prosegu lui. Subentrer un pubblico ministero con appropriate misure di sicurezza.
E l'indagine a cui Flavio stava lavorando?
Anche quella passer a un altro pubblico ministero. Ma a ogni modo pare che la pista sia fredda. Se davvero c' stato un complotto terrorista,  stato sventato. L'eccellente lavoro che lei stessa ha svolto in Sicilia, a quanto ho capito, porta a concludere che il sospettato abbia lasciato l'Italia via mare, senza dubbio nella speranza di evadere i controlli pi severi negli aeroporti. Abbiamo allertato le autorit internazionali del caso, ma non  pi un problema del nostro Paese.
 cos che funziona, pens Cate. Se vengono ammazzate abbastanza persone, alla fine chi resta recepisce il messaggio.
Stavano impacchettando tutto e mettendolo nei fascicoli. E l sarebbe rimasto, accanto a quelli irrisolti con i dettagli della storia italiana oscura e nascosta.
Disse a voce alta: Lui non ha mai avuto troppa paura di indagare.
Marcello annu. Certo. Era un pubblico ministero coraggioso e determinato che mancher molto a chiunque abbia collaborato con lui.
A differenza di lei, intendevo, ribatt Cate in tono cortese.  terrorizzato, vero? Sotto a quel bel completo sta tremando e sudando per la paura. Si alz. Sa cosa mi ha detto Flavio poco prima di morire, avvocato? Mi ha detto: La legge  tutto quello che abbiamo. Ma fino a quando alla gente come lei non cresceranno le palle, non abbiamo neppure quella.
Capitolo cinquantacinque
Erano seduti nella stanza della musica a Ca' Barbo. Cate, Daniele e Holly. E tutti, per motivi diversi, si sentivano profondamente sconfitti.
Holly ripens a quando in passato tutto era parso perduto: era sempre stata Cate, con la sua energia e il modo di fare autoritario ma affabile, a risvegliarli dallo scoraggiamento assegnando loro dei compiti. Ma ora pareva a pezzi.
Tocca a me adesso, pens Holly.
Si rivolse a Daniele. Posso prendere in prestito una lavagna?.
Con la mano, lui accenn a quelle appese alle pareti, coperte di formule matematiche. Fa' pure.
Scriver ci che sappiamo, disse mentre ne puliva una. Magari uno di noi riuscir a notare qualcosa che agli altri  sfuggito. Useremo il rosso per Carnivia, il blu per mio padre e il verde per il complotto terrorista. Ok?.
Forse se l'era immaginato, ma le parve di udire un debole sospiro da parte di Cate.
Comincio io, si offr, e si mise a scrivere. Credo che mio padre sia stato messo a tacere da alcuni massoni corrotti che avevano fatto parte della rete Gladio, gestita dalla NATO. Stando a Gilroy, lui aveva chiesto a pap di scoprire qualcosa di pi ma, secondo il sergente maggiore Kassapian, mio padre aveva fatto delle copie dei telegrammi segreti spediti da e verso Washington. Il perch non lo so ancora, e non posso leggerli finch non arriver il floppy drive che abbiamo comprato su eBay. Cate?.
Con una certa riluttanza, lei prese il pennarello verde e si alz. Ho cominciato indagando sull'omicidio di un banchiere che aveva tradito con i servizi segreti i piani dei suoi amici massoni per rendere indipendente il Veneto. Il Grande Maestro, il conte Tignelli, stava finanziando un attacco terroristico a opera di un hacker jihadista, ma pare che sia stato sventato.
Aspetta un attimo, si intromise Daniele, alzando lo sguardo. Hai detto un hacker jihadista?.
Cate annu. Giusto. Era iscritto a un istituto tecnico di Palermo. Anche se non ho idea del perch, visto che era di gran lunga pi bravo degli altri studenti. In ogni caso, pare che abbia lasciato illegalmente il Paese....
 quello che ha creato il virus di Carnivia, la interruppe Daniele. Dev'essere lui. E non  vero che l'attacco  stato sventato. Tra poco pi di ventiquattro ore, ne lancer uno coordinato nell'Internet delle cose tramite una botnet di utenti di Carnivia. Sar come centomila Frejus allo stesso tempo.
Aspetta, disse Cate, cercando di capire. So che si dice che quanto  successo al traforo potrebbe essere stata opera di un hacker, ma cos' questa storia di una botnet?.
Daniele le raccont del virus su Carnivia e della data zero in cui si sarebbe attivato, a mezzanotte del giorno dopo.
Puoi evitarlo?, gli chiese Cate quando lui ebbe finito.
Non senza violare il mio stesso sistema di cifratura, che ho progettato appositamente perch fosse impossibile riuscirci. L'unica alternativa  che crei anch'io un virus, per cancellare Carnivia.
Per chiuderla temporaneamente, vuoi dire?.
Daniele scosse la testa. Non basterebbe per fermare le istruzioni che l'hacker ha inviato ai computer degli utenti. Devo scrivere un pezzo di codice che pulisca tutto - i miei server, le identit degli utenti, i loro computer, tutto quanto. Sorrise mesto. I siti che distruggono deliberatamente il disco rigido di quattro milioni di persone non sono molto popolari. Non si potr tornare indietro.
Ma ce la farai?, s'inform Cate. Fermerai l'hacker?
S, rispose Daniele.  il mio sito. La mia responsabilit. E poi, stavo giusto cercando un modo per liberarmi della sua gestione. Tanto vale farlo col botto.
Holly si interrog sull'apparente mancanza di emozioni con cui parlava il ragazzo. Sapeva che il suo rapporto con il sito era complesso ma, comunque la mettesse lui, distruggere il mondo che aveva creato non sarebbe stato facile.
E poi Flavio  morto, disse Cate, tornando alla lavagna. Non ho nessuna prova che ci sia una relazione con l'indagine su Tignelli, ma l'ultima volta che ci siamo sentiti mi ha detto che aveva scoperto qualcosa, qualcosa di importante. Penso che fosse riuscito a trovare un legame tra la morte del conte e una persona o un gruppo di persone, a Roma forse, con degli interessi personali nel bloccare l'indipendenza del Veneto.
Hai qualche idea su chi?, chiese Holly.
Cate scosse la testa. Ma penso che sia per questo che l'hanno ucciso. Qualsiasi cosa avesse capito, non volevano che me la dicesse. Le venne in mente un'altra cosa. Anche se la volta prima, quando ero in Sicilia, mi ha parlato di te. Del fatto che forse non eri pazza come sembravi.
Cosa voleva dire?.
Cate fece spallucce. Chi lo sa?
Poteva aver trovato un nesso tra i due casi?
Be', sar difficile chiederglielo adesso, no?, ribatt secca Cate. Segu un lungo silenzio. Scusa, mormor.
No, scusa tu, rispose Holly, con sentimento.  un brutto momento per te.
Per tutti noi, la corresse Cate. Tu e tuo padre, Daniele e Carnivia...  un brutto momento per tutti. Allora, che facciamo ora?
Penso che dovremmo tornare al punto di partenza, rispose Holly. Nel caso di Daniele, il suo rapimento. Per me, il motivo per cui mio padre era cos interessato alle copie di quei nastri Autodin. E per te, forse stabilire chi era abbastanza potente da uccidere non solo Tignelli ma anche Flavio, e capire quello che lui aveva scoperto prima di morire.
Capitolo cinquantasei
Mi serve un altro elettroshock, Daniele disse a padre Uriel. Usi pi corrente, mi provochi un attacco pi lungo... qualsiasi cosa serva per liberare i miei ricordi.
L'uomo lo guard a braccia conserte. No, rispose tranquillo.
Se non accetta....
Non mi interessano le tue minacce, Daniele. Volevi l'elettroshock e ci abbiamo provato. Non lo rifaremo. Fece una pausa. Tuttavia, non significa che mi arrender.
Cosa intende?
C' una nuova tecnica che ho iniziato a usare di recente con alcuni altri pazienti. Non  ancora stata dimostrata, ma penso che per te in particolare possa essere piuttosto efficace.
Perch proprio io?
Perch c'entra il tuo sito, spieg padre Uriel. Dimmi: hai creato Carnivia, potresti creare una replica esatta della stanza in cui ti tenevano prigioniero i tuoi rapitori?.
Cre i quattrocentodiciassette spazi tra i mattoni su una parete e i duecentoquattro sull'altra. Fece la stanza di otto passi per undici, ma poi si ricord di dover tenere conto del fatto che, a sette anni, i suoi passi erano pi piccoli.
Erano trascorsi molti anni da quando aveva creato Carnivia, ma il linguaggio di codificazione del sito gli era familiare quanto la sua lingua madre. Creare la stanza richiese comunque diverse ore, per rifare tutto fin nei minimi particolari, pixel dopo pixel.
Una volta finito, la mostr a padre Uriel.
Bene. Adesso voglio che crei un avatar per i principali rapitori.
Quel compito era pi facile. Prepar un avatar per Paolo, Claudio e Maria. A ognuno mise una maschera, per non dover passare ore a ricreare in modo giusto i visi, e i vestiti che si ricordava: a Paolo dei jeans, a Claudio un basco e a Maria una giacca di pelle.
E voglio che crei un avatar anche per te, com'eri all'epoca del rapimento, aggiunse il padre.
Daniele si fece molto piccolo e si sistem nella stanza.
Era pi abituato di chiunque altro a vivere la propria vita tramite uno schermo, ma persino lui rimase sorpreso di quanto in fretta il mondo reale parve svanire a mano a mano che manovrava l'avatar. Con una parte della mente era tornato un bambino rapito. Ha detto che l'ha gi fatto?, chiese.
Un po', rispose padre Uriel. In realt,  stato dopo aver lavorato con te che ho cominciato a riflettere sulla possibilit di utilizzare il mondo virtuale nella psicoterapia. Ben presto ho scoperto che non ero il solo a esplorare questo campo; molti psichiatri trattano le vittime di abusi sessuali, per esempio, con l'ausilio di avatar per aiutarle a rivivere quel che  successo loro in un ambiente privo di minacce. Io ho semplicemente capovolto il processo, cos da far rivivere lo stupro ai maniaci sessuali e allo stesso tempo chiedere loro come avrebbero potuto agire diversamente. Trovandosi in una versione pi controllabile del mondo, non avvertono la pressione che proverebbero se fosse reale.
Daniele aggrott la fronte. Pensa che potrebbe essere per questo che ho creato Carnivia? Perch mi serviva una versione del mondo che potessi controllare meglio?
Mi  passato per la mente. Se ci pensi,  un capolavoro di dissociazione. Certa gente usa l'alcol o le medicine per tenere a distanza un trauma, tu hai semplicemente ricostruito l'universo come lo volevi.
Quando Daniele fu pronto, padre Uriel lo aiut ad andare in una lieve trance. Dopo qualche minuto, il ragazzo si sent nello stesso stato mentale e di letargo fisico delle sedute precedenti.
 l'ultima settimana del tuo rapimento, disse la voce di padre Uriel da molto lontano. Ormai sei qui da tanto tempo, da trentatr giorni. Cosa sta succedendo?
Stanno litigando, Daniele indic gli avatar. Litigano sempre. E hanno paura. Abbiamo tutti paura.
Di cosa hai paura tu, Daniele?
Che mi uccidano.
Perch dovrebbero ucciderti?
Perch mamma e pap non hanno ancora pagato il riscatto.
Perch?
Perch non mi vogliono bene, sussurr. Perch sono strano.
Chi lo dice?
Paolo.
Hai paura di Paolo?.
Daniele annu, con gli occhi sgranati.
Adesso voglio che tu sia Paolo. Controlla il suo avatar. Fagli dire le cose che lui dice a te.
Mentre Daniele si calava nei panni del suo rapitore, padre Uriel not che si fece pi forte e pi determinato. Quando riprese il controllo dell'avatar di se stesso bambino, le mani non gli tremavano pi.
Gli fece assumere a turno il ruolo di ogni rapitore, poi passarono al giorno successivo.
Che giorno  oggi, Daniele?
Il trentaquattresimo.
Come ti senti?
Ho paura ma sono eccitato.
Perch sei eccitato?
Perch sono i numeri migliori. Trentaquattro  un numero di Fibonacci, semiprimo ed ettagonale. Se fai un quadrato magico quattro per quattro, la somma dei numeri  sempre trentaquattro.
Uriel inarc un sopracciglio. Non lo sapevo.
Me l'ha fatto vedere Maria. Non  il suo nome vero, ma io non posso saperlo.  come se portasse una maschera. Si interruppe.  bello, no? La gente non sa mai chi sei davvero.
Giusto. Padre Uriel memorizz il commento di Daniele per riprenderlo in futuro. Pare che Maria ti piaccia abbastanza.
Anche a lei piacciono i numeri. Mi insegna.  pi brava delle maestre a scuola.
La cosa ti confonde? Che una persona che ti ha rapito sia anche una brava maestra?
Non lo so. Pure trentacinque  un bel numero.  quello pi alto a cui si pu arrivare contando con le dita in base 6.
Padre Uriel lo fece andare avanti di un giorno alla volta, per testare la sua ansia.
Arrivati al giorno trentasei, Daniele si zitt.
Perch non parli pi, Daniele?
Sto pensando al problema dei trentasei ufficiali.  un rompicapo inventato da un uomo che si chiamava Eulero e che voleva sapere come sistemare sei reggimenti di sei ufficiali in una griglia senza che nessun rango e nessun reggimento si ripetesse. L'ho disegnato sul muro.
Sembra difficilissimo.
Eulero pensava che fosse impossibile. Ma voleva dimostrare perch lo fosse.  interessante, no? Non dici solo che una cosa non si pu fare, ma fai vedere anche perch i numeri non possono funzionare in quel modo.
Cosa fanno i rapitori mentre tu pensi al rompicapo?
Stamattina hanno litigato. Poi Claudio  uscito come una furia. Paolo  andato a dormire. Penso che anche Maria sia uscita un po', ma non per molto. Poi viene nella mia stanza. Ha una bottiglia con una medicina.
Che tipo di medicina?
Dice che mi far dormire. Ma io non voglio dormire. Voglio pensare al rompicapo. Dice che devo bere la medicina per farla contenta. Allora lo faccio. Ma non mi addormento, non del tutto. E poi lei ritorna. Ha un coltello. Succede tutto cos in fretta che io non... non....
Strill: l'urlo acuto e lacerante di un bambino. Si port una mano all'orecchio sinistro e, qualche attimo dopo, l'altra a quello destro, con gli occhi fissi su qualcosa di terribile e invisibile davanti a s.
 lei!, grid.  lei!.
Daniele,  tutto a posto. Ora ti porto in un luogo sicuro....
Ma il bambino continuava a urlare.
Ci vollero una mezz'ora buona e tutta l'abilit di padre Uriel per calmare Daniele.
Ricordi quello che  appena successo?, gli chiese dopo averlo fatto uscire dalla trance.
Daniele annu, con espressione fredda.  stata lei. La donna che conoscevo come Maria... Carole Tataro. Quella di cui mi fidavo. Che capiva i numeri come me. Non mi stupisce che non volessi ricordarmelo.
Capitolo cinquantasette
Mentre Holly frugava online in cerca di qualsiasi cosa potesse spiegare l'interesse del padre per le trascrizioni Autodin, Cate recuper la copia del disco rigido di Cassandre che le aveva dato Malli. Pass in rassegna i file una seconda volta, nella speranza di trovare qualsiasi cosa potesse rappresentare una pista.
Dopo due ore, le era venuto mal di testa e cominciava ad avere la vista appannata. Non abbiamo speranze!, sbott. Andiamo a berci un caff.
Dammi due minuti, mormor Holly. Sono nel bel mezzo di un rapporto tecnico sui ripetitori troposcatter.
Nell'attesa, Cate riprese la cronologia web di Cassandre. Non la guardava da quando aveva scovato le pagine di Wikipedia sui tentativi di colpo di Stato.
Su quella del Golpe Bianco, not un paragrafo che l'altra volta aveva saltato.
Nelle sue memorie, l'artefice del colpo, Edgardo Sogno, ricord di aver incontrato il capo della sezione di Roma della CIA nel luglio del 1974 per metterlo al corrente dei suoi piani. Gli dissi che lo stavo informando in qualit di alleato nella lotta per la libert dell'Occidente e gli chiesi quale sarebbe stata la posizione del governo americano. Mi rispose quello che gi sapevo: che gli Stati Uniti avrebbero sostenuto qualsiasi iniziativa volta a tenere i comunisti lontano dal governo[5].
Sogno afferm che, se non fosse stato tradito dai suoi compagni, sarebbe riuscito nel suo intento:  possibile che troppe persone fossero a conoscenza dei nostri piani.
Clicc su un'altra pagina visitata da Cassandre, questa volta sul Golpe Borghese del 1970.
L'addetto militare dell'ambasciata americana ebbe stretti legami con gli organizzatori del golpe. Il presidente degli Stati Uniti Richard Nixon segu attentamente la preparazione di tale progetto, di cui era stato personalmente informato da due agenti della CIA[10]. Tali fatti trovarono conferma nel 2004 a seguito della richiesta avanzata dal quotidiano italiano la Repubblica nell'ambito di applicazione del Freedom of Information Act.
Tuttavia, tale richiesta rivel anche che solo alcuni settori marginali della CIA erano a favore del colpo, mentre la risposta principale fu di non consentire grandi cambiamenti nell'equilibrio geopolitico del Mediterraneo[11]. Alla fine il complotto venne abbandonato dopo che Borghese ricevette una telefonata, probabilmente dall'ambasciatore americano.
Ho finito, annunci Holly a voce alta dall'altra parte della stanza. Andiamo a prenderci quel caff?
Non ora. Penso di aver trovato qualcosa di interessante.
Il senatore Giovanni Pellegrino, in seguito a capo di un'inchiesta parlamentare, afferm: Qualcuno in Italia sostenne di avere un appoggio oltreoceano ma, una volta informato di quel che stava succedendo, chi di dovere ha immediatamente bloccato Borghese e i suoi compagni.
Non  significativo, disse Cate pensierosa, che dopo i diversi tentativi falliti di colpo di Stato in Italia, qualcuno abbia additato la CIA per averli impediti?
Be',  naturale. Se non si poteva dare la colpa alla CIA, sarebbero stati gli UFO.
Cate la guard storta. Sei stata tu stessa a dire che pensavi che la CIA si fosse infiltrata nella rete Gladio, le ricord, accennando allo schermo. E poi, qui non si tratta di pazzi ma di senatori, giornalisti investigativi, persino direttori di agenzie di spionaggio.
Holly si avvicin per leggere oltre la sua spalla. Allora diciamo che sia vero. Crediamo nella democrazia. E allora?
Cui bono?, disse piano Cate.
Cosa vuol dire?
Chi ci guadagna? Senti, ho dato per scontato che sia il governo italiano a non voler vedere il Veneto staccarsi dallo Stato, ma in questa regione c' un altro attore geopolitico, giusto? Gli Stati Uniti. Il tuo governo non vorrebbe che l'Italia si spaccasse, proprio come quello di Roma.
Perch?
Quante strutture militari americane ci sono in Veneto? Quanti silos di armi nucleari? Quante postazioni d'ascolto? Quante stazioni radar, piste di atterraggio e hangar pieni di droni? Cosa succederebbe a tutte queste cose se il Veneto diventasse indipendente? Se la decisione spettasse agli elettori veneti, le farebbero sparire nel giro di un anno. E allora forse  molto pi facile sbarazzarsi di Tignelli e mandare all'aria i suoi piani.
Holly rimase in silenzio. Cate digit un nome su Google Maps.
La base americana di Aviano, disse, indicandola. Settanta chilometri a nord di Venezia. Un elicottero potrebbe raggiungere La Grazia in un quarto d'ora e nessuno se ne accorgerebbe se depositasse una squadra d'assalto nella laguna. La caserma Ederle a Vicenza  circa alla stessa distanza della Del Din. Se la CIA voleva fermare Tignelli, di certo non le mancavano le forze speciali nei paraggi per farsi aiutare.
Noi non agiamo a quel modo, rispose Holly. Non in Italia, almeno. Ma in cuor suo, Holly sapeva che quanto Cate aveva detto era possibile. Dopo gli innumerevoli attacchi dei droni nel mondo, chi poteva negare che l'America non si sarebbe abbassata a uccidere per raggiungere i propri scopi? Dopo il sequestro di Abu Omar e di altre persone, chi poteva affermare che il suo Paese avrebbe rispettato le leggi e le istituzioni degli alleati? In effetti, non era quello che lei stessa aveva sempre detto a Cate, che in segreto l'America aveva influenzato le questioni italiane sin dai tempi di suo padre e ancora prima?
Penso che Tignelli, come Sogno e Borghese prima di lui, fosse un ex gladiatore che si dava un po' troppe arie, disse Cate. Un gladiatore che, insieme a molti altri, ha usato la massoneria come copertura dopo la rivelazione dell'esistenza di Gladio. Ma invece di causare solo terrore e caos, Tignelli aveva deciso - per avidit, per una convinzione politica o per entrambe - che fosse lui a dover portare stabilit. Per penso che il conte fosse pi intelligente dei cospiratori prima di lui, perch non ha commesso l'errore di chiedere alla CIA la sua benedizione. Grazie a Cassandre tuttavia, la CIA l'ha scoperto comunque e, proprio come per i precedenti tentativi di colpo di Stato, gli americani hanno deciso di fermarlo.
E che prove hai?, chiese infine Holly.
Non ne ho ancora. Ma di una cosa sono assolutamente sicura: quello che hai sempre detto  vero. Quello che  successo a tuo padre, quello che  successo a Daniele, quello che  successo a Tignelli e a Cassandre e a Flavio, quello che succeder anche a tutti noi se Daniele non distrugger Carnivia...  tutto collegato.
Ci sarebbe stato un momento per piangere Flavio, e l'avrebbe fatto. Ma prima doveva assicurarsi che non fosse morto invano.
Devo parlare con una persona, disse, e si alz. Una persona che penso possa dirmi di pi su ci che sta davvero accadendo. Devo andare all'obitorio.
Capitolo cinquantotto
Daniele sedeva paziente nella stanzetta. Ci era andato direttamente dallo studio di padre Uriel, e la persona che voleva vedere si stava facendo attendere.
In automatico, calcol il numero di mattoni sulla parete che aveva davanti. Duemilacentoquindici, considerando uno spazio medio di dieci millimetri per la malta.
Gli venne in mente il famoso aneddoto sul matematico G.H. Hardy, andato a fare visita al suo collega Srinivasa Ramanujan. Hardy si era accorto di essere arrivato con il taxi numero 1729, un numero insulso.
No, aveva risposto Ramanujan,  un numero molto interessante.  il minimo che si possa esprimere come somma di due cubi in due modi diversi.
Ecco com'erano le chiacchiere tra matematici.
Daniele stava considerando le interessanti propriet del duemilacentoquindici quando Carole Tataro venne fatta entrare.
Lui non si alz e, per qualche secondo, lei non si sedette.
Non so se chiamarti Carole o Maria, le disse infine.
Puoi chiamarmi 1853602 se preferisci, rispose lei, prendendo posto davanti a lui. Daniele not che aveva allontanato la sedia, per quanto le consentisse la stanzetta.
 bello, avere un numero tutto tuo?.
Gli rivolse un'occhiataccia, ma cap che non la stava prendendo in giro. La novit svanisce presto. Accenn alle pareti. Immagino che tu li abbia contati.
Approssimativamente duemilacentoquindici.
Duemilacentottantasette, lo corresse. I muratori hanno fatto economia con la malta e la porta non  di dimensioni standard.
Interessante, comment lui, ovviamente riferendosi al numero, non al motivo. Tre alla settima.
Carole disse, curiosa: Ricordi una cosa che mi hai detto una volta? Ogni numero  infinito. Intendevi che ogni numero  interessante, immagino, ma hai scelto uno strano modo di esprimerti.
Daniele scosse la testa. Ho sofferto di amnesia su quasi tutto ci che  successo durante il rapimento. Ho appena cominciato a ricordarmi delle cose.
Del tipo?, chiese lei cauta.
Mi sono ricordato quello che mi hai fatto, spieg lui con calma. Che sei stata tu a mozzarmi le orecchie e il naso e a spedirli ai miei genitori.
Segu un lungo silenzio. Ecco un altro numero, disse lei infine. Ventiquattro. Gli anni che ho gi passato in questo posto per la persona che ero un tempo.
Voglio solo sapere perch l'hai fatto. Penso di sapere come mai hai cercato di dare la colpa a Paolo. Fare quello che hai fatto, e a un bambino... Il sistema penale italiano non  carino con questo genere di persone.
Credi che io sia un mostro.
Non  cos?.
Lei sospir. Forse. Ma non  quello il motivo per cui ho detto a tutti che era stato Paolo.
Perch, allora?
Me l'hanno ordinato, semmai me l'avessero chiesto.
Ordinato? Da chi?
Dal mio... responsabile, credo si possa dire cos. Non ho mai saputo il suo vero nome.
Descrivimelo, disse in tono dolce Daniele.
Alto. Occhi azzurri. Spalle larghe e slanciato, come tutti gli americani. Parlava un italiano eccellente, anche se con un forte accento veneziano di cui a volte non si rendeva conto.
Daniele annu. Si chiama Ian Gilroy.
Lei fece spallucce. Se lo dici tu.
E come ha fatto a convincerti a mutilare un bambino piccolo e spaventato che si fidava di te?
Mi ha persuasa che fosse l'unico modo per salvarti la vita. Lo guard in viso. So che pu sembrare straordinario, ma mi ha detto che le autorit italiane erano nel panico. Non erano vicine a trovarci e allo stesso tempo insistevano che i tuoi genitori non pagassero il riscatto. Lui temeva che Claudio o Paolo andassero nel panico e ti uccidessero per eliminare ogni prova, o che gli italiani mettessero in piedi un raid in tutta fretta non appena ci avessero localizzati e che ci avrebbero uccisi tutti. Ha detto che l'unico modo di salvarti era fare qualcosa per superare quel momento di stallo, qualcosa che avrebbe dato ai tuoi genitori un motivo per insistere di dover pagare.
E nel frattempo diceva ai miei di non pagare, che tutto sarebbe andato per il meglio se fossero rimasti forti, disse Daniele amareggiato.  proprio da Gilroy. Inventare delle storie, cos che tutti sentano quello che vogliono sentire.
Ormai mi ero affezionata a te, Daniele. E vedevo del vero - o pensavo di vederlo - in quello che mi diceva. Paolo e Claudio si scannavano a vicenda, in parte per colpa mia....
 stato Gilroy a incoraggiarti ad andare a letto con tutti e due, immagino.
Aveva sottolineato quanto fosse importante avvicinarsi a entrambi, per avere una certa leva, s. E immagino di aver avuto paura anch'io ormai. Avrei fatto di tutto per farti uscire vivo da quel posto, qualsiasi cosa.
Daniele si limit a fissarla, mentre il silenzio si protraeva.
Non c' stato giorno in cui non abbia pensato a quel che ho fatto. Sento ancora le tue urla nel sonno. Ma mi sono detta che non erano le orecchie o il naso a renderti quello che eri, ma la tua mente. Eri cos intelligente, cos sveglio... Volevo preservare quella parte di te.
A quanto pare,  stata compromessa comunque, comment lui, secco.
Lo so. Ho letto di te nel corso degli anni, Daniele. Ogni articolo o riferimento su cui sono riuscita a mettere le mani.... Si interruppe. Dire che mi dispiace non servir a rendere giustizia a questa situazione, nulla potrebbe farlo. Ma te lo dir comunque. Mi dispiace cos tanto.
Lui ribatt, duro: Come hai fatto a diventare una risorsa di Gilroy?
Un giorno mi ha avvicinato lui per strada, ha detto che sapeva chi ero e che aveva una proposta da farmi. All'epoca, il compromesso storico era solo una voce, e lui l'ha confermata. Noi ci opponevamo, com' ovvio, perch avrebbe significato la fine della lotta rivoluzionaria; la nostra gente che condivideva il potere con chi detestavamo di pi. Lui ha detto che anche i suoi erano contrari, che non era nell'interesse di nessuna delle due parti che l'Italia fosse governata da una coalizione stabile e moderata. Momentaneamente, avevamo un obiettivo condiviso.
Per una volta non credo che mentisse, disse Daniele. Il caos in Italia stava bene davvero sia a Washington sia a Mosca.
Lei annu. Ha fatto in modo di farci avere esplosivi, pistole, informazioni su possibili bersagli... Ma io ho cominciato a notare che anche le operazioni che non avevamo compiuto noi ci venivano comunque attribuite. A volte perch saltava fuori che usavamo tutti la stessa partita di esplosivo.
Con una mano sosteneva i terroristi di destra e con l'altra quelli di sinistra. Si era infiltrato su entrambi i fronti, non per consegnarli alla giustizia, ma per coordinare le azioni terroristiche. E se la gente avesse cominciato a capire cosa stava accadendo, aveva una comoda schermata dietro cui nascondersi. Gladio. Una rete della NATO trasformatasi in un gruppo di criminali. E senza alcun legame con la CIA.
Carole fece spallucce. Credo di s.
Ma c' una cosa che ancora non capisco. Perch sei qui? Se eri una risorsa tanto preziosa... non potevi patteggiare per essere libera?.
La donna scoppi in una risata cupa. Preziosa all'epoca, forse. Ma dopo il fallimento del compromesso storico, avevo raggiunto il mio scopo. E poi, troppi miei ex colleghi si stavano trasformando in pentiti. L'ultima cosa che volevano gli americani era che io sparissi in un programma di protezione testimoni e cominciassi a vuotare il sacco. Qui dentro invece di tanto in tanto possono darmi qualche tranquillo promemoria del fatto che mi osservano ancora.
Se sono cos pericolosi, chiese lui, perch adesso stai parlando con me?.
Lei lo guard negli occhi. Perch mi sono sempre ripromessa che, semmai ti fossi presentato qui, saresti stata l'unica persona che meritava di conoscere la verit.
Capitolo cinquantanove
Padre Uriel accompagn il paziente fuori dalla sala visite e si mise a scrivere i suoi appunti. Aveva venti minuti prima dell'appuntamento successivo: una rara pausa nel bel mezzo della giornata.
Il paziente, un prete cattolico belga, aveva finalmente cominciato a fare progressi. Per oltre un mese aveva parlato di peccato, pentimento e perdono. Si trattava di un narcisista con un disturbo dissociativo che nel profondo era convinto che fosse stata la propria spiritualit a permettergli il terribile abuso che aveva inflitto a una ragazzina di nove anni. Dio l'ha portata da me, diceva, oppure Dio l'ha mandata per darmi conforto. Dopo diverse settimane di terapia, era passato a Dio l'ha mandata per tentarmi o Dio voleva farmi conoscere la natura del peccato. Ogni volta che una domanda era troppo dura o si ripercuoteva troppo su di lui, l'uomo si metteva semplicemente a pregare. Padre Uriel lo stava seguendo con una terapia basata sugli avatar simile a quella usata con Daniele. Nel caso del prete, gli permetteva di simulare l'incontro sessuale con la piccola. Quando gli aveva chiesto di riviverlo e allo stesso tempo di ascoltare una registrazione in cui la vittima descriveva la scena dal suo punto di vista, l'uomo era finalmente scoppiato a piangere, per la prima volta con lacrime non di autocommiserazione.
Alla fine della seduta non si era messo a pregare, come al solito. Ma non era inusuale dopo una svolta del genere. Molti dei pazienti di padre Uriel perdevano la fede nello stesso istante in cui si rendevano conto del male insito nella loro natura. Padre Uriel non se ne preoccupava pi di tanto. Gli era sempre parso meglio salvare l'anima di un uomo piuttosto che la sua fede.
Terminati gli appunti, guard fuori dalla finestra, verso i terreni dell'istituto e poi, con un sospiro, prese il telefono.
Qualche tempo fa abbiamo avuto una discussione, disse quando l'altro uomo rispose. Sul ragazzo sotto la sua tutela.
Certo. Me ne ricordo bene.
Mi ha chiesto se ci fosse qualcosa che lei potesse fare per aiutare la sua guarigione... Ed  stato cos gentile da fare una generosa donazione per il nostro lavoro.
Che, come lei sa, considero molto prezioso. Tra l'altro, da allora ho anche indirizzato a lei altri finanziatori.
Lo so. Le sono molto grato.
Come sta Daniele?
Sta migliorando, penso. Cio, si  ricordato alcuni dettagli del rapimento. Padre Uriel esit. In particolare, quale dei rapitori l'ha mutilato.
Segu un breve silenzio. Potrebbe essere un... penso che il termine medico sia un falso ricordo?
Non credo, no. Ma a ogni modo  andato a fare visita alla donna in carcere, per avere una conferma. Pensavo che lei volesse saperlo, in quanto suo tutore. Potrebbe essere turbato o sconvolto dalla scoperta.
Grazie.
Forse sarebbe meglio se non gli dicesse che ci siamo sentiti. A rigor di termini, come paziente....
Certo che no. Vada con Dio, mio caro amico. E se dovesse aver bisogno di qualcosa per il suo lavoro, qualsiasi cosa, si assicuri di farmelo sapere.
La ringrazio.
Si ud un clic e la conversazione termin.
Capitolo sessanta
Cate suon alla porta dell'obitorio finch il dottor Hapadi non venne ad aprire. Dal grembiule di plastica verde e dal tempo che ci mise prima di arrivare, cap che nonostante l'ora tarda l'uomo era ancora al lavoro.
Mi dispiace disturbarla, gli disse.  importante.
Lui non parve sorpreso. Sar meglio che entri.
La condusse nel suo ufficio. Attraverso la parete di vetro, Cate vide il suo assistente che rimuoveva il fegato e la milza da un cadavere, per poi pesarli su una bilancia.
La gente non mi ha detto delle cose, esord, riportando l'attenzione sul medico. Fin dall'inizio. E penso che lei sia pi coinvolto di quanto non dia a vedere.  stato il primo massone sulla scena, quando l'hanno chiamata per il corpo di Cassandre. Dev'essere stato lei a telefonare a Saito.
S, ho parlato io con il generale Saito, ammise lui in tono tranquillo. Non appena ho visto il cadavere, ho realizzato che la morte di Cassandre era legata alla massoneria. E anche che doveva essere stata opera della loggia nera di Tignelli. Sapevamo tutti cosa stava combinando; non avrebbe mai potuto dichiarare lo stato di emergenza senza il sostegno dei carabinieri. Per mesi aveva sondato il terreno, per capire quali massoni appoggiassero i suoi piani, offrendo mazzette o posizioni di potere nella nuova amministrazione.
E Saito ha subito chiamato me.
Ha deciso che l'indagine doveva essere affidata a un ufficiale che non sapesse cosa stava succedendo, qualcuno estraneo alla massoneria. Ma anche che non avrebbe scoperto troppo.
Grazie tante.
Fece spallucce. Saito ha detto che lei non era popolare tra i carabinieri, che aveva fatto arrabbiare molta gente che non si sarebbe fatta problemi a rifiutarsi di parlarle. Ha detto che non sarebbe mai riuscita ad andare fino in fondo. Per quel che vale, io gli ho fatto presente che secondo me si sbagliava. L'ho vista al lavoro e pensavo che cercare di ostacolare l'indagine l'avrebbe solo resa pi determinata.
Quindi Saito mi ha assegnato sua nipote per tenermi d'occhio. E ha parlato con gli altri massoni che lavoravano al caso per metterli in guardia. Compreso Giuseppe Malli, il tecnico informatico, immagino.
Hapadi annu. Quando Malli ha trovato nel computer di Cassandre la lista di massoni della loggia nera, prima di consegnargliela ha cancellato tutti i nomi dei carabinieri in servizio. Speravamo che le bastasse per fermare Tignelli senza coinvolgere i nostri.
Eppure  stato lei a mettermi in contatto con monsignor Calergi, che a sua volta mi ha suggerito l'idea che il conte avesse dei piani politici.
Quelli di noi che sono cattolici fedeli oltre che massoni sono sempre stati preoccupati dei piani di Tignelli, rispose il medico con aria tranquilla. L'indipendenza sar anche stata una buona idea per il Veneto, ma cosa avrebbe significato per il resto del Paese? E in particolare per il Vaticano? Se l'Italia andasse in pezzi, il Vaticano potrebbe fare bancarotta. Al conte non interessava; lui voleva solo il potere per s.
Ed era anche la motivazione di Cassandre, immagino, comment lei. Sulla scrivania teneva una sua foto insieme al papa... Voleva salvarsi la pelle, questo  certo, ma quando alla fine ha dovuto scegliere da che parte stare, ha preferito Roma a Tignelli. Ma chi ha detto tutto agli americani? Chi ha deciso che non sarei riuscita a fermare Tignelli da sola?.
Dagli occhi dell'uomo non trapelava nulla. Cosa le fa credere che qualcuno l'abbia fatto?
Quando il conte  morto, non mi sono chiesta come mai fosse successo proprio la stessa notte in cui io e Flavio avevamo parlato della possibilit di emettere un mandato d'arresto nei suoi confronti. Poi, quando ci ho pensato, ho dato per scontato che dovesse esserci stata una fuga di notizie dall'AISI, soprattutto visto che il colonnello Grimaldo mi ha detto che intercettavano i nostri telefoni. Ma Tignelli era gi morto quando Flavio mi ha chiamato per dirmi che aveva firmato il mandato. Quindi non poteva essere stato l'AISI. Restano solo gli Stati Uniti. Devono aver messo delle cimici nel mio appartamento. Ma perch? Chi gli ha detto che ci stavamo avvicinando?
Monsignor Calergi ha dei contatti di lunga data con loro, credo, ammise Hapadi con una certa riluttanza. Ma era inconcepibile che gli americani non lo scoprissero prima o poi. Sanno tutto quello che succede in questo Paese.  sempre stato cos. Ogni volta che usiamo il portatile, che facciamo una ricerca su Google, che facciamo una telefonata... loro hanno accesso a tutto.
Ma se  cos, perch non hanno gestito meglio la situazione? Com' che hanno fermato Tignelli e la sua loggia nera, ma non l'hacker?.
Il dottore fece spallucce. Su questo non posso aiutarla. Forse lui era troppo intelligente per loro.
No, ribatt Cate. L'hacker sar anche un genio informatico, ma non  uno stratega politico. C' qualcos'altro sotto. Qualcosa che ancora non riesco a capire.
Capitolo sessantuno
Holly ricevette un messaggio da Daniele. Diceva semplicemente:  stata Carole. Tutto quello che ti ha detto Gilroy  una bugia.
Non aveva voluto crederci. Anche mentre le prove contro Gilroy si accumulavano, lei aveva sperato contro ogni evidenza che fosse solo un errore.
L'uomo di cui si era fidata. L'uomo che, per molti versi, era diventato un sostituto di suo padre nella sua vita. Un uomo che, a quanto pareva, aveva cos tanto sangue sulle mani che tutta l'acqua di Venezia non sarebbe bastata per lavarlo via.
Suo padre... Daniele... Ed erano solo le due persone pi vicine a lei.
Quanti altri maggiori Boland c'erano stati? Quanti altri Daniele Barbo? Quanti Boccardo e quante altre vittime innocenti, all'apparenza uccise da terroristi in rappresentanza di questa o quella ideologia, da cecchini o bombaroli, in cosiddetti incidenti stradali o finti suicidi, o che erano semplicemente scomparse senza lasciare traccia?
Molte centinaia, immaginava; forse migliaia. Un numero minuscolo, quasi insignificante, nel grande complotto mondiale degli Stati Uniti per ottenere una posizione di vantaggio, ma ognuna rappresentava una vita, strappata via da una guerra combattuta intorno a loro e di cui quelle persone erano a malapena consapevoli.
La sua intera identit, la sua percezione di s si basavano su una menzogna: la bugia che la presenza americana in Italia fosse a fin di bene, di poter essere allo stesso tempo il sottotenente Boland, analista dei servizi segreti americani, e la signorina Holly, di Pisa.
La realt che pensava di conoscere si era dissolta e al suo posto era rimasta la semplice convinzione a cui Cate aveva dato voce.
 tutto collegato.
Prese le chiavi della macchina.
Capitolo sessantadue
Carole Tataro rimase seduta a lungo sul letto, a riflettere. Poi and alla porta della cella e prese a bussare fino ad attirare una guardia.
Cosa vuoi?
Chiedo di essere messa in isolamento per la mia sicurezza.
La guardia la scrut con aria sprezzante. Riferir il messaggio.
Ne ho bisogno subito.
La guardia non si scomod nemmeno a rispondere e richiuse lo spioncino.
Pi tardi, all'ora di cena, nascosto sotto al piatto trov un foglietto, piegato in due. All'interno c'erano una lametta e le parole: Puoi farlo con le buone o con le cattive. Hai fino alle dieci di stasera.
Torn alla porta e riprese a bussare. Quando la guardia si avvicin, gli mostr il biglietto. Pensi ancora che me lo stia inventando? Voglio vedere subito il direttore.
L'uomo la guard appena.  andato a casa. Puoi prendere appuntamento per domani mattina.
Carole torn a sedersi sul letto. Dopo qualche minuto una delle donne con cui divideva la cella, Sophia, si alz e fece un cenno all'altra, Fatma.
Fatma era la pi corpulenta. Fu lei a tenere ferma Carole Tataro mentre Sophia brandiva il coltello che le avevano mandato insieme al vassoio con la cena.
Capitolo sessantatr
Holly and alla base. Sull'asfalto riecheggiava un ritmo rock. C'era una festa al Joe Dugan's, il bar pi grande all'interno del campo. Di certo delle truppe appena rientrate che festeggiavano la fine di qualche missione all'estero.
Buona serata, signora, le augur il soldato di guardia al cancello, chiaramente convinto che fosse diretta anche lei al locale.
Percorse Main Street e poi svolt a sinistra. L'armeria era buia a quell'ora della notte. Entr con il suo tesserino CAC e si avvi verso il poligono di tiro sul retro. In quanto ufficiale, poteva allenarsi in qualsiasi momento, giorno e notte.
And a un armadietto, digit un codice ed estrasse un fucile d'assalto M4 con mirino M68 e poggiaspalla - l'arma standard dell'esercito americano, con calcio telescopico e canna corta per facilitare il combattimento corpo a corpo. I suoi colpi erano cos potenti che potevano bucare un giubbotto antiproiettile.
Lo appoggi con cura sul pavimento, poi prese dall'armadietto il caricatore e le munizioni. Dietro di loro, sul fondo, c'era una pistola in una custodia di pelle consumata, una Sig Sauer P229 degli anni Settanta. Le cartucce da 19 millimetri venivano chiamate Parabellum, dal latino Si vis pacem, para bellum, se vuoi la pace, prepara la guerra.
Holly Boland si preparava per andare in guerra.
Prese dalla tasca un sacchetto per la biancheria sporca, lo apr e vi infil l'M4, poi assicur la pistola di suo padre sotto l'uniforme, in modo che non si vedesse.
Torn alla scrivania e firm il registro del poligono. Sotto la colonna Motivo della visita scrisse Esercitazione di tiro.
Poi si volt e si incammin in direzione opposta, verso l'uscita.
Capitolo sessantaquattro
Daniele Barbo si sedette al computer ed effettu il login su Carnivia.
Si sentiva strano, ma non era una sensazione del tutto spiacevole. Dopo la seduta con padre Uriel e la conversazione con Carole Tataro, era come se la nebbia avesse abbandonato la sua mente.
Vag per le vie della sua creazione, osservando i palazzi su entrambi i lati, meravigliato della loro struttura intricata. Ma la persona che li aveva creati con tanta ossessione, un pixel dopo l'altro, non era lui. Chiss come, l'impulso di ricreare il mondo si era dileguato insieme all'amnesia.
Tuttavia, avvertiva una grande tristezza perch una cosa tanto straordinaria, tanto bizzarra, doveva essere distrutta.
Nulla di quello che costruiamo dura per sempre, si ricord. Tutto deve cadere. Perch per Carnivia dovrebbe essere diverso?.
Scrisse il codice che avrebbe cancellato il sito. Gli ci vollero solo pochi minuti. La funzione che sarebbe arrivata ai computer degli utenti per pulire anche quelli era appena pi di una nota a pi pagina. Ogni utente concedeva al sito un accesso continuo ai propri dati, per poter interagire con i contatti e gli amici in maniera anonima e poter leggere o postare pettegolezzi su di loro. Era un'opzione facoltativa, ma quasi nessuno rifiutava.
Si chiese come sarebbe stato considerato questo suo intervento. La gente avrebbe detto che l'aveva pianificato da sempre, che Carnivia era stata l'opera di un hacker pi elaborata della storia.
Era davvero ironico che i posteri avrebbero preso lui, e non il terrorista cibernetico, per il vero cattivo.
Guard l'orologio sul computer. Mancavano ancora due ore a mezzanotte, quando il virus si sarebbe attivato. Ora che aveva scritto il codice per impedirlo, tanto valeva sfruttare il tempo rimasto per cercare una soluzione alternativa. Forse quando aveva creato la cifratura, tanti anni prima, gli era sfuggito qualcosa, una piccola fessura o una debolezza che avrebbe potuto sfruttare per violare il proprio sito.
Capitolo sessantacinque
Cate pass da un link all'altro, seguendo le tracce tortuose tra le pagine meno frequentate di Internet. Incapp perlopi in cose senza senso, sproloqui deliranti di teorici del complotto. Eppure, insieme a quelle sciocchezze trov anche articoli di accademici, giornalisti investigativi e persino ex agenti di Gladio, che affermavano tutti la stessa cosa: negli ultimi settantacinque anni, sin dall'inizio della guerra fredda, la CIA era intervenuta nelle questioni italiane. Inizialmente solo in ambito politico, di certo con lo scopo di tenere il Paese lontano dalle mani dei comunisti, ma col passare dei decenni, la corruzione si era spinta ben oltre.
Trov una dichiarazione sotto giuramento di un certo generale Maletti, a capo del controspionaggio militare italiano dal 1971 al 1975, in cui diceva che la CIA era stata informata preventivamente di alcuni attacchi terroristici di destra e che almeno in un'occasione aveva fornito esplosivi a una cellula di Gladio a Venezia.
Scopr che un arcivescovo americano, a capo della Banca Vaticana per diciotto anni, era riuscito a sfruttare il proprio passaporto del Vaticano per opporsi a tentativi di estradizione per dei pagamenti della CIA ai terroristi.
Trov degli articoli che fornivano le prove della collaborazione tra la CIA e la mafia per minare i sindacati; della collaborazione tra la CIA e le corporazioni americane per prendere il controllo dei mercati italiani; delle storie piazzate dalla CIA nei media italiani tramite giornalisti corrotti, o del fatto che avesse direttamente comprato gli organi di stampa.
Scov una citazione di un ex membro di Propaganda Due, la loggia nera massonica di Roma, che diceva che diventare membro era l'unico modo per avere una specie di accesso cosmico con le istituzioni angloamericane.
Scopr che erano state informazioni false venute dall'Italia a portare alla pretesa infondata che Saddam Hussein possedesse delle armi di distruzione di massa, in seguito usata come pretesto dagli Stati Uniti per la seconda guerra del Golfo.
Ripens ai suoi casi passati: quello in cui aveva scoperto che le compagnie militari americane erano state segretamente coinvolte nella guerra civile tra Bosnia e Croazia, e l'altro in cui un ufficiale americano aveva usato l'Italia come tappa obbligata durante i sequestri illegali di prigionieri provenienti dall'Afghanistan.
Trov accuse pi recenti secondo cui l'Italia era nello specifico un bersaglio della NSA come base per la sorveglianza cibernetica, con pi postazioni d'ascolto segrete rispetto a ogni altro Paese europeo. Dall'Italia, gli Stati Uniti potevano origliare il traffico online di tutta l'Europa, del Nord Africa e del Medioriente.
Lesse che l'alleanza VIGILANCE era la risposta americana alle rivelazioni di Snowden. Invece di spiare di nascosto le nazioni amiche, gli Stati Uniti le invitavano a entrare in un enorme scudo dorato che includeva tutto il mondo occidentale. Fino a quel momento, solo la Gran Bretagna aveva accettato.
Alla fine, cap quello che avrebbe causato l'attacco informatico innescato da Tignelli e perch gli Stati Uniti non avessero alcuna fretta di impedirlo.
Proprio come nei giorni pi bui della guerra fredda, il terrore in Italia sarebbe stato una lezione per il resto del mondo: senza la nostra protezione, ecco cosa pu succedere. La violenza che favoriva l'agenda politica americana sarebbe stata agevolata, non ridimensionata.
Ecco perch Tignelli era morto, perch Flavio era stato messo a tacere e perch l'hacker era stato avvisato. Si trattava di semplice e spietata realpolitik.
Chiam Daniele.
Gli attacchi che provengono da Carnivia, disse.  possibile che l'America voglia che il responsabile sia tu. Non vogliono che la colpa vada solo ai jihadisti, ma anche ai siti come il tuo e alla natura stessa di Internet. Dal loro punto di vista, possono solo guadagnarci: o cancellerai tu stesso Carnivia, oppure il sito verr completamente screditato. In entrambi i casi, loro ottengono quello che vogliono.
Segu un lungo silenzio. Ci sto lavorando, disse lui infine. Lascia fare a me.
E chiuse la conversazione.
Capitolo sessantasei
Holly torn nel suo appartamento e prese le altre cose di cui aveva bisogno. In particolare, recuper una piccola scatola di carta da sotto al lavandino.
Poi telefon a casa. Mentre aspettava che la madre rispondesse, usc sul terrazzino. La notte era calda, ma c'era sempre un po' di brezza sul balcone, affacciato sui tetti verso le colline a sud di Vicenza.
Ehi mamma. Come va?
Ciao Holly. La madre aveva un tono incuriosito. Che ora  l da te? Non  tardi?
Non troppo. Come stai?.
Chiacchierarono per qualche minuto, poi le disse: Mi passi pap, per favore?
Certo. Gli metto il telefono all'orecchio cos pu sentirti, va bene?
Ciao pap. Come sempre, attese una risposta, poi prosegu: Be', ho scoperto chi ti ha fatto questo. Ho trovato i documenti Autodin, anche se non sono ancora riuscita a leggerli. Non so di preciso cosa avevi intenzione di farne, ma avevi gi scritto un rapporto che  stato insabbiato, vero? Allora immagino che qualsiasi cosa fosse, nessuno avrebbe potuto ignorarla.
Se lo stava immaginando, oppure il respiro regolare del padre si era fatto appena pi veloce? Era possibile che avesse capito chi gli stava parlando?
Avevi tutti i loro telegrammi segreti, vero?, continu, con la voce rotta. Ogni operazione sporca che la CIA ha organizzato, ogni mazzetta che ha pagato, ogni rapporto e aggiornamento, passava tutto per Autodin per tornare a Washington. Penso che tu volessi rivelare tutto, pap, che volessi denunciare tutta quella corruzione.
Attese, in ascolto. No, il respiro era regolare e pacifico come quello di un bambino addormentato.
Finir io il tuo lavoro, pap, sussurr. Andr fino in fondo.
Per il miglior pap del mondo.
Capitolo sessantasette
Aveva provato tutto, ogni strumento del moderno crittografo: crittoanalisi differenziale, XSL, sandwich attack, mod n. Ma, come si aspettava, non aveva funzionato niente. Quando aveva creato il sito di Carnivia, si era assicurato che fosse sicuro contro quei metodi.
L'unico modo per penetrare la cifratura asimmetrica di Carnivia era tramite un processo noto come fattorizzazione complessa dei numeri primi, cio la scomposizione di numeri grandi in molti divisori pi piccoli e pi facili da gestire. Ma nessuno aveva mai trovato un modo per farlo su larga scala. L'unico matematico che ci era andato vicino si chiamava Peter Shor e il suo algoritmo era talmente complicato che per metterlo in pratica bisognava immaginare un tipo tutto nuovo di supercomputer, un computer quantistico.
Riprese il vecchio rompicapo P=NP. Si poteva guardare una soluzione e capire in fretta se fosse corretta, ma non si poteva andare a ritroso per creare la soluzione.
Daniele ci prov comunque. Scarabocchi formule, mise insieme teoremi, prov diverse variabili all'algoritmo di Shor, tutto invano. Il problema stava nella natura stessa dei numeri.
Gli torn in mente una frase. Qualcosa che Carole Tataro gli aveva ricordato. Hai detto: Ogni numero  infinito...'.
Era vero, in un certo senso: ogni numero non rappresentava solo una quantit definita, ma aveva anche altre propriet. C'erano i numeri primi, i gaussiani, i trascendenti, quelli di Fibonacci, di Pell... la lista proseguiva. E, come Ramanujan aveva fatto notare a Hardy, anche quei pochi numeri che in apparenza non presentavano alcuna caratteristica interessante erano in realt tanto rari da diventare affascinanti.
 come se invece di scrivere 1, 2, 3, 4 si scrivesse... cosa?
Uno  l'unico numero che  anche il quadrato e il cubo di se stesso.
Due  l'unico numero primo pari.
Tre  l'unico a essere sia un numero di Fermat sia un numero primo di Marsenne.
Quattro  il pi piccolo quadrato di un numero primo.
E cos via - ogni numero veniva sbloccato non da quello che era, ma da quello che conteneva. Era come spezzettare un atomo fino ai neutroni, o una cellula nel suo DNA.
Il DNA.
Pens alla struttura a spirale al suo interno e guard la parete.
Molti anni prima, suo padre aveva ricoperto le pareti di Ca' Barbo di quadri moderni della sua collezione. Sebbene la Fondazione Barbo ne avesse messi molti in un deposito, alcuni erano ancora l. Daniele si divertiva ad appiccicarvi sopra dei Post-it con le sue formule matematiche preferite. Per lui, le equazioni erano altrettanto belle e di gran lunga pi espressive delle opere d'arte. Vicino al computer c'era un ritratto di donna di Modigliani. Per quanto riguardava Daniele, l'unico merito dell'artista era di aver capito chiaramente che la simmetria del volto umano era determinata dalle leggi della sezione aurea, o phi. Quindi sopra alla testa di donna Daniele aveva messo un foglietto con la proporzione espressa da phi.
E poi, quasi senza accorgersene, cap. Era cos semplice, persino ovvio, che scoppi quasi a ridere. Ovviamente i numeri avevano il loro DNA, proprio come le cellule. E ovviamente seguivano la stessa struttura graziosa e infinita che caratterizzava l'intero universo, dai semi pi piccoli alle galassie pi vaste.
P=NP non era un teorema, ma una forma. Era phi.
Sar bello.
Si concesse un breve momento per assaporare quel trionfo. Aveva risolto un rompicapo che aveva frastornato i pi grandi matematici di tutto il mondo. O forse, ammise con se stesso, non l'aveva tanto risolto quanto aveva trovato per caso la soluzione. Come la teoria della relativit di Einstein o la costante di gravitazione universale di Newton, l'intuizione creativa di un singolo momento aveva illuminato ogni cosa, e nella sua mente l'ispirazione si era fatta largo spontaneamente.
Ma ora non aveva tempo di pensarci. Si rimise al lavoro per trasformare la sua scoperta in un algoritmo che avrebbe smascherato i milioni di utenti di Carnivia.
Capitolo sessantotto
Holly guid per la buia campagna veneta verso la villa dove viveva Ian Gilroy. Un tempo, era stata la residenza estiva della famiglia Barbo, distante dalla puzza e dall'umidit di Venezia. Ma in qualche modo, quando il padre di Daniele aveva donato la collezione d'arte a una fondazione benefica, lo stesso destino era toccato alla villa.
Chiss se fosse stato pianificato o una felice coincidenza. Dubitava che nella vita di Gilroy ci fossero state molte coincidenze.
Lasci la macchina oltre i grandi cancelli in ferro battuto, si mise sulla spalla il sacchetto per i vestiti sporchi e si incammin sul prato verso la casa. Per la prima volta riflett sull'apparente mancanza di sicurezza. Che ci fosse, ma nascosta? Oppure Gilroy era la tipica spia che preferiva mimetismo e illusioni a trappole e allarmi?
Si accorse che era davvero appropriato che avesse scelto Venezia come base. Un luogo di foschia e riflessi sull'acqua, di superfici mutevoli e sfavillanti facciate ingannevoli. Una citt ambigua e impossibile, che aveva sognato la propria esistenza sfidando ogni ragione o logica.
Non era stato solo Daniele Barbo a essersi creato una propria versione della realt. Ian Gilroy aveva fatto lo stesso.
A una ventina di metri dalla casa, prese l'M4, inser il caricatore e il primo colpo in canna. Tenne la pistola nella fondina allacciata alla vita.
Prov ad aprire la porta. Non era chiusa a chiave.
Lui era seduto in fondo al grande ingresso, su un'antica sedia in legno che aveva tutta l'aria di un trono di un doge o un duca. La osservava con gli occhi socchiusi. Con una mano si reggeva il mento e l'altra era abbandonata in grembo con fare noncurante. Su entrambi i lati, sui pannelli lungo le pareti decorati in trompe-l'il, ninfe e fauni maliziosi la osservavano con occhi lascivi.
Sollev la carabina. Mi faccia vedere l'altra mano.
Lui alz la sinistra e la agit, ironico. Non era armato.
Mi stava aspettando, allora.
Oh, Holly, disse lui, con voce rotta da quel che, stranamente, pareva sollievo. Aspetto questo momento da molti, molti anni.
Capitolo sessantanove
Penso di avercela fatta, Daniele disse a Cate. Ma c' un problema.
Aveva scritto l'algoritmo e l'aveva caricato su Carnivia. Sconcertato, aveva osservato i bersagli scelti dall'hacker che comparivano sullo schermo. Centrali elettriche, ospedali, dighe idroelettriche, sistemi di controllo del traffico aereo... Un ascensore nell'edificio pi alto di Milano che si sarebbe schiantato al suolo, uccidendo chiunque fosse stato al suo interno. Una ventola di raffreddamento nella sottostazione elettrica di un sistema metropolitano che sarebbe esplosa. Una vulnerabilit nella borsa italiana che avrebbe portato in automatico a vendere. Il sistema dei tram a Roma. Era rimasto sconvolto nello scoprire con quanta facilit l'hacker avesse organizzato cos tanti atti distruttivi tutti nello stesso momento.
Il suo codice estrasse le istruzioni del virus dai computer infetti, uno dopo l'altro, come se strappasse un'erbaccia completa di radici.
E aveva visto anche il tipo di utenti di Carnivia. Privati dell'anonimato, aveva visto chi produceva e chi usava materiale pornografico; chi spacciava e chi comprava droga; chi postava pettegolezzi, commenti offensivi o chi faceva il bullo. Ma aveva visto anche una rete di uomini gay in Arabia Saudita, che si scambiavano informazioni che nel mondo reale sarebbero valse loro tre anni di prigione e cinquecento frustate; un movimento democratico segreto in Egitto; una congregazione di cristiani in pericolo in Iraq. Vide talpe che denunciavano corruzione e abusi di potere in tutto il mondo; celebrit che sfuggivano alla pressione della fama; persone timide che riuscivano a far sentire la propria voce e altre oppresse da segreti da confessare.
Allora l'hai sconfitto?, chiese Cate.
Non del tutto. Ho cercato il primo computer, la fonte dell'infezione. E credo di averlo trovato. Ma non riesco ad accedervi.
Cosa vuol dire di preciso?
Vuol dire che probabilmente  il computer dell'hacker stesso. Per qualche motivo, questo bersaglio  cos importante che ha deciso di occuparsene di persona. Il che significa che si tratta di una cosa talmente complessa che bisogna controllarla a ogni momento, invece di spegnere semplicemente qualche interruttore.
Hai un'idea?
All'inizio ho pensato a un aereo; se l'hacker si fosse imbarcato e avesse trovato un modo di introdursi nel sistema elettronico di bordo, avrebbe potuto annullare qualsiasi tentativo da parte del pilota di risolvere il problema. Ma dopo l'11 settembre sono state prese delle contromisure aggiuntive per evitare che accada.
E una nave?, disse lei, piano.
Perch lo dici?
Non mi ha mai convinto il fatto che l'hacker fosse iscritto all'istituto tecnico, quando era piuttosto chiaro che di computer ne sapeva pi di tutti gli altri studenti messi insieme. Quando  sparito, abbiamo dato per scontato che avesse lasciato la Sicilia trovandosi un lavoro su una nave da crociera. E se salire a bordo fosse proprio il motivo per cui era venuto in Italia?. Si interruppe. Se avesse trovato un modo per dirottarla?.
Capitolo settanta
Erano le tre di notte passate quando Cate chiam Aldo Piola. Gli chiese di svegliare il generale Saito e il pubblico ministero Marcello e di convocarli a campo San Zaccaria.
Che altro ti serve?
Una decina di carabinieri. Una grossa sala operativa. E un esperto, qualcuno che si intenda di navi ed esplosivi. Ma soprattutto mi servono un paio di agenti giovani e brillanti per aiutarmi a identificare la nave su cui potrebbe essere l'hacker.
Chi vorresti?
Panicucci e Bagnasco, rispose senza esitare. Al secondo nome segu un silenzio all'altro capo.
Non mi piace, ma  brava, spieg Cate. Ed  precisa. Non andr nel panico.
Bene. Parler con Saito e Marcello.
L'esperto di esplosivi, il maggiore Tasso, arriv a San Zaccaria insieme a Cate.
La mia ipotesi  fattibile?, gli chiese.  possibile che un uomo dirotti una nave da crociera?
Dipende da quanto  sofisticata dal punto di vista tecnico, rispose lui con cautela. Ma supponendo che abbia trovato un modo per eludere il sistema di sicurezza della nave,  possibile, s.
E poi? Potrebbe minacciare di farla affondare? Arenare? Saltare in aria?
Anche questo dipende da diversi fattori, come il tipo di carburante che usa. Alcune delle navi da crociera pi moderne usano gasolio, che  pi attento all'ambiente rispetto alla nafta pesante. Lo svantaggio per  che  molto pi esplosivo.
Quanto?
Pensi all'11 settembre, disse lui sottovoce, e all'esplosione dei grattacieli causata dagli aerei con una settantina di tonnellate di carburante. Poi pensi che una nave da crociera pu contenere pi di duemila tonnellate di gasolio, altrettanto infiammabile. Se prendesse fuoco, la nave non solo brucerebbe o affonderebbe, ma le sue stesse parti - lo scafo, le fiancate, il rivestimento - sarebbero come chiodi all'interno di una bomba. Si aggiungerebbero all'esplosione invece di contenerla.
Aspetti un attimo, lo interruppe, facendo dei calcoli. Sta dicendo che un'esplosione su una nave da crociera potrebbe essere trenta volte maggiore di quella che ha fatto cadere le Torri Gemelle?.
Annu. E se per miracolo un passeggero sopravvivesse allo scoppio, si tratterebbe di un'esplosione termobarica a vuoto, che romperebbe i polmoni a chiunque fosse entro un certo raggio. Quale raggio,  difficile dirlo, ma di certo parliamo di centinaia di metri, anche in mare aperto.
Porco dio. Cate pens ai colossi sbuffanti che vedeva ogni giorno entrare e uscire da Venezia. Gli attivisti si preoccupavano dei danni per l'ambiente, ma perch nessuno aveva pensato ai rischi per la sicurezza?
D'un tratto le si raggel il sangue. E cosa succederebbe, chiese piano, se l'esplosione non avvenisse in mare aperto? Se fosse in un luogo pi ristretto?. Accenn alla banchina, a una cinquantina di metri di distanza. Un posto come il bacino di San Marco?.
Lui fece spallucce. Diciamo solo che dubito che uno di noi sarebbe ancora qui dopo.
Cate seguiva un semplice ragionamento logico, ma non riusciva comunque a credere a dove la stava portando. Grimaldo le aveva detto che Tignelli pianificava di diventare lui stesso il salvatore di Venezia. E il conte le aveva parlato personalmente, la prima volta che era andata a La Grazia, di quanti danni le navi da crociera avevano causato al suo allevamento di anguille. Era difficile trovare un argomento pi sentito per i veneziani, o che meglio rappresentasse il bisogno di cambiamento.
Arrivarono Panicucci e Bagnasco e Cate spieg loro la situazione con poche frasi. Ho bisogno che scopriate se una qualsiasi delle navi da crociera al momento nell'Adriatico va a gasolio. Cercate riferimenti a green o attenzione all'ambiente sui loro siti Internet. E poi controllate i loro itinerari e dove sono dirette. In particolare, vedete se una di loro far tappa a Venezia.
Si rivolse di nuovo al maggiore Tasso. Ha parlato dell'11 settembre, maggiore. Penso sia possibile che quest'uomo non voglia solo dirottare la nave, o farla esplodere. Penso.... Esit, riluttante a dare voce al pensiero. Penso che voglia usarla per attaccare Venezia.
Capitolo settantuno
Non ti siedi, Holly?
Preferisco stare in piedi. Continuava a tenerlo sotto tiro con la carabina.
Vuoi dirmi tu cosa avrei fatto?
Sul serio?, chiese lei incredula. Non se lo ricorda? Oppure si sta chiedendo cosa so e cosa non so?.
La guard con calma. Non ti mentir, Holly. Ho preso delle decisioni difficili per servire il mio Paese. Era il mio lavoro.
Ha ordinato la mutilazione di un bambino per finire sui titoli dei giornali e demonizzare le Brigate Rosse. Ha fatto assassinare un ex presidente del consiglio per impedirgli di formare una coalizione e condividere il potere con il Partito comunista. Ha ordinato atrocit come i responsabili del marketing prenotano campagne pubblicitarie. Persino di recente, ha fatto uccidere il conte Tignelli e saltare in aria l'uomo di Cate davanti a lei che si era avvicinato troppo a scoprire il perch.
S, si limit a risponderle. S, ho dato quegli ordini. A volte non con cos tante parole, ma erano i miei desideri, e sono stati eseguiti.
E ha fatto in modo che a mio padre venissero dati degli anticoagulanti, nella speranza che l'avessero ucciso.
No, la interruppe, alzando una mano. No, ed  questo l'aspetto ironico, Holly. Non ho mai ordinato una cosa del genere. Ho preso il suo rapporto e gli ho detto che l'avrei inoltrato ai piani alti, tutto qui. Noi non uccidiamo gli americani.
Holly cap cosa voleva fare Gilroy: ammettere tutto quello di cui lei era certa, ma negare l'unica cosa che l'avrebbe spinta a premere il grilletto.
Parole, sempre parole. Lui le usava come un musicista le note, o un mago un mazzo di carte. L'unica cosa che non avrebbe mai fatto era raccontarle la verit.
Come se le avesse letto nella mente, le disse: La storia non esiste, Holly. Ci sono solo punti di vista opposti. Perch non mi permetti di spiegarti la mia prospettiva? E poi, se non ti piacer, potrai pure spararmi.
Altre parole. Holly le temeva, temeva l'abilit di quell'uomo e che la usasse per abbagliarla o stregarla. Ma permettere a un accusato di dire la sua era insito in lei.
Agit la pistola. Vada avanti.
Come sai, negli anni Settanta avevamo un compito importante: impedire ai comunisti di prendere il potere, esord. Anche come membro di minoranza in una coalizione di governo. Quando gli elettori altrove avrebbero visto che in Italia l'eurocomunismo funzionava, chi poteva sapere come sarebbe andata a finire? La penisola italiana un satellite della Russia; il contagio allargato alla Spagna e alla Francia... Quindi abbiamo perseguito una strategia con due obiettivi. Uno: rivoltare la gente contro i comunisti. Due: assicurarci che in Italia non funzionasse.
Spargimenti di sangue su entrambi i fronti, vuol dire. Sfruttando Gladio come strumento. Ma non sono stati i gladiatori a prendere l'iniziativa, vero?  stato lei. Il burattinaio che spingeva le marionette le une contro le altre.
Stai esagerando un po', disse lui in tono docile. La verit  che nessuno aveva il completo controllo della situazione. Ma s, per un po' io e i miei colleghi abbiamo avuto il toro per le corna e abbiamo fatto un buon lavoro per farlo puntare sugli altri e non su di noi. Fece spallucce. Ha funzionato, credo. Dopotutto, abbiamo vinto la guerra fredda.
Ma poi lei non si  fermato. Sarebbe stato il momento logico per smetterla, per ormai per lei era come una droga.
O, per dirla in toni meno isterici, avevamo una risorsa molto efficiente e cara: un intero Paese nel cuore dell'Europa che funzionava in tutto e per tutto come satellite degli Stati Uniti tranne che nel nome. Certo, siamo sempre stati attenti a conservare l'apparenza che l'Italia fosse ancora una democrazia funzionante, ma in realt c'era un governo parallelo, nascosto agli occhi del pubblico. Avevamo la nostra assemblea decisionale, le sottocommissioni e gli organi esecutivi, la banca centrale, la polizia, gli impiegati statali e la burocrazia. Per il mondo erano organizzazioni benefiche, famiglie mafiose, logge massoniche e istituzioni private di finanziamento, ma in realt erano solo prolungamenti del nostro controllo. E non dimenticare che avevamo riempito il Paese da cima a fondo di strutture militari. Quando  stato chiaro che la fine della guerra fredda non avrebbe segnato l'inizio di una grande pax americana, avevamo bisogno di una base nel Mediterraneo da cui proiettare il nostro potenziale militare in Asia, in Africa... anche nel resto dell'Europa, se fosse stato necessario. Essere il poliziotto del mondo significa essere sempre pronto a intervenire sul campo, qualsiasi esso sia.
Lei non  il poliziotto del mondo, ribatt Holly amara. La polizia sostiene la legge. Compie arresti, non omicidi. Lei  il vigilante del mondo, che agisce nell'interesse suo e di nessun altro.
Forse. Ma quel che  andato bene per gli Stati Uniti  andato abbastanza bene anche negli staterelli europei. Prendi Tignelli, per esempio.
 stato lei a fermarlo, immagino.
Annu. Non l'avevamo mai fatto prima. Ogni tanto uno dei gladiatori si lascia inebriare dal proprio successo e comincia a credere di avere la risposta al casino che ci ha aiutato a creare. Nel caso del conte, lui aveva le risorse per mettere in piedi un'intera loggia nera a sostegno dei suoi piani. Ma l'ultima cosa che vuole l'America  che l'Italia si spacchi, perch potrebbe essere un vero ostacolo al libero spostamento delle nostre truppe.
Le ci volle un momento per rendersi conto che non stava scherzando.
Tuttavia, abbiamo capito presto che ponendo fine alle ambizioni di Tignelli avremmo avuto accesso ad alcune leve importanti, prosegu lui. In Italia c' un solo attore oltre agli Stati Uniti, e ultimamente si  comportato male. Questo papa  stato piuttosto critico circa la guerra al terrorismo. In questo contesto, il losco accordo tra la Banca Vaticana e Cassandre per liberarsi dei titoli tossici  merce rara. Al momento giusto, baster una parolina all'orecchio giusto e la linea del papa torner nella nostra direzione.  cos che funziona.
E l'attacco che Cate e Daniele stanno cercando di sventare? Funziona anche cos?.
L'uomo fece spallucce. Come sai, l'Europa si  lamentata dell'estensione dei nostri programmi di sorveglianza cibernetica. Ha bisogno di un gentile promemoria di quanto possa essere rischioso il mondo senza la protezione americana. Dopo di che, ogni governo europeo ci implorer di poter partecipare a VIGILANCE. Annu, pensieroso. In effetti,  un sistema piuttosto brillante. Qualcuno si  accorto che in Europa i terroristi si erano calmati dopo la rivelazione di Snowden delle nostre attivit spionistiche. All'inizio abbiamo pensato che i cattivi avessero semplicemente imparato a eludere il nostro controllo, ma poi abbiamo capito: sapere di essere osservato spinge a comportarsi meglio.  stato il filosofo Jeremy Bentham a scoprire questo principio nel XVIII secolo e l'ha usato per progettare una prigione autoregolamentata in cui ogni carcerato pensava di essere segretamente osservato dalle guardie. L'ha chiamata Panopticon, l'onnivedente. VIGILANCE  il nostro Panopticon, Holly, e ben presto tutti in Europa ci entreranno di loro spontanea volont.
A quale costo?, chiese lei, scioccata.
Oh, be'. Riflett lui. Venezia brucer, immagino. Ma  poi cos terribile? Sta comunque affondando. Non preoccuparti, aiuteremo a ricostruirla. Solo che stavolta la faremo due metri sopra il livello dell'acqua, con fognature appropriate, uscite d'emergenza, strade di servizio... Per la prima volta in dieci secoli, potrebbe funzionare davvero.
Vuole trasformarla in Disney World, disse lei. Una Las Vegas sull'acqua.
Disney World  un'azienda gestita benissimo. Potrebbero fare molto peggio. Sospir. E s, moriranno delle persone, per il panico e l'incendio. Diverse migliaia, secondo i miei calcoli. Ma se ti guardi intorno nel mondo in questo momento, in Siria, in Libano, praticamente in ogni Paese africano,  una cifra quasi insignificante, anche se il fatto che la conflagrazione sar la notizia principale su ogni canale d'informazione in tutto il mondo la render molto pi importante. Non sto dicendo che sia giusto, Holly. La decisione di non fornire agli italiani maggiori dettagli sull'attacco  sbagliata, a mio parere.  una delle diverse cose che mi hanno convinto ad andare in pensione. Sul serio stavolta, rispetto ad abbandonare soltanto il mio ruolo ufficiale.
 lei Cesare, vero? L'uomo sul campo che conduce le danze dell'America.
Annu. Un titolo puramente onorario. Il mio predecessore, Bob Garland,  stato il primo Cesare e io sono stato il secondo. L'Italia ha avuto sessantadue capi di governo in settant'anni, ma solo due veri governatori. Tu sarai la terza.
Io!, sbott lei stupita. Cosa le fa pensare che io voglia avere qualcosa a che fare con tutto questo?
Cosa ti fa pensare che io lo volessi?, le rispose a tono. Quando ti ho fatto venire qui, Holly,  stato per tuo padre, proprio come ti ho detto. Ma pi ti ho visto, pi mi sono reso conto che sei esattamente ci di cui ha bisogno questo posto. Alcuni pensano che tu possa essere stata contaminata dal fatto di essere cresciuta qui, ma io ti guardo e vedo un'americana coraggiosa, una patriota, che pensa in modo logico e mette il proprio Paese al primo posto, ma che ama questa nazione ridicola abbastanza da volerla salvare da se stessa. Ho ragione?.
Holly non rispose.
Il punto  che ora tutte queste decisioni difficili spetteranno a te. Abbiamo avuto la mano troppo pesante? Dovremmo permettere a uomini come Flavio Li Fonti di portare alla luce i nostri segreti, se il prezzo  una rivolta globale contro l'America e la nostra linea d'azione? Cosa  pi importante, la vita di qualche piantagrane italiano o la sicurezza delle truppe americane nel mondo?. Si sporse in avanti. Vuoi fare del bene, Holly? Ti sto offrendo il potere di fare del bene immenso. Diventa la mia coscienza, la mia consigliera, o come preferisci chiamarti. E poi, quando ti avr mostrato come funziona, far un passo indietro e tu prenderai il mio posto.
Niente di pi semplice, mormor lei.
Lui fece spallucce. Oppure puoi spararmi. Non so se mi importa ormai. Di certo non cercher di dissuaderti, se  quello che sceglierai.
E, tanto per essere chiari sulle opzioni che ho, c' qualche altra possibilit?
Ma certo. Se deciderai di non uccidermi ma non vorrai la posizione che ti sto offrendo, potrai andartene senza nessun rancore. Probabilmente potrei persino fare in modo di mandarti a fare del bene da qualche altra parte. Cosa vorresti, Holly? Un incarico umanitario in Sierra Leone? Una missione di pace nel Darfur? Evitare il genocidio in Iraq? Se davvero non hai voglia delle realt pi dure della potenza americana, c' sempre il rovescio della medaglia, le opere di bene che ci permette di fare nel mondo. Se  pi di tuo gradimento, devi solo dirlo.
E poi c' la quarta opzione, aggiunse lei.
Gilroy sollev un sopracciglio. Quale?.
Holly si tolse il sacco dalla spalla e, senza distogliere lo sguardo da lui, estrasse gli oggetti che aveva preso dalla cucina.
Una scatola di veleno per topi e un coltello affilato.
La quarta opzione  che le far ingoiare il contenuto di questa scatola.  warfarin, lo stesso agente anticoagulante che credo sia stato usato per mio padre. E poi le mozzer le orecchie e il naso, proprio come ha costretto Carole Tataro a fare a Daniele. Magari lo shock le causer un ictus come a pap, o forse no. Ma in ogni caso, gli anticoagulanti la faranno morire dissanguato.
Lo osserv con attenzione, ma quegli occhi azzurro chiaro trasalirono appena.
S, disse lui in tono dolce. S, questa sarebbe un'altra opzione, vero? Allora Holly, quale scegli?.
Capitolo settantadue
L'elicottero dei carabinieri volava veloce e basso sul mare. Ben presto la costa italiana fu solo una serie di spilli scintillanti alle loro spalle.
Bagnasco e Panicucci ci avevano messo pochi minuti a identificare la nave pi probabile. Non solo la Serenit dei mari era un colosso che poteva ospitare fino a 3750 passeggeri e 1300 membri dell'equipaggio, ma era anche alimentata a gasolio e Venezia era la sua prossima destinazione. Il suo punto forte era la tecnologia all'avanguardia, che vantava dal Wi-Fi gratuito a bordo grazie al satellite della nave alle app di riconoscimento facciale e di localizzazione e agli speciali braccialetti RFID che sostituivano i normali sistemi di sicurezza.
Il pubblico ministero Marcello, tuttavia, non era stato troppo convinto, soprattutto quando Cate aveva chiesto di chiudere Venezia alle navi e organizzare all'istante un'evacuazione generale.
Chiudere Venezia?, aveva ripetuto lui stupito. Ha idea di quante navi da crociera arrivano ogni giorno in citt, capitano? E quanti turisti portano queste navi?
Ventimila al giorno, circa un quarto del totale, aveva risposto lei con una certa impazienza. Ma al momento la nostra priorit deve essere la sicurezza degli altri tre quarti, per non parlare dei residenti e dei palazzi.
Dev'esserci un equilibrio ragionevole tra la sicurezza e il permettere alla gente di condurre una vita normale. Non possiamo farci vedere in preda al panico a ogni ipotesi eccentrica. L'avvocato aveva raddrizzato la schiena sulla sedia, assaporando l'inconsueta sensazione di mostrarsi come il paladino della libert personale. Rifiuto la sua richiesta.
Aspetti, si era intromesso Saito. Al momento la nave in questione si trova in acque internazionali. Purch il comandante sia d'accordo, non  necessario un mandato italiano per salire a bordo. Non sta a lei accettare o rifiutare questa richiesta, avvocato. Aveva lanciato un'occhiata a Cate. Scavalco il pubblico ministero e, con la mia autorit, la autorizzo a prendere due agenti e perquisire la nave. Se scoprir qualcosa, qualsiasi cosa, vedremo cosa fare.
Grazie, signore. Era uscita dalla porta prima che il generale potesse cambiare idea.
In quel momento, la Serenit dei mari costeggiava il litorale croato. All'alba, i passeggeri abbastanza fortunati da stare nelle cabine esterne avrebbero ammirato direttamente le pittoresche baie di Lussino, mentre chi stava in quelle interne le avrebbe viste passare sul portale virtuale, uno schermo tondo sopra ai letti.
Intorno a mezzogiorno, la nave avrebbe virato a nordest e attraversato l'Adriatico. Con un po' di fortuna, quando avrebbe percorso il bacino di San Marco e il canale della Giudecca verso il terminal del Tronchetto, il sole del tardo pomeriggio avrebbe avvolto Venezia in un bagliore magico. I passeggeri allora avrebbero potuto decidere di scendere per cena oppure di unirsi a uno dei tour a piedi offerti dalla nave.
In pratica per, la maggior parte avrebbe mangiato al Qsine, il ristorante raffinato a bordo, o in uno degli altri locali presenti. Sarebbe stato l'arrivo stesso in laguna, attraverso la Bocca di Lido, a far accalcare i 3750 passeggeri alle ringhiere con le macchine fotografiche in mano mentre la nave sovrastava piazza San Marco, Palazzo Ducale e la basilica.
Eccoci, grid il pilota dell'elicottero, indicandola. Cate guard in basso. Si distinguevano tre o quattro isole, con le luci appena visibili nell'oscurit. Una pareva densamente abitata. Poi si rese conto che non era un'isola, ma una nave.
Aveva gi visto delle superpetroliere e si era meravigliata di quanto fossero lunghe e vuote, con gli alloggi dell'equipaggio e la plancia all'apparenza piccoli sul ponte infinito, ma la Serenit non era nulla del genere: seppur lunga quasi come una superpetroliera, i suoi sette piani svettavano sul ponte, affollati di cabine, atri, campi da tennis, pareti per l'arrampicata, piscine con scivoli... La plancia pareva una visiera, una fessura di vetro, minuscola rispetto al resto, che correva per tutta la lunghezza della nave e sporgeva persino un poco su ogni lato.
Questo non  un grattacielo galleggiante, pens mentre l'elicottero sorvolava con cautela la pista d'atterraggio e prendeva la stessa velocit della nave.  una citt galleggiante.
Controll la pistola e vide che Bagnasco e Panicucci facevano lo stesso.
Due ufficiali li attendevano per accoglierli e li accompagnarono in fretta nella plancia. Era pi grande di quanto paresse dall'alto, una galleria alta quanto due piani e larga quaranta metri. Cate, abituata a imbarcazioni pi piccole, riconobbe ben poco in fatto di strumenti di navigazione, solo una cabina di pilotaggio come quella di un jumbo jet al centro, con due sedili circondati da file di schermi e console. Il timone non era pi grande di quello di un motoscafo.
Era straordinario che un simile mostro potesse essere controllato da qualcosa di tanto minuscolo.
Sono il comandante Lozano e questo  il primo ufficiale, Daryl Valasco, si present il comandante, alzandosi da uno dei sedili. Come posso aiutarvi?
Stiamo cercando un sospetto terrorista che crediamo possa nascondersi tra i tecnici informatici dell'equipaggio, rispose Cate.
Li faccio radunare subito. Fece un cenno al primo ufficiale, che and a un telefono. La nave  in pericolo immediato?
Non lo so, disse lei, sincera. Ha notato qualcosa di strano da quando avete lasciato la Sicilia? In particolare con il sistema informatico?.
L'uomo scosse la testa. Assolutamente nulla.  stato un viaggio molto tranquillo.
Be', come precauzione le suggerisco di disattivare qualsiasi apparecchio collegato a Internet.
Il comandante aggrott la fronte. Non  cos semplice. I nostri sistemi di riconoscimento biometrico dei passeggeri usano tutti la stessa rete. Ma far controllare a qualcuno.
In attesa dell'arrivo degli uomini, Cate si ritrov a guardare Bagnasco e si ricord che il sottotenente soffriva di mal di mare. Come sta?, chiese sottovoce.
Oh. Bagnasco parve sorpresa. Bene. Mi sono abituata, credo. Be', era gi qualcosa, pens Cate.
Ben presto nella plancia furono condotti otto uomini, che si sfregavano gli occhi per il sonno.
Ci siete tutti?, domand il comandante.
Uno di loro osserv la fila. Tranne Mustaqim. Sta facendo il turno di notte.
Dov'?.
L'uomo si avvicin a uno schermo montato presso la porta e digit qualcosa. Comparve una mappa della nave, con un puntino blu che lampeggiava sul ponte 3. Cate si guard intorno e si accorse che ogni membro dell'equipaggio portava un braccialetto colorato. Dovevano essere i localizzatori di cui aveva letto sul computer di Bagnasco.
 nella sala giochi, annunci l'uomo.
Primo ufficiale Valasco, sarebbe cos gentile da andare a prenderlo?
Vado anch'io, s'intromise Cate. Tenga qui gli altri, per favore. I miei colleghi cominceranno a controllare la loro identit.
Segu il primo ufficiale in un ascensore di vetro, che scese in un atrio alto come tre piani, pieno di negozi.
Mi segua. Valasco le fece attraversare tutto il piano e una porta antincendio. Un cartello annunciava che si trattava del Casino Royale, il pi grande spazio per il gioco d'azzardo a bordo di una nave in acque europee. Ovunque lampeggiavano luci e si udivano i bip delle macchinette. Pur essendo nel cuore della notte, era pieno di gente.
Apr un'altra porta antincendio ed entrarono in un locale senza finestre, pieno di bip. Solo che questa volta le macchinette erano videogiochi e i clienti soprattutto ragazzini.
Prese un tablet e consult di nuovo la pianta. Il puntino era ad appena qualche metro da loro. Laggi, disse e si fece strada verso un tappetino da ballo.
La ragazzina che si dimenava li guard appena, concentrata com'era sullo schermo.
Mi faccia avere una foto di questo Mustaqim, ordin Cate. Il pi in fretta possibile, per favore. Devo parlare di nuovo con il comandante.
Dobbiamo perquisire la nave, gli disse.
Va bene, ma non possiamo disturbare i passeggeri. Staranno dormendo.
Li svegli tutti e controlli in ogni cabina, ribatt lei con enfasi. Quest'uomo  pericoloso.
Il comandante aggrott le sopracciglia. Mi perdoni, capitano, ma di preciso che cosa la porta a questa conclusione? Si tratta di un uomo solo. La sala macchine  protetta. Finora non  riuscito a fare niente, n ha mostrato qualche intenzione criminale. Non  possibile che abbia semplicemente usato le sue competenze tecniche per nascondere il fatto di essersi allontanato per un pisolino mentre invece dovrebbe essere in servizio?
 proprio questo il punto. Si tratta di un hacker, e questa nave  controllata da computer. Cate accenn agli apparecchi tecnologici nella plancia. Potrebbe pianificare di tutto.
Il comandante pareva divertito. Ma la rete wireless per i passeggeri non  in alcun modo connessa ai sistemi di controllo della nave. Tutti questi apparecchi hanno un uplink che rimanda direttamente al satellite della compagnia.
Allora ecco il vostro punto debole, comandante. Se per governare la nave  necessario violare un satellite, mi creda che  quello che avr fatto.
Ma non ha il controllo della mia nave, le fece notare lui. Ce l'ho io. Mi permetta di mostrarglielo. Si volt verso l'uomo che si occupava del timone. Timoniere, viri di circa tre gradi.
Signors.
Il comandante torn a voltarsi verso Cate. Aspettarono e lei vide la fiducia negli occhi dell'uomo vacillare, sostituita dal dubbio e dalla paura. Si gir di nuovo verso il timoniere. Qual  il problema?, chiese in tono duro.
Non lo so, signore. Il timoniere premette in fretta dei bottoni. Funziona tutto come al solito, ma la nave non risponde.
Sotto i loro piedi, si avvert la lieve vibrazione dei motori che prendevano velocit.
Be', risponde al gas, disse il comandante.
Signore, non ho dato gas.
Segu un breve silenzio. Riduca la velocit a sette nodi, ordin il comandante.
Signors. E poi: I motori non rispondono, signore.
Perquisisca la nave, ripet Cate. Ogni cabina.  nascosto da qualche parte con un portatile, e sta controllando tutto.
Capitolo settantatr
L'equipaggio della Serenit fu diviso in squadre di ricerca. Mentre scendevano sul primo ponte, si spensero le luci.
Si accesero all'istante quelle di emergenza - tenui faretti LED nel pavimento e sul soffitto, progettati per guidare i passeggeri in caso di naufragio. Ma di colpo la nave non parve pi tanto un albergo quattro stelle galleggiante quanto un enorme e fragile container stipato di umanit.
Persino dalla plancia, Cate ud le grida di panico. Forse dovrebbe cominciare a pensare di evacuare la nave, disse al comandante quando nessun altro li ascoltava. Dovremmo far scendere pi gente che possiamo.
Lui scosse il capo. Sfortunatamente, non  possibile. Le scialuppe sono progettate per essere messe in mare quando la nave  ferma. Andando a pi di cinque nodi, verrebbero risucchiate nella nostra scia. Lanci un'occhiata allo schermo. Al momento, la nostra velocit  di quattordici nodi. E continua ad aumentare.
Cate cominciava solo allora a rendersi conto davvero dell'orrore della situazione. Quanto manca prima che arriviamo a Venezia?
A questa velocit, circa quattro ore e mezzo.
E mi sa dire di preciso dove siamo diretti?
Il navigatore dice che le coordinate del GPS corrispondono a quelle del campanile di San Marco, rispose lui, sottovoce.
Il famoso campanile al centro di piazza San Marco. Quasi alla stessa distanza dal Palazzo Ducale e dalla basilica, e a pi di cento metri dal mare.
Pare che abbia intenzione di farci schiantare a tutta velocit nella piazzetta, prosegu il capitano. Cosa succeder poi, non lo sappiamo per certo. Ma con i serbatoi pieni di carburante,  probabile che la nave esploda.
Non pu svuotarli in mare?.
Scosse di nuovo la testa. Non esiste un meccanismo per farlo.
 una bomba galleggiante, pens Cate. La nave era un enorme missile in arrivo dal mare e puntato contro il cuore di Venezia. Pens alle immagini che sarebbero state in prima pagina sui quotidiani del giorno dopo. Il campanile sarebbe stato abbattuto, le due colonne di San Marco e San Teodoro ridotte a detriti, i leoni di pietra su cui i bambini giocavano e i turisti si mettevano in posa per una foto persi per sempre. E la piazza dove generazioni di suoi antenati avevano spettegolato, passeggiato e comprato bibite fresche dai venditori in attesa all'ombra dei colonnati sarebbe diventata un luogo di distruzione reclamato dal mare, un secondo Ground Zero.
Ma c'era di pi. Era noto che il tetto del Palazzo Ducale fosse di legno: era stato realizzato dai costruttori navali dell'Arsenale a mo' di scafo sospeso, con le stesse tecniche che avevano reso la flotta veneziana invidiata in tutto il mondo. Ed erano di legno anche le cinque cupole dorate della Basilica, erette nel XIII secolo perch il simbolo della potenza di Venezia fosse visibile anche in mare aperto. Da tempo gli incendi erano stati la minaccia che pi teneva in movimento le autorit della citt, al punto che, persino al giorno d'oggi, i ristoranti dovevano richiedere una licenza speciale per installare i forni per la pizza. Un incendio poteva estendersi tra i canali in un istante, consumando gli edifici con angusti appartamenti cos come i grandi palazzi. Se la Serenit fosse esplosa in piazza San Marco, fin dove si sarebbe spinta l'onda di distruzione? Nel resto del quartiere di San Marco, quasi di certo; forse fino a Cannaregio e Castello... Cate avvert una furia fredda che per represse.
Chiam Piola per aggiornarlo. Sei ancora in tempo per scendere?, volle sapere lui.
Non penso. Il pilota dice che l'elicottero non pu decollare a questa velocit. Ma comunque, non potrei abbandonare i passeggeri.
Lui rispose piano: Se lo trovi e hai la possibilit, sparagli. Promettimelo, Cate. Non pensarci due volte.
Lo far. Ebbe un'esitazione. Stanno gi evacuando la citt? Nel caso non dovessimo farcela?
Ne stiamo discutendo da tutta la notte. Sospir. Nessuna autorit vuole prendere la decisione. Sai com' il ponte della Libert nel migliore dei casi. Anche se avessimo i mezzi per dare l'ordine di evacuazione generale, come farebbero trecentomila turisti ad attraversare un ponte tanto piccolo in poche ore? Si scatenerebbe il panico.
Dovete comunque provarci.
Continuer a lavorarci. Ma Cate, speriamo che non si arrivi a tanto. Lui dev'essere da qualche parte sulla nave. C' ancora tempo per trovarlo.
Mentre la notte lasciava spazio al giorno, Daniele fin di disinfettare gli ultimi computer degli utenti. Non era riuscito a raggiungerne alcuni in tempo. In diverse citt qua e l per la penisola, alcuni semafori si erano spenti e gli ingorghi mattutini erano ancora pi paralizzati del solito. Centinaia di auto connesse a Internet - le Ford con tecnologia SYNC, le BMW con ConnectedDrive, le Audi con Connect e le Mercedes con COMAND - avevano causato incidenti aggiungendosi al caos, mentre le porte di alcuni garage si erano rifiutate di aprirsi. In pi edifici governativi, i dispositivi antincendio erano partiti senza alcun motivo, mentre i server delle tre pi grandi banche italiane avevano improvvisamente pubblicato online i dettagli di tutti i loro clienti.
Fino a quel momento per, nessun attacco aveva causato perdite umane. Alle dieci restava solo il computer dell'hacker.
Alle dieci e trenta, le agenzie di stampa riportavano la situazione in tutta Italia. Alcune speculavano gi che si fosse trattato di un attacco cibernetico.
Daniele riflett un momento, poi post un messaggio sulla pagina del login di Carnivia.
Cari carniviani,
nelle ultime settimane questo sito  stato compromesso. Un hacker  riuscito a diffondere un virus tra gli utenti, con lo scopo di generare terrore tramite un malfunzionamento simultaneo di centinaia di migliaia, forse persino milioni, di apparecchi connessi a Internet.
L'unico modo che avevo per evitare gli attacchi era rimuovere i sistemi di cifratura di Carnivia e disinfettare il sito. Tali sistemi verranno ristabiliti a breve, ma nel frattempo sappiate che niente di quello che fate o dite su Carnivia avr il solito livello di anonimato.
Date le circostanze, le elezioni previste per oggi vengono sospese per ventiquattro ore.
Daniele Barbo
Clicc su Pubblica e si appoggi allo schienale della sedia. Senza dubbio ci sarebbero state delle proteste e sarebbe stato accusato anche di aver ingannato gli utenti quando aveva detto che la cifratura non poteva essere aggirata, nemmeno da lui. Altri avrebbero colto al volo l'opportunit di affermare che non avrebbe mai dovuto permettere agli utenti di essere anonimi.
Ma, per il momento, aveva delle cose pi urgenti a cui pensare, e un'importante decisione da prendere.
Capitolo settantaquattro
Entro mezzogiorno le squadre di ricerca avevano perquisito ognuna delle 1.650 cabine. Avevano controllato nell'Aqua Park, nel Colonial Club, nel corso di golf virtuale, nei tre ristoranti e nella discoteca. Avevano cercato nella Balinese Spa e nel solarium indianeggiante, nell'Hawaiian Palm Court e al Latte-tudes Coffee Shop. Avevano ispezionato tutti i ponti passeggeri e poi erano scesi nelle cambuse sottostanti rimbombanti di echi metallici, negli alloggi dell'equipaggio e nella sala macchine.
Dell'hacker non c'era assolutamente traccia.
Cate si fece carico personalmente di perquisire la sua cuccetta, in cerca di un qualsiasi indizio. Trovarono un Corano malconcio, due cellulari e tre passaporti con la stessa fotografia. Il pi vecchio era libico, a nome di Tareq Fakroun. Aveva vent'anni.
Niente portatile, constat. Dev'essere proprio quello che sta usando. Si volt verso il comandante. Se volesse avere accesso alla rete informatica, quale potrebbe essere il posto migliore?.
Lui fece spallucce e guard senza speranza l'ufficiale esperto di informatica.
Nessuno sa davvero come funziona questa roba, pens lei. Pensiamo di controllarla perch sappiamo usarla, ma in realt  un mistero per noi.
Probabilmente la sala dei server, disse l'ufficiale. Ma  gi stata perquisita.
Mi ci porti comunque.
Il locale, uno spazio chiuso e caldo pieno di attrezzature, era un livello pi gi nelle viscere della nave. Nei condotti sul soffitto correvano ammassi di fili, sopra a scaffali pieni di computer che lampeggiavano silenziosi.
C' un modo per spegnere le parti che sta usando?, chiese lei.
Ci abbiamo provato, disse l'ufficiale, ma pare che non faccia differenza. Se dovessi tirare a indovinare, direi che ha aggirato completamente la nostra rete e ha scritto un suo programma scheletro per gestire la nave.
Cate non ne sapeva niente di computer, ma ne sapeva qualcosa di navi. Avr comunque bisogno del GPS per arrivare a destinazione. Se volesse violare il flusso di dati del satellite di tutti gli altri apparecchi elettronici, da dove lo farebbe?.
Fu il comandante a rispondere. C' una coffa sull'antenna in cima alla nave. Vi si accede solo tramite una scaletta sul fianco della torre radar.
Prese Panicucci e Bagnasco e sal di corsa le scale di servizio da un ponte all'altro. Alla fine arrivarono ai piedi della torre radar, con l'ultima scala da salire.
Mentre si inerpicava, un piolo dopo l'altro, aveva negli occhi il riflesso del sole sul metallo. Abbass lo sguardo e vide il mare ad almeno settanta metri sotto di lei.
I pioli sparivano attraverso il pavimento di quello che pareva un piccolo ponte di osservazione, il punto pi alto della nave. Con cautela, sollev la testa attraverso il buco e si guard intorno.
Un ragazzo dalla pelle scura era seduto a gambe incrociate vicino all'antenna radar, con un portatile tra le ginocchia. Indossava un gil imbottito senza maniche. Poi Cate vide dei fili che uscivano dalle cuciture. Un giubbotto esplosivo.
Lui incontr il suo sguardo e avvicin la mano alla tasca.
Fermo!, grid lei, e prese la pistola.
Non la ascolt. Mentre lui afferrava il detonatore, lei gli spar in faccia. Non c'era tempo di pensare; non c'era tempo per nulla di intenzionale come una decisione. Nello sparare, Cate si rese conto che aveva sempre avuto intenzione di farlo, sin da quando Piola le aveva detto di non esitare. La testa del ragazzo esplose; il sangue schizz dappertutto e il computer sbalz via dalle sue gambe, mentre il corpo si rizzava per poi accasciarsi su un lato, asciugando con i capelli scuri gli schizzi di sangue. Il rinculo la fece indietreggiare e Cate ondeggi sulla scaletta, stringendola con la mano sinistra come se ne andasse della sua vita, mentre cercava disperatamente di ritrovare un appoggio per i piedi.
Poi salt sulla piattaforma. Era ancora vivo, si contorceva, poi di colpo smise. Gli controll le vie respiratorie e abbass le labbra sulla sua mascella maciullata per fargli la respirazione bocca a bocca, d'istinto, cos come poco prima aveva premuto il grilletto.
Panicucci e Bagnasco si accovacciarono in silenzio accanto a lei. Solo quando Cate vide il sangue che si raccoglieva intorno ai loro stivali cap che non c'era pi speranza.
Prendete il portatile, disse alzandosi.
Guard verso la direzione in cui era diretta la nave. All'orizzonte brillava una strisciolina argentata; volte, guglie e cupole dorate che s'infiammavano sotto i raggi del sole, e la prua della nave puntava proprio verso di loro, dritta come una freccia.
Venezia.
Portarono il computer nella plancia per farlo esaminare dagli specialisti.
Ogni comando  protetto da una password, disse infine uno di loro. Non riusciamo nemmeno a capire cosa stia facendo.
Allora spegnetelo, ordin Cate. Se non altro ci assicureremo che non controlli pi la nave.
L'uomo ubbid e tolse la batteria. Non appena lo fece, dal profondo della nave si ud un rumore, seguito dal ronzio pi forte dei motori sotto ai loro piedi. Cate si sent spinta all'indietro mentre la grossa nave balzava in avanti.
Un dispositivo dell'uomo morto, disse sottovoce l'ufficiale. Deve averlo programmato perch i motori tornino alla massima velocit in caso di qualsiasi tipo di manomissione.
Quanto manca a Venezia ora?.
Il primo ufficiale consult uno schermo. A questa velocit, meno di mezz'ora.
Cate afferr il telefono. Daniele, disse quando lui rispose. Mi serve il tuo aiuto.
Gli riassunse la situazione in poche frasi. Quello che ho bisogno di sapere, concluse,  se puoi violare il satellite della compagnia marittima e resettare le coordinate del GPS.
Lui riflett. S e no. Probabilmente posso disattivare il legame con il satellite, ma la nave sarebbe ancora puntata sulle vecchie coordinate. A meno che non trovi un modo di fargli cambiare rotta, seguir le vecchie indicazioni fino a quando colpir qualcosa oppure finir il carburante. Non c' un modo per farla sterzare? Per disabilitare i sistemi elettronici?.
Lei guard un gruppo di ufficiali che confabulavano. Ci stanno lavorando, ma non penso di poter contare su di loro. La nave  troppo grande e complessa.
Una barca  sempre una barca. Deve pur esserci un modo di farle cambiare rotta.
Un'idea le balen in mente.
Penser che sia una follia, disse al comandante. Ma ho a che fare con le barche da tutta la vita. E so che alla fin fine quelle grandi si comportano proprio come quelle piccole.
Lui annu cauto.
Cate prosegu: E se prendessimo il giubbotto esplosivo dell'hacker e facessimo un buco sulla sinistra della prua, appena sotto il livello dell'acqua? La nave si incliner e la resistenza la far girare. Indic la mappa. Ovviamente cominceremo ad affondare, ma nel frattempo vireremo verso il porto, lontano dalla Bocca di Lido. E se non attraversiamo la bocca per entrare nella laguna, se non altro Venezia sar salva. Nella migliore delle ipotesi, forse la sabbia ci far fermare abbastanza lentamente perch i serbatoi non esplodano.
Come fa a sapere che il giubbotto non far un buco piccolo piuttosto che uno grande?
Non lo so, ma non penso che il ragazzo avrebbe perso tempo a costruire un giubbotto pi grande di quanto gli servisse. Scommetto che contiene abbastanza esplosivo da distruggere lui, il suo computer e chiunque gli fosse stato vicino.
Prego Dio che lei abbia ragione, capitano, comment l'uomo in tono flebile. Perch io di certo non ho un'idea migliore.
Consultarono con attenzione una pianta della nave, dibattendo esattamente su dove mettere l'esplosivo. Ma Cate sapeva che, giusto o sbagliato, il tempo per pensare era quasi esaurito. Ormai riusciva a vedere abbastanza chiaramente lo skyline di Venezia, dietro la lunga linea del Lido. Distingueva i tetti dei singoli edifici, il bar sulla terrazza in cima all'hotel Stucky, le cupole dorate di San Marco e quella bianca di Santa Maria della Salute.
D'un tratto le torn in mente una cupa notte di gennaio: l'acqua alta che sommergeva i gradini della chiesa; un cadavere portato in citt dalla laguna. Il suo primo caso con Aldo Piola. Quanto tempo sembrava passato.
La far esplodere qui, disse, interrompendo la discussione e indicando un punto a met della prua.
Sono gli alloggi dell'equipaggio. La posso accompagnare io, si offr subito il primo ufficiale.
Raduni i passeggeri, pronti per abbandonare la nave, ordin il comandante a uno dei suoi uomini. A Cate e al primo ufficiale si limit a dire: Buona fortuna.
Un altro ufficiale aveva improvvisato una lunga miccia per la detonazione. Mentre portava con cautela il giubbotto sulle infinite passerelle, le parve pi probabile che causasse un buco troppo piccolo piuttosto che il contrario. Era davvero possibile che poche manciate di esplosivo facessero uno squarcio in uno scafo spesso come quello della Serenit?
Era contenta che il primo ufficiale Valasco fosse con lei: sotto il livello dell'acqua era facile sentirsi disorientati tra i corridoi identici. La vibrazione dei grossi motori pareva pi forte l; pi di una volta si ritrov a rimbalzare contro le pareti di metallo, attenta a non far sbattere il giubbotto.
Alla fine lui apr una porta. Qui dentro.
Non persero tempo. Lasciarono il giubbotto in una cuccetta per concentrare l'esplosione verso l'esterno, poi srotolarono la miccia e batterono in ritirata in corridoio. Mentre Cate si accucciava e la accendeva, il primo ufficiale rimase in piedi accanto a lei, pronto ad aiutarla a scappare.
Cate stava gi correndo quando alle sue spalle risuonarono lo scoppio e il botto dell'esplosione. Troppo presto, pens.  scoppiata troppo presto. Per un momento le parve di essere di nuovo nel suo appartamento, impietrita, a guardare dalla finestra Flavio che saltava in aria. D'istinto trasal e incespic, ma il primo ufficiale la tenne per il braccio e, mezzo trascinandola e mezzo spingendola, la condusse lungo il corridoio. Quando furono al riparo, alcuni membri dell'equipaggio sigillarono le paratie dietro di loro; Cate ud una seconda esplosione, pi fiacca, mentre tra i ringhi il mare selvaggio reclamava lo spazio brevemente usurpato dall'uomo.
I passeggeri erano radunati sul ponte, in silenzio, con i giubbotti di salvataggio addosso. Nella plancia, Cate e Valasco trovarono gli altri ufficiali che sbirciavano ansiosi verso la prua.
Qualcosa?, chiese lei. Un uomo scosse la testa.
Daniele la richiam. Mi sono occupato della telemetria e del localizzatore del satellite con uno spoofing.
Cio?, chiese lei, impaziente.
 temporaneamente fuori uso. Che succede l da te?
Non ne sono sicura. Ma quando lo disse, sent il ponte sotto ai piedi che cominciava a spostarsi, a inclinarsi di pochi millimetri verso babordo. Trattenne il fiato.
Erano ad appena qualche centinaio di metri dalla riva e, come un enorme ariete, la prua della nave puntava verso l'apertura nel Lido. Il ponte sband a sinistra e la nave con esso, come uno skateboard con tutto il peso della persona su un lato. Non di molto, ma ora la prua non puntava pi verso l'apertura ma verso il Lido. Cate riusciva a vedere la facciata decorata dell'Hotel des Bains e le file di capanne bianche e blu dove tutto era cominciato. Vedeva i bagnanti, allineati dietro il nastro della polizia che li teneva lontani dalla spiaggia. E vedeva la sabbia soffice e ocra che aspettava di accogliere la Serenit dei mari, pronta a ghermirne il ventre. La nave rallent, sband e d'un tratto si gir a tribordo, questa volta in modo pi sensibile. Insieme a un gruppo di ufficiali, Cate fu scagliata verso un'estremit della plancia, ormai circa tre metri pi in basso rispetto all'altra. Poi fece un ruzzolone e, in un valzer perfetto, fin tra le braccia di Panicucci, per poi crollare entrambi sul pavimento, inclinato come uno scivolo. Con un sussulto improvviso e spasmodico, il colosso si spiaggi e non pot andare oltre, svettando sui lettini vuoti in un'angolazione impossibile, da ubriaco, come se volesse semplicemente scaricarvi i passeggeri.
Capitolo settantacinque
Daniele Barbo aspettava in un angolo tranquillo di un bar vicino al Rialto. Il barista, cos come molti clienti, era mascherato. Tuttavia, altri erano a viso scoperto. Per molte persone che avevano partecipato allo Smascheramento, come era stato chiamato, non nascondere la propria identit era ormai motivo di vanto. Daniele aveva dunque introdotto nel sito una nuova funzione: gli utenti potevano scegliere se mostrarsi in incognito oppure no.
Ciao, Daniele.
L'avatar comparso sulla sedia accanto a lui era tra quelli che non portavano una maschera, ma Daniele l'avrebbe riconosciuto comunque.
Ciao, Max. Congratulazioni.
S, alla fine tutto  andato per il meglio, vero? Subito dopo lo Smascheramento, l'unica scelta possibile era parsa affidare Carnivia a un amministratore - e non uno qualsiasi, ma quello che aveva aiutato Daniele Barbo a identificare e neutralizzare il virus. Quando le elezioni erano state indette di nuovo, Max aveva ottenuto una vittoria schiacciante.
In realt  proprio di questo che volevo parlarti. La mia decisione di prendere le distanze dal sito... ci sto ripensando.
Segu una lunga pausa. Oh? Perch?
In parte per via di quel che  successo, rispose Daniele.
Non capisco.
Ripensando a quello che aveva fatto l'hacker, c'erano alcune cose che mi davano fastidio. Per esempio come aveva fatto a organizzare cos tanto da solo. Allora, intanto che la cifratura era disattivata, ho controllato pi da vicino la sua storia. Sembra che qualcuno lo abbia aiutato... un altro hacker, che nei forum si fa chiamare Jibran.  stato Jibran a suggerire di prendersela con l'Internet delle cose, ed  stato Jibran a suggerire Carnivia per farlo.
Un tipo furbo, allora, rispose Max.
S... anche se, stranamente,  stato Jibran anche a far trapelare il video dell'attacco al traforo del Frejus. Se tu non me l'avessi fatto notare, Tareq Fakroun se la sarebbe cavata. Secondo te, se Jibran era tanto furbo perch l'ha fatto?
Forse non  riuscito a resistere all'impulso di vantarsi.
Forse. Ma ho cominciato a chiedermi se potesse esserci sotto qualcosa di pi. Allora ho controllato meglio anche gli amministratori di Carnivia.
E? Cos'hai scoperto?
Tutto ha avuto un senso, scrisse Daniele, triste. Se solo ci fosse stato un modo migliore per esprimere i suoi sentimenti invece di qualche stupida emoticon. Avrebbe voluto aggiungere qualcos'altro; ora che potevano togliersi le maschere, gli avatar avrebbero dovuto essere in grado anche di ridere, o piangere, o mostrarsi arrabbiati o delusi. Il fatto che tu fossi cos impaziente di essere eletto. Il modo in cui i veterani di Carnivia si scagliavano gli uni contro gli altri. La paura per la sicurezza, per cui la sola risposta possibile sarebbero stati esami ancora pi accurati.
Non so di cosa stai parlando.
Cosa sei, Max? O dovrei chiamarti Jibran? Fai parte di USCYBERCOM? Della divisione crittologia? Della divisione Tailored Access Operations? O di qualche altro gruppo nel profondo dell'NSA, cos segreto che non ne abbiamo ancora sentito parlare? Magari non sei pi nemmeno una sola persona. Magari l'entit che io chiamo Max in realt  un gruppo, che lavora a turno da un edificio anonimo a Fort Meade o a Palo Alto.
 una follia.
Quando ti hanno reclutato, Max? E come? L'hai fatto per soldi? Per donne? O semplicemente per la possibilit di diventare importante: la persona che avrebbe aiutato l'esercito americano a ottenere il controllo di Carnivia?
Ci fu un lungo silenzio prima che Max rispondesse. Sei tu che sei diventato un mostro, Barbo, non io. Ti sei rifiutato di vedere la direzione che aveva preso tutto questo, che Internet non  pi un gioco alla moda, in cui i ragazzi possono farsi scherzi a vicenda senza che nessuno sappia chi sono. Ormai questo  il mondo reale. E nel mondo reale ci sono i cattivi che non si fermeranno davanti a niente pur di distruggere tutto quello che conta.
 vero, Max. E sai una cosa? Tu sei uno di loro.
L'avatar di Max scomparve di colpo.
Addio, amico mio, digit Daniele nel vuoto. Spero che per te ne sia valsa la pena.
Si allontan dallo schermo e si volt a guardare Holly. Era seduta a un altro computer e trasferiva il contenuto dei dischetti Autodin dal floppy drive a una chiavetta USB. Una volta recuperati i dati da Daniele, i dischetti avevano rivelato i loro segreti senza problemi.
Ormai Holly sapeva pi o meno cosa aspettarsi, tuttavia era rimasta comunque senza fiato davanti al numero di documenti incriminanti che suo padre aveva raccolto. Gilroy aveva usato eufemismi persino nei telegrammi che mandava a Washington - se per proteggere se stesso o i suoi superiori, lei non lo sapeva. Era tentata di pensare che fosse stato un lupo solitario, lasciato a gestire il proprio territorio come meglio credeva, ma riusciva a stento a credere che il comando supremo della CIA fosse stato completamente ignaro del sangue che scorreva dalle mani del suo agente pi anziano in Italia. Ma eufemismi o meno, confrontando le date dei telegrammi con gli avvenimenti reali non era difficile capire quali episodi oscuri della storia italiana fossero in realt stati istigati da lui. C'erano quasi duemila file e ognuno conteneva prove schiaccianti.
Daniele non le aveva chiesto in che condizioni avesse lasciato Ian Gilroy, e fino a quel momento lei non glielo aveva detto. Ma dai suoi movimenti concentrati e frettolosi, Daniele immagin che per una ragione o per l'altra Holly pensasse di non avere molto tempo.
Sono tutti, disse lei infine. E ora?.
Una volta su Carnivia, lui le mostr che era possibile mettere un documento in un armadietto accessibile al pubblico che chiunque poteva leggere ma nessuno poteva cancellare.
Sei sicura?, le chiese mentre lei copiava i file. Non potrai tornare indietro, sai. Una volta che li pubblichi....
So cosa sto facendo. Per era pallidissima e una vena le pulsava appena sotto l'orecchio. Poi aggiunse, in tono pi calmo: So anche cosa mi faranno. Sono pronta.
Lui annu. Clicca su Invia e hai fatto.
Lei lo fece senza esitare e lui vide allontanarsi nell'etere la sua felicit, per non fare pi ritorno.
Posso usare il tuo telefono?, gli chiese. Lui glielo diede.
Cate, disse Holly quando rispose, devi mandare una squadra della scientifica nella villa di Ian Gilroy e poi venire a prendermi a Ca' Barbo. Rimase in ascolto, poi aggiunse: No, sto bene. Ma manda anche un medico legale alla villa. Gilroy  morto.
Si sedettero in attesa dei carabinieri. Sai cos'ha detto, prima di morire?, disse lei, pensierosa.
Daniele scosse la testa.
Ha detto: Ti voglio bene, Holly. Ti ho voluto bene come se fossi figlia mia, fin dal barbecue in cui abbiamo fatto quel gioco, quando sei salita sui miei piedi e ti ho portato in giro per il giardino. Forse, se non ti avessi voluto cos bene, avrei impedito che cercassero di uccidere tuo padre. Ma lui aveva cos tanto, e io non avevo niente.
Un'ultima disperata bugia per cercare di conquistarsi la tua compassione.
Forse. Ma mi piace pensare che dopotutto in lui fosse rimasto un barlume di umanit.
Tuttavia, non rivel nemmeno a Daniele le vere ultime parole pronunciate da Ian Gilroy, con la voce poco pi che un sussurro, mentre chiudeva gli occhi e aspettava la fine.
Ego te absolvo a peccatis tuis.
L'aveva detto a lei, o a se stesso? Oppure era stato solo il riflesso automatico di un cattolico in punto di morte?
Io ti assolvo dai tuoi peccati.
Qualsiasi fosse il motivo, Holly aveva avvertito un curioso senso di pace, come se finalmente i due aspetti della sua natura si fossero chiariti. Forse era ancora pi curioso che sperasse che in qualche modo anche Gilroy l'avesse provato.
Guard Daniele. Sapevi che ha cercato di farti andare via da Venezia quando ha sentito che ci sarebbe stato un attacco? Ti ha scritto dicendoti che Ca' Barbo stava cadendo a pezzi e che avresti dovuto lasciarla. A quanto pare, tu non hai risposto.
Lui grugn. Non leggerei molto tra le righe. Probabilmente mi voleva solo fuori dai piedi.
Lei rimase in silenzio un momento, a pensare. Cosa farai con l'algoritmo? Lo terrai per te o lo pubblicherai?
 gi l fuori. Accenn alla finestra. Letteralmente. L'ho strappato e l'ho buttato nel rio.
Perch?.
Lui rispose, piano: Avrebbe voluto dire un mondo senza segreti. Un mondo in cui tutto ci che  misterioso, o complesso, o creativo, potrebbe essere replicato da un software. Ho deciso che dopotutto non volevo vivere in un mondo del genere.
E poi, disse lei, avrebbe voluto dire code pi corte a Disney World.
Lui sorrise a quel pensiero, poi disse: Come l'hai fatto?
Gilroy? Gli ho sparato con la pistola di mio padre. Mi pareva la cosa pi giusta. Un solo proiettile, per tutti gli anni di piombo. Non l'avrebbero mai processato per quello che ha fatto. Ci avrebbe pensato la gente che lo aveva sul libro paga.
Daniele non sent nessun rimorso nella sua voce, solo una terribile determinazione d'acciaio. Annu. Hai fatto la cosa giusta.
Udirono un rumore sotto la finestra. Lei si alz e and a guardare. Cate  qui, con il colonnello Piola. I file sono stati caricati tutti?.
Cate apr la porta della sala della musica e vide i suoi amici seduti, con le teste vicine, chini sul computer. Esit per un attimo e rest a osservarli, poi entr nella stanza.
Holly, disse. Oh, Holly....
Alle sue spalle, Piola aggiunse, in tono gentile: Lascia fare a me.
Cate scosse la testa. Devo farlo io. Inspir. Sottotenente Boland, la dichiaro in arresto per omicidio, spionaggio, accesso a materiale confidenziale senza autorizzazione.... Poi arrivarono le lacrime, che le colarono sul viso e la strozzarono, e si rese conto che erano le prime lacrime che versava da quando Flavio era morto. Pianse per la sua amica e pianse per il suo amante; pianse perch Venezia era salva e perch era condannata, e pianse perch probabilmente l'Italia non sarebbe stata migliore senza Gilroy. Pianse per il giovane di cui si era presa la vita e per Daniele, che stava per perdere la sola persona che lo capiva davvero; e pianse perch sapeva che gli americani, con il loro zelante odio per le talpe, non avrebbero lasciato nulla d'intentato nella loro vendetta. Ma soprattutto, pianse perch quello che le aveva detto Flavio, quasi l'ultima volta che si erano parlati, era vero; eppure era una verit troppo piccola, troppo fragile per tenere lontano le ingiustizie come quella che lei stava commettendo in quel momento.
Abbiamo solo la legge.
Pronunci la formula di arresto tra le lacrime, attenta come se fosse una preghiera: una preghiera per la salvezza, e l'anima, di Holly Boland.
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FINE.
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Nota storica.
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Come gli altri due volumi della trilogia di Carnivia Giustiziato  un'opera di fantasia, ma attinge a diversi eventi storici.
Molti dei fatti riguardanti l'Operazione Gladio, per esempio, sono ormai ben noti. Nel 1990 il presidente del consiglio Giulio Andreotti rivel al parlamento italiano che, nei quarant'anni precedenti, la NATO aveva addestrato, equipaggiato e gestito una rete paramilitare segreta di civili provenienti dall'estrema destra, con lo scopo di formare una resistenza armata in caso di invasione comunista. Non pass molto tempo prima che emergessero le prove che alcuni gladiatori avevano sfruttato l'addestramento e gli esplosivi forniti dalla NATO per commettere atrocit e omicidi, nell'ambito di una strategia della tensione coordinata che, nelle loro intenzioni, avrebbe spinto il popolo a chiedere al governo misure di sicurezza pi severe. Un esiguo numero di gladiatori fu in seguito condannato per tali crimini dai tribunali italiani.
Molti cronisti credevano che quegli attacchi fossero stati perpetrati con il tacito accordo, se non per ordine diretto, della CIA. Basti un esempio: il generale Gianadelio Maletti, ex capo del controspionaggio militare italiano, testimoni sotto giuramento che gli americani si erano spinti oltre la semplice infiltrazione e il monitoraggio di gruppi estremisti, istigando atti di violenza; affermazione che fu bollata dalla CIA come assurda.
 stato anche ampiamente dimostrato che la NATO, e in particolare i servizi segreti britannici e americani, fecero tutto il possibile per impedire al leader della Democrazia cristiana Aldo Moro di negoziare un compromesso storico con il Partito comunista, spingendosi fino a contemplare un colpo di Stato senza spargimento di sangue se la coalizione fosse andata a buon fine. Come ricorda la vedova, durante una visita a Washington Moro era stato avvisato da Henry Kissinger che avrebbe affrontato tragiche conseguenze personali se non avesse abbandonato il piano.
Alla fine il patto con i comunisti naufrag quando le Brigate Rosse prima rapirono e poi uccisero Moro. Una conseguente inchiesta parlamentare chiese spiegazioni agli Stati Uniti di una possibile infiltrazione della CIA nelle Brigate Rosse, ma la richiesta torn al mittente con il commento per cui la CIA non poteva n confermare n negare l'esistenza di una documentazione relativa all'inchiesta. I lettori che volessero saperne di pi sugli oscuri retroscena politici di quel periodo dovrebbero leggere Gli eserciti segreti della NATO. Operazione Gladio e terrorismo in Europa occidentale di Daniele Ganser.
Pi recentemente, la storia dell'operazione della CIA per il rapimento dell'imam Abu Omar dalle strade di Milano e gli sforzi di un pubblico ministero determinato a portare davanti alla giustizia gli agenti responsabili sono stati raccontati in A Kidnapping in Milan: The CIA on Trial di Steve Hendricks.
Come spiega Cate Taddei nel libro, la loggia massonica nera Propaganda Due  esistita a Roma all'incirca dal 1950 al 1980 ed  stata soprannominata il governo nel governo. Il Grande Maestro, Licio Gelli, scapp all'estero per evitare l'arresto e fu in seguito condannato in contumacia per cospirazione ai danni dello stato. Un altro membro, Roberto Calvi, conosciuto come il banchiere di Dio, fu ritrovato impiccato sotto il ponte dei Frati Neri a Londra nel 1982. Da allora in Italia ci sono stati diversi esempi di logge massoniche usate come copertura per cospirazioni a fini criminali e politici.
I riferimenti ai programmi di cybersorveglianza come BULLRUN, PRISM, MUSCULAR, TURBINE e cos via sono il pi accurati possibile. Tuttavia, VIGILANCE  una mia invenzione, un tentativo di unire tutte queste competenze separate in un solo programma. La storia delle vulnerabilit dell'Internet delle cose  corretta al momento in cui ho scritto, anche se non ho prove che tali vulnerabilit possano estendersi ai sistemi di controllo delle navi da crociera.
Ian Gilroy  un personaggio composito, ispirato tra gli altri da Hung Fendwich, in apparenza ingegnere alla Selenia negli anni Settanta e Ottanta, ma in realt uno degli analisti americani pi anziani in Italia, e dal capitano David Carrett della marina americana, in seguito incriminato per terrorismo da un tribunale di Milano.
Il movimento indipendentista in Veneto ha il sostegno della maggior parte della popolazione locale: in un sondaggio del 2014 a cui hanno partecipato due milioni di elettori, quasi il novanta percento si  detto favorevole alla scissione dal resto d'Italia. Da allora il consiglio regionale ha cercato di arrivare a un referendum vincolante, ma non c' stata alcuna risposta ufficiale da parte del governo di Roma.
Ci sono state molte proposte per bandire le grosse navi da crociera da Venezia, alcune delle quali sono state trasformate in legge per essere poi ribaltate in appello. Al momento in cui ho scritto il romanzo, la questione rimane aperta e le navi pi grosse continuano a passare a poche centinaia di metri da piazza San Marco.
Per i link a ulteriori letture e informazioni sugli altri libri della trilogia di Carnivia, andate su www.carnivia.com.
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Ringraziamenti.
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Un ringraziamento speciale va a Philip Baillieu per avermi spiegato il mondo intricato dei credit default swap e ad Anne Coscia per aver corretto il mio italiano. Ogni errore rimasto  ovviamente causa mia.
Grazie anche a Laura Palmer, la mia editrice, per l'entusiasmo che ha mostrato dalla prima pagina del primo libro all'ultima pagina del terzo, e a Lucy Ridout per il mastodontico compito di controllo dei fatti e revisione.
Sono specialmente riconoscente a tutte le persone a Venezia, Vicenza e Verona, da un colonnello dei carabinieri ai numerosi pacifisti, che mi hanno accolto e aiutato nelle ricerche, e la cui generosit di spirito che caratterizza tutte le fazioni politiche mi ha ricordato perch amo tanto l'Italia.
E infine, grazie alla mia famiglia, che negli ultimi quattro anni ha convissuto con tutte queste folli cospirazioni.
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FINE.